Il cambio gomme rappresenta un obbligo di legge; è il codice della strada, nello specifico, ad occuparsi della sua regolamentazione. Se nei mesi più freddi la tua auto ha beneficiato della presenza di pneumatici invernali, la stagione primaverile, si caratterizza per giornate più lunghe e soleggiate, e temperature destinate a raggiungere valori sempre più elevati con il passare dei giorni. Proprio per questo, come ogni anno, a partire dal 15 aprile scatta l’obbligo della sostituzione delle gomme di tipo M+S con gli pneumatici estivi. Se te ne sei dimenticato non preoccuparti; avrai tempo un mese per metterti in regola, visto che il termine ultimo per non incorrere in sanzioni è fissato al 15 maggio.

I vantaggi delle gomme estive

Le gomme estive garantiscono prestazioni ottimali nei mesi più caldi dell’anno, soprattutto in termini di tenuta di strada. A distinguere gli pneumatici estivi dai modelli invernali è, innanzitutto, la differente miscela (minore percentuale di gomma naturale per una maggiore elasticità). I tasselli, in tale tipologia di gomme, sono pieni e non dotati di sottili intagli come quelli degli pneumatici invernali. Sarà percorrendo tratti d’asfalto bagnato che potrai renderti conto delle performance delle gomme estive. La presenza di 3 scanalature longitudinali ti permetterà di affrontare l’acqua senza timore. Il rischio di incorrere nel fenomeno dell’aquaplaning, in questi casi, è molto limitato. Prestazioni migliori si associano ad un minor consumo di carburante.

Cambio gomme estate 2018Le eccezioni al cambio gomme

Sono due le eccezioni ammesse dal codice della strada in merito alla sostituzione delle gomme invernali. Il primo caso ha per oggetto le auto che montano un set di gomme 4 stagioni. Tali pneumatici, infatti, sono progettati per garantire buoni livelli di performance in qualunque periodo dell’anno. Questo senza mettere a repentaglio la sicurezza di chi guida, degli eventuali passeggeri e dei veicoli incontrati lungo la strada. Normalmente le 4 stagioni sono consigliate ai possessori di veicoli di piccole dimensioni abituati a percorrere un numero esiguo di chilometri nel corso dell’anno.

La seconda eccezione fa riferimento alle gomme che presentano un indice di velocità uguale (oppure superiore) a quello riportato sulla carta di circolazione.

Non hai idea di quale sia l’indice di velocità dei tuoi pneumatici? Lo troverai sulla spalla della gomma, con una lettera seguita da un numero; è proprio quest’ultimo ad indicare la velocità massima che il tuo veicolo è in grado di raggiungere.

Mancato cambio? Ecco le sanzioni

Le persone che non procedono alla sostituzione delle gomme invernali con gli pneumatici estivi entro il 15 maggio sono soggette a sanzioni amministrative, così come previsto dal codice della strada. Tali sanzioni vanno da un minimo di 422 euro ad una cifra massima di 1.682 euro. Alle contravvenzioni si aggiunge il ritiro del libretto di circolazione.

Montaggio fai da te e pneumatici usati: è la scelta migliore?

Prima di procedere alla sostituzione delle gomme tieni presente che affidarsi ad un professionista in materia ha dei vantaggi non indifferenti, sia in termini di tempo che di montaggio corretto del set di pneumatici. Se, invece, hai pensato di procedere all’acquisto di gomme usate, ricordati che non è semplice valutare il livello di usura raggiunto. Inoltre, in molte occasioni, la differenza di prezzo tra gomme nuove e usate è minima, tanto da non giustificare la seconda opzione.

Ti è mai capitato di fare l’inversione delle gomme dell’auto? Sicuramente il tuo gommista te l’avrà proposto, durante un controllo dello stato degli pneumatici o quando gli hai chiesto di rimontare le tue vecchie gomme invernali. Probabilmente hai acconsentito a questo piccolo intervento, magari senza sapere perché è necessario.

Scopriamo quindi perché le gomme vanno invertite e come si fa.

Perché invertire le gomme?

L’inversione delle gomme, detta anche permutazione, è un intervento che richiede poco tempo ma che è importante per la sicurezza tua e della tua famiglia. Cambiare la posizione delle ruote, infatti, è necessario perché l’usura di tutti e quattro gli pneumatici sia uniforme. Se ti chiedi come mai le gomme non si usurino tutte allo stesso modo, pensa che nella maggior parte delle auto le ruote motrici e direzionali sono quelle anteriori, che devono anche sopportare maggiori sollecitazioni durante la guida.

Se non vuoi trovarti con gli pneumatici anteriori da buttare e quelli posteriori ancora in buone condizioni, è quindi consigliabile l’inversione le gomme, indicativamente ogni 10000 km di strada.
Attenzione, però: non tutte le case produttrici di auto e pneumatici consigliano l’inversione delle gomme. Fai sempre riferimento ai loro consigli prima di intervenire.

Come si invertono le gomme?

Prima di passare alla permutazione delle gomme, occorre decidere la posizione in cui andranno gli pneumatici. Il vecchio metodo prevedeva che le ruote anteriori fossero semplicemente spostate indietro, mantenendo lo stesso lato, mentre le ruote posteriori fossero montate in avanti incrociate, cioè lo pneumatico posteriore destro andasse anteriormente a sinistra e viceversa.

Oggi solitamente le gomme vengono scambiate tra anteriori e posteriori mantenendole sullo stesso lato, decisione che diventa obbligatoria se gli pneumatici sono direzionali o hanno un battistrada a disegno asimmetrico-direzionale.

Invertire le gomme della propria auto da soli

Posso invertire le gomme da solo?

Se possiedi gli attrezzi giusti, l’esperienza e la manualità, puoi effettuare l’inversione delle gomme da solo. In caso contrario, per il tuo benessere e quello dell’auto, rivolgiti ad un gommista.

Per portare a termine la permutazione delle gomme, ti basterà seguire questi semplici passaggi:

  • Parcheggia l’auto in un luogo pianeggiante e inserisci il freno a mano.
  • Rimuovi i corpicerchi.
  • Usa il cric per sollevare l’auto, facendo in modo che tutte le ruote siano sospese.
  • Svita i bulloni utilizzando l’avvitatore pneumatico e mettili in un posto sicuro.
  • Svita la gomma e poggiala delicatamente a terra.
  • Ripeti le operazioni precedenti per tutte le gomme, ricordando la posizione che occupavano prima.
  • Solleva la gomma per metterla nella sua nuova sede e sistemala bene.
  • Avvita i bulloni per fermare la gomma, prima a mano e poi con l’avvitatore automatico.
  • Una volta montate tutte le gomme, riporta l’auto a terra.
  • Rimonta i copricerchi.

Ora sei pronto a partire per il tuo prossimo viaggio!

Tra le verifiche periodiche da effettuare sul proprio veicolo, il controllo della pressione degli pneumatici è imprescindibile. Infatti, solo delle gomme gonfiate alla giusta pressione sono in grado di garantire sicurezza e stabilità su qualunque tracciato.

A beneficiare di una pressione ottimale sono anche tempi di frenata e consumi. Utilizzando quotidianamente una vettura, le ruote di un veicolo sono destinate inevitabilmente a perdere pressione. Per tale motivo, è necessario procedere ad una verifica senza far trascorrere più di 2 o 3 mesi.

Gonfiare le gomme: il valore ottimale

Ma qual è la “giusta” pressione di una gomma?

Innanzitutto tieni presente che ogni produttore fornisce un’indicazione specifica della pressione per ognuno dei modelli proposti. Normalmente i valori sono compresi tra i 2 e i 2,4 bar (l’unità di misura della pressione negli pneumatici) anche se, in alcuni casi, è possibile arrivare fino a 3 bar. La pressione delle gomme anteriori e posteriori non deve necessariamente coincidere. Per scoprire la pressione ideale del tuo veicolo ti sarà sufficiente leggere quanto riportato sul libretto di circolazione.

Compressore e manometro: gli accessori indispensabili

Se non vuoi rivolgerti al gestore di una pompa di benzina per gonfiare gli pneumatici accertati di avere a disposizione un compressore ed un manometro. Potrai acquistare quest’ultimo in qualsiasi negozio specializzato in autoricambi, nell’officina di un gommista o, ancora, da un ferramenta, nei negozi dediti al bricolage o su internet. Scegliendo un manometro portatile risparmierai denaro ed entrerai in possesso di un accessorio leggero e semplice da trasportare.

Gonfiare le gomme dell'auto

Come gonfiare le gomme?

Prima di misurare la pressione accertati che il tuo veicolo sia sufficientemente “freddo”. Questo significa che, per ottenere una misurazione accurata, dovrai lasciarlo a motore spento per alcune ore. Soddisfatta tale condizione inizia le operazioni togliendo i tappi alle valvole degli pneumatici. Procedi gonfiando ogni ruota con la pompa del compressore, semplicemente collegando pompa e valvola e avviando il compressore stesso. Cerca di mantenere il tubo in posizione. Se non hai mai effettuato tale operazione in precedenza potresti avere qualche difficoltà nel direzionare perfettamente il flusso d’aria. Se noti che parte dell’aria tende a finire fuori dalla valvola fermati e riposiziona la pompa. Ricordati che, in molti casi, una dozzina di secondi sono sufficienti per riportare gli pneumatici alla pressione ottimale.

Gomma bucata? Affidati ad un kit di emergenza per il gonfiaggio

Quanto indicato nei precedenti paragrafi fa parte delle normali operazioni di manutenzione. In realtà, potresti avere la necessità di gonfiare una gomma anche in seguito di una foratura. In tali occasioni, il ruotino di scorta è la soluzione più comune, ma non tutti sono in grado di effettuare la sostituzione. Una persona anziana o una donna potrebbero avere difficoltà nel sollevare la ruota con il cric, e nello svitare i bulloni. Fortunatamente, il mercato propone dei kit appositi, attraverso i quali è possibile percorrere diversi chilometri prima di essere obbligati ad una sosta dal gommista. È una capsula formata da aria, azoto e CO2 a gonfiare gli pneumatici senza alcuna fatica. Se, fino a poco tempo fa, tale capsule erano unicamente usa e getta, ora è possibile ricaricarle anche avvalendosi di un compressore.

Ricorda inoltre che per qualsiasi dubbio sulle condizioni degli pneumatici della tua auto puoi sempre rivolgerti al tuo gommista di fiducia.

A chi non è mai capitato di incappare in una buca? La mancata manutenzione degli enti preposti e le abbondanti precipitazioni, soprattutto nei mesi invernali, rendono sempre più spesso le nostre strade un vero e proprio colabrodo.

Anche il percorso che compi ogni giorno con la tua famiglia può rivelarsi insidioso: basta una nuova buca, non segnalata e poco visibile per compromettere il tuo benessere e l’integrità del tuo veicolo. Ma se la tua auto o la tua moto sono state danneggiate in seguito al passaggio su buche stradali, è possibile chiedere il risarcimento? E come?

Cosa fare appena avviene l’incidente

Hai appena preso una buca: la macchina ha subito uno scossone e hai sentito dei rumori ben poco rassicuranti. La prima cosa da fare è mantenere la calma, interrompere il viaggio e fermare il veicolo in una posizione sicura, segnalandolo con il triangolo.

La documentazione delle circostanze ti porterà via un po’ di tempo, ma cerca di essere il più scrupoloso possibile. Per prima cosa, scatta una fotografia panoramica della strada, inquadrando anche la buca. Avvicinati quindi al manto stradale sconnesso e documenta le dimensioni della buca più da vicino, se necessario paragonandole con la grandezza di un accendino, un cellulare o un mazzo di chiavi. Puoi anche inserire degli oggetti nella buca per renderne più chiara la profondità nella fotografia. Passa quindi a fotografare i danni subiti dal mezzo. A questo punto, chiama la Polizia Stradale o i Carabinieri, per far annotare l’intervento e confermare la presenza della buca. Questo passo non è fondamentale, a meno che l’incidente non avvenga in autostrada.

Buca sulle strisce pedonaliCome scrivere la lettera per chiedere il risarcimento

Ora che hai raccolto tutta la documentazione fotografica necessaria, informati su chi sia l’Ente proprietario della strada. Di solito, il proprietario di una strada urbana è il Comune, delle strade extraurbane si occupa la Provincia o la Regione e l’autostrada appartiene a Autostrade S.p.a. Indirizza quindi una lettera all’ente preposto, indicando con la maggior precisione possibile luogo, data e ora dell’incidente, direzione di marcia del veicolo e danni che ha subito, posizione della buca ed eventuale intervento delle Forze dell’Ordine. Allega inoltre le prove fotografiche dell’esistenza, della posizione e delle dimensioni della buca e dei danni subiti dal veicolo, fotocopia della tua patente e il preventivo o la parcella del meccanico.

I requisiti per chiedere il risarcimento

Un requisito fondamentale per poter richiedere il risarcimento è l’assenza di segnali, anche mobili, che indichino che il manto stradale è deformato. È inoltre molto importante documentare il danno subito dalla tua auto, poiché dovrà essere visionato dall’assicurazione dell’Ente che poi ti risarcirà. In mancanza di foto, potresti ottenere un risarcimento insufficiente o non riceverlo affatto. Ricorda che è necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine se il tuo veicolo viene danneggiato dalle buche in autostrada.

Inoltre per viaggiare in sicurezza assicurati che le gomme della tua auto non abbiano subito danni anche lievi e contatta subito un gommista di tua fiducia.

Fino a pochi anni fa gran parte degli automobilisti era solito non attribuire la giusta importanza al fattore sicurezza. Anche le persone abituate a guidare tutti i giorni avevano la tendenza a recarsi dal meccanico solamente quando l’auto diventava inservibile, oppure in caso di incidente.

La situazione, fortunatamente, sembra essere cambiata negli ultimi tempi, grazie ad una maggiore consapevolezza derivante da diverse campagne governative in tema di sicurezza stradale.
Particolarmente importante, in questo ambito, è la “salute” degli pneumatici, unico elemento della vettura ad essere a diretto contatto con il terreno. Specialmente in inverno, la scelta della gomma giusta è indispensabile, vista la possibile presenza di asfalto ghiacciato, bagnato o innevato.

Hai sentito parlare positivamente delle gomme da neve, ma sei finora rimasto legato alle tradizionali catene? Continua a leggere per avere indicazioni in merito alla scelta migliore.

Le catene: pro e contro

I produttori di catene da neve hanno via via affinato le proprie proposte, arrivando ad offrire modelli sempre più pratici e semplici da montare.
Uno dei vantaggi delle catene è rappresentato dal fatto di poter essere applicate su qualsiasi pneumatico. Il loro impiego risulta estremamente utile quando sulla strada sono presenti ghiaccio e neve.
Tuttavia, la scelta deve essere effettuata con attenzione; non è sufficiente comprare il primo modello disponibile, magari approfittando di un’offerta allettante. Verifica sul libretto di manutenzione della tua auto prima di procedere all’acquisto. Auto sportive necessitano di catene diverse dai modelli ideali per le utilitarie. Allo stesso tempo, le catene dei SUV non si adattano ad altre tipologie di vetture. Prendere le misure degli pneumatici è fondamentale. Le catene da neve devono essere montate sulle ruote motrici; se possiedi un veicolo a trazione integrale leggi quanto riportato sul libretto d’uso; solo così sarai certo di montarle sull’asse giusto.

Catene neve

Due sono i punti deboli delle catene. Innanzitutto, devono essere utilizzate solo su strade innevate o ghiacciate. Questo significa che, partendo per un viaggio, non potrai montarle in “previsione” di una nevicata. Quando i primi fiocchi inizieranno a cadere ti dovrai fermare ai bordi della strada, mettere le 4 frecce, indossare il giubbottino, scendere ed effettuare l’operazione. Il secondo aspetto negativo è la ridotta velocità di marcia. Un’auto che sta circolando con le catene non può superare i 50 km/h; a tale velocità potrai percorrere anche 120 km su una strada tornata asciutta dopo una nevicata.

La rivoluzione ha un nome: pneumatici da neve

Un’alternativa alle catene che sta riscontrando sempre più favori è costituita dalle gomme da neve, o pneumatici invernali. Potrai sostituirli ai pneumatici estivi indipendentemente dalle condizioni stradali, purché questo avvenga nel periodo previsto dalle normative attualmente vigenti. È al di sotto dei 7° che le performance delle gomme estive si riducono notevolmente, rendendo indispensabile la loro sostituzione. Gli pneumatici invernali, grazie alla presenza della silice, si scaldano rapidamente. Inoltre, la configurazione a lamelle del battistrada consente a tali gomme di “aggrapparsi” al fondo stradale, evitando possibili slittamenti. Con il passare del tempo le case produttrici sono state in grado di eliminare anche due “difetti” di tali gomme, ossia il rumore di rotolamento e il fatto di richiedere una velocità di crociera piuttosto ridotta, seppur superiore a quella necessaria per le catene.

Da quanto riportato in questo articolo avrai dedotto che gli pneumatici da neve non rappresentano più soltanto un’alternativa alle catene risultando, in realtà, la scelta ideale. Solo quando lo strato di neve da affrontare è imponente, oppure nel caso di partenze in pendenza su fondi ghiacciati, ossia in situazioni molto rare, che le catene non hanno rivali.

Mi raccomando fai la scelta più giusta per la tua auto affinché la tua sicurezza e quella dei tuoi passeggeri sia garantita. Se vorrai puoi contattare il centro assistenza più vicino a te che potrà aiutarti e consigliarti al meglio.

Nonostante le moderne tecnologie disponibili, inclusi sistemi innovativi di apertura e chiusura delle portiere, il furto dell’auto rappresenta ancora oggi uno dei maggiori pericoli per chi vive in città.

Trovarsi costretti a parcheggiare in luoghi isolati, o in orari nei quali è il buio a favorire eventuali malintenzionati, aumenta considerevolmente i rischi.

Subire un furto è sempre spiacevole, in particolar modo quello delle vetture, indispensabili nella società moderna. Qualora ciò dovesse accadere, seguendo quanto riportato nelle seguenti righe troverai alcuni consigli su come comportarti, sempre cercando di non perdere completamente la calma.

La denuncia ai carabinieri e il ruolo del Pra

Un ladro sta rubando un'autoLa prima cosa da fare, nel caso tu sia stato vittima del furto dell’auto, consiste nel recarsi al comando dei Carabinieri (o di Polizia). Il personale provvederà a raccogliere la denuncia e a trascriverla. Assieme all’auto, molto probabilmente anche libretto di circolazione e certificato di proprietà avranno preso il volo. Ricordati di notificare la loro scomparsa al momento della denuncia.

Una volta conclusa la fase relativa alla denuncia dovrai rivolgerti al Pra (acronimo di Pubblico Registro Automobilistico) al fine di procedere con l’Annotazione di perdita di possesso. Tale operazione è essenziale per consentire l’aggiornamento dello stato giuridico della vettura, interrompendo il decorrere della tassa automobilistica.

Ti verranno richiesti alcuni documenti; il primo è rappresentato dalla copia della denuncia di furto (al suo posto potrai presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione, in cui dichiarerai di aver provveduto alla denuncia stessa). Il PRA si occuperà anche del ritiro del certificato di Proprietà, se ancora in tuo possesso.

La comunicazione all’assicurazione

Avvisare l’assicurazione su quanto avvenuto, indipendentemente dal fatto che il veicolo sia coperto o meno, è fondamentale; avrai 3 giorni per farlo. Provvedendovi immediatamente permetterai alla compagnia di attivarsi per dar luogo al risarcimento.

La compagnia necessita, per mandare avanti la pratica, di alcuni documenti, libretto e certificato di proprietà in primis. Se questi ultimi si trovavano in auto al momento del furto, quanto riportato sulla copia della denuncia in merito. Sarai tenuto a rilasciare alla compagnia anche tutte le copie delle chiavi dell’auto.

Il ritrovamento del veicolo: come agire?

Per quanto difficile, fortunatamente non è così raro che un’auto rubata sia oggetto di ritrovamento. Quando ciò accade, dovrà essere verbalizzato alle autorità competenti.

Entro 40 giorni, inoltre, ricordati di presentare il “rientro in possesso”. È grazie a quest’ultimo che sarà possibile far decorrere nuovamente la tassa automobilistica. Per quanto riguarda la documentazione necessaria in questo frangente, dovrai sempre presentare il certificato di proprietà. Come già segnalato precedentemente, in sua mancanza ti sarà sufficiente presentare la denuncia, purché questo fatto sia stato segnalato nella stessa.

Al momento del ritrovamento comunica la piacevole novità alla tua compagnia assicurativa. Oltre alla copia della denuncia, ti saranno richiesti un estratto della cronologia del Pra e la copia del certificato di chiusura inchiesta (quest’ultimo rilasciato direttamente dalle autorità). Se la tua auto è stata sì ritrovata, ma in condizioni non ottimali, un sopralluogo effettuato da un perito della compagnia è assolutamente necessario.

Inoltre dopo aver fatto tutto ciò, ricorda di far controllare la tua auto da un professionista di tua fiducia per assicurarti che sia tutto in ordine per poterti rimettere alla guida in tutta sicurezza.

Devi acquistare un nuovo set di gomme per il tuo veicolo, auto, camper o moto che sia? In questi frangenti, essere in grado di interpretare le sigle degli pneumatici è il modo migliore per operare una scelta ottimale, garantendo elevata sicurezza ai tuoi viaggi.

Una maggiore consapevolezza sulla marcatura sarà utile anche nel momento in cui ti troverai a dover montare le gomme invernali.

Infine, risparmierai tempo prezioso nel valutare i diversi modelli di gomme nella fase di acquisto.

In questo articolo ti indicheremo dove trovare le informazioni relative a larghezza, diametro, consumo, velocità massima consigliata, aderenza su asfalto bagnato e carico sopportabile.

Cos’è la marcatura UTQG

Alle sigle presenti sugli pneumatici (ad eccezione di alcune categorie, come le gomme 4×4 o i fuoristrada) è stata assegnato il nome di “marcatura UTQG”.

UTQG, in particolare, è l’acronimo di “Uniform Tire Quality Grading“. Richiesta dal Dipartimento dei Trasporti U.S.A, tale marcatura è obbligatoria per gli pneumatici commercializzati negli Stati Uniti. Considerando che quasi la totalità delle aziende produttrici ha in quello statunitense uno dei maggiori mercati, non deve stupire come tale sigla sia diffusa anche nel Vecchio Continente.

Comprare le gomme per l'auto

Misura delle gomme, larghezza nominale di sezione e serie

Innanzitutto, tieni presente che potrai risalire ad un’informazione fondamentale, la misura degli pneumatici, in due modi diversi, entrambi estremamente rapidi. Troverai l’indicazione sul fianco degli pneumatici, ma anche all’interno del libretto di circolazione.

Esaminando nel dettaglio la marcatura, il primo numero (di 3 cifre), fa riferimento alla larghezza nominale di sezione, espressa in millimetri. Il numero successivo identifica la serie dello pneumatico. Esprime, in misura percentuale, il rapporto tra altezza del fianco e larghezza di sezione. Quando tale rapporto è ridotto potrai beneficiare di una maggiore precisione di guida in curva; allo stesso tempo, però, a peggiorare è il comfort di guida.

Struttura della carcassa, indice di carico e categoria di velocità

La lettera successiva identifica la struttura della carcassa; la maggior parte delle gomme attualmente sul mercato presentano la “R”, ossia dispongono di struttura radiale. La lettera è accompagnata da un numero a due cifre. Si tratta del diametro del cerchio, espresso in pollici. A seguire, nella marcatura, è l’indice di carico (anch’esso espresso in forma numerica); quest’ultimo corrisponde al carico massimo sopportabile consentito sulla singola ruota.

L’ultima informazione presente nella sigla è la categoria di velocità, che identifica la velocità massima alla quale la gomma è in grado di portare il carico indicato. Sono presenti diverse categorie di velocità, che vanno da A a Y; ad ogni lettera corrisponde un equivalente (in km/h). Per fare un esempio, alla lettera “V” è associata una velocità massima di 240 km/h.

Speciali marcature per gli pneumatici invernali

Sempre in tema di marcature, non devono essere dimenticate quelle relative agli pneumatici invernali, ossia alle gomme realizzate per condizioni stradali tipiche della stagione fredda (asfalto ghiacciato, bagnato o innevato).
“M+S” (Mud & Snow) è una sigla che, in base a quanto stabilito dalla normativa europea, identifica le gomme da neve. “3PMSF” (acronimo di 3 Peaks Mountain Snow Flake), rappresentato graficamente da un fiocco di neve, è presente sugli pneumatici adatti a circolare in condizioni di neve “impegnative”.

In questo articolo abbiamo chiarito quello che c’è dietro alle sigle che vediamo sulle gomme della nostra auto. Se però hai ancora dei dubbi o preferisci affidarti ad un esperto, puoi contattare uno dei nostri centri assistenza che ti seguiranno passo passo nella scelta degli pneumatici più adatti alla tua auto.

La crisi degli ultimi anni ha indotto molti consumatori a risparmiare sulle parti di ricambio della propria auto, dando grande impulso al mercato dell’usato. Sono sempre di più i guidatori che scelgono di affidarsi all’usato anche per sostituire le gomme.

Ma siamo sicuri che si tratti di un’opzione ideale quando si ha a che fare con un elemento fondamentale per la sicurezza a bordo?

E il risparmio ottenibile è reale o, spendendo solo qualche euro in più, è possibile acquistare pneumatici nuovi e  più affidabili?

Rivendite di pneumatici usati: fidarsi è bene?

In base ad una ricerca promossa dalla più nota associazione americana di produttori di pneumatici, la “Rubber Manufacturer’s Association“, è emerso che diversi rivenditori sono soliti operare senza rispettare quanto prescritto dagli standard di sicurezza.

Questo significa poter trovare sul mercato gomme usurate, oppure caratterizzate da danni evidenti ai quali non è stato posto rimedio.
Non si tratta di un problema recente se è vero che, già nei primi anni ’80, Michelin aveva messo in dubbio l’affidabilità degli operatori. Sempre Michelin ha evidenziato, in più di un’occasione, come uno pneumatico apparentemente in perfette condizioni possa celare difetti nella struttura interna.

Diversi rivenditori, inoltre, sono abili nel conquistare la fiducia dei clienti inducendoli a pensare che il prezzo delle gomme usate sia nettamente inferiore a quello richiesto per gli pneumatici nuovi. In realtà, confrontando le offerte, il risparmio è solo minimo, e in misura tale da non giustificare la bontà dell’affare.

Il battistrada: utilizza una moneta!

Un primo aspetto da valutazione in un set di gomme è lo stato del battistrada. Proprio le perfette condizioni di quest’ultimo, infatti, rappresentano un elemento imprescindibile se desideri guidare in tutta sicurezza e affrontare i viaggi in serenità.

Bcontrollare il battistrada pneumatico auto usato
Se stai valutando l’acquisto di un set di pneumatici usati, e non vuoi rischiare di incorrere in truffe o di montare sulla tua vettura un set che ti costringerà ad una sostituzione nel giro di qualche mese, misura lo spessore del battistrada. Sono solamente gli pneumatici dallo spessore minimo di 1,6 mm a garantire prestazioni sicure. Portare a termine questo controllo è piuttosto semplice, ma dovrai prestare attenzione a misurare le gomme in diversi punti, verificando che il consumo sia regolare. Ti sarà sufficiente disporre di una moneta, da inserire nelle fessure.

La mescola, la superficie irregolare e i fili esposti

Dal colore della gomma potrai ottenere informazioni in merito alle condizioni della mescola; quando quest’ultima si presenta di tonalità grigio chiara, meglio scegliere un altro set di gomme, oppure acquistarne uno nuovo ( se hai bisogno di un consiglio puoi rivolgerti ad uno dei nostri centri assistenza).
Passando il palmo di una mano sulla superficie della gomma non è raro avvertire delle “irregolarità”, che potrebbero nascondere il distaccamento del battistrada dalla carcassa, un fenomeno potenzialmente pericoloso.

Anche la presenza di fili esposti costituisce un campanello d’allarme da non sottovalutare, in quanto evidenzia un’usura eccessiva.

L’età di una gomma: il DOT

Alcune gomme usate sono messe in vendita dopo aver effettuato interventi di riparazione. In questo caso, è opportuno evitare gomme soggette a riparazioni mal eseguite, ma anche ad interventi vicini al fianco della gomma.
Infine, prima di acquistare una gomma usata, tieni conto del codice DOT (acronimo di “Department Of Transportation”). Si tratta di un codice composto da una successione di lettere e numeri che fornisce informazioni sull’età dello pneumatico. In particolare, le ultime 4 cifre fanno riferimento al mese e all’anno di produzione. Quando la gomma ha più di 5 o 6 anni di vita, meglio non portare a termine l’acquisto per scongiurare problemi di tenuta.

 

 

Quando arriva l’inverno, il rischio di imbattersi in strade ghiacciate o innevate è alto. Per questo, è importante non farsi trovare impreparati e seguire alcune regole di buona condotta alla guida.

Ecco alcuni consigli per evitare sorprese e limitare gli inconvenienti quando ti capiterà di viaggiare con la neve.

Regola numero 1: gomme invernali o catene a bordo

Su numerosi tratti stradali e in diverse regioni italiane, dal 15 novembre al 15 aprile è in vigore l’obbligo di munire il proprio veicolo delle necessarie dotazioni invernali.

Nello specifico, ogni auto deve montare le gomme termiche o, in alternativa, avere a bordo le catene da neve.

Questo è sicuramente l’aspetto principale a cui devi prestare attenzione prima di metterti in viaggio col cattivo tempo.

I pneumatici invernali assicurano prestazioni migliori sia dal punto di vista della tenuta di strada in curva, sia negli spazi di frenata, specialmente su terreni ghiacciati.

In più, ridurrai il consumo del battistrada ed eviterai di incorrere in infrazioni del codice della strada.

Controlla il meteo e lo stato del tuo veicolo

Se temi che nella tua zona possa esserci maltempo, mantieniti costantemente informato, ascoltando i bollettini meteo alla Tv o alla radio.

Vacanze natalizie in auto con i bambiniIn caso di viaggi di una certa lunghezza, porta con te del cibo e dell’acqua. Va benissimo anche un thermos per le bevande calde. In caso di traffico bloccato, strade inagibili o danni all’automobile, questi generi di conforto potranno tornare molto utili, specialmente se viaggi con la famiglia e i bambini.

Fai il pieno di carburante, controlla lo stato della batteria e utilizza un liquido antigelo come lavavetri. È buona norma tenere a bordo funi da traino e cavi per riavviare la batteria: potrebbero servirti anche per aiutare altre auto in difficoltà.

Viaggiare con la neve: come comportarsi alla guida

Sulla strada, devi adeguare il tuo stile di guida alle condizioni meteo. Se la visibilità è scarsa o la strada è innevata, tieni rigorosamente la destra e lascia spazio ai mezzi spazzaneve.

In curva, modera la velocità e sterza delicatamente. Se non riesci più a direzionare l’auto, alza il piede dall’acceleratore.

Per ridurre la velocità, è preferibile scalare una marcia o utilizzare il freno motore, piuttosto che usare il pedale del freno.

Se le gomme si bloccano e la vettura slitta, occorre recuperare aderenza alzando il piede dal freno e ricominciando a frenare in maniera graduale.

Particolari difficoltà potrebbero sorgere in salita: utilizza una marcia più alta rispetto a quella che utilizzi su strade asciutte e cerca di procedere con andatura lenta, ma costante, senza arrestare il veicolo.

In generale, su terreni innevati e ghiacciati mantieni una velocità molto moderata e tieniti a una distanza maggiore dal veicolo che ti precede, rispetto a quanto fai di solito.

Seguendo questi brevi, ma importanti consigli, potrai metterti alla guida con maggiore tranquillità e sarai pronto ad affrontare ogni evenienza. Se, però, vuoi partire davvero tranquillo fai un controllo delle gomme presso il tuo centro assistenza di fiducia.

Buon viaggio!

Tra i contrattempi che possono coinvolgere chi si trova alla guida di un veicolo, la foratura è uno di quelli potenzialmente più pericolosi, soprattutto in quanto si tratta di un evento imprevedibile. In particolare, chi viaggia ad alta velocità, in caso di foratura, rischia di perdere il controllo della vettura, con ovvie conseguenze.

Oltre al fattore sicurezza occorre considerare che molte persone, pur possedendo la patente da diversi anni e guidando quotidianamente, non hanno la minima idea su come si effettui il cambio gomme. Nelle prossime righe troverai alcune indicazioni utili in merito al funzionamento del cric; seguendole potrai proseguire il tuo viaggio con la ruota di scorta.

Cric: molte versioni per un unico obiettivo

La scarsa praticità sull’utilizzo del cric è legata alla scelta di molte case automobilistiche di rinunciare a montare tali attrezzi sui modelli di nuova immatricolazione. Per ottimizzare il peso dei veicoli e, di conseguenza, ridurre i consumi, al posto del cric e del ruotino di scorta si opta ormai per un kit di emergenza per forature. Tuttavia, questa soluzione risulta efficace solo quando si ha a che fare con fori piuttosto piccoli.

Concentrando l’attenzione sui cric, tieni presente che il mercato propone ormai diverse tipologie; al cric idraulico si affiancano quello elettrico e la versione meccanica, oltre ad altri modelli impiegati più raramente. È il cric meccanico il più semplice dei tre. Conosciuto anche come cric “a losanga”, è il modello normalmente in dotazione sui veicoli. Ha l’innegabile vantaggio, grazie al suo ingombro molto contenuto, di poter essere inserito senza alcuna fatica sotto gran parte dei veicoli. Il cric idraulico (o a carrello), pur essendo più costoso, si rivela estremamente comodo.

Nonostante le differenze nei materiali, indipendentemente dalla versione scelta il procedimento per la sostituzione della ruota rimane praticamente il medesimo. L’obiettivo, infatti, è quello di sollevare il veicolo da terra per ottenere lo spazio necessario per smontare la gomma e montare quella di scorta.

Dalla scelta del luogo all’aggancio del cric: le operazioni fondamentali

Un uomo indossa il giubbotto catarifrangente e posiziona il triangolo prima di cambiare la gommaUn aspetto spesso trascurato, in una situazione improvvisa come la foratura di uno pneumatico, è la scelta del posto in cui dovrà aver luogo l’operazione di sostituzione. Mettersi in sicurezza è fondamentale. Pertanto, dovrai individuare e cercare di arrestare il veicolo in una strada pianeggiante, dotata di un fondo duro e non esposta al passaggio di altri veicoli.

Inoltre, prima di scendere dall’auto, ricordati di indossare il giubbotto catarifrangente. Una volta in strada, preleva dall’auto il triangolo di segnalazione e posizionalo davanti alla stessa, lasciando una distanza minima di 100 metri. Solo a questo punto potrai iniziare la procedura di sostituzione della gomma.

Fondamentale è individuare l’esatto punto di aggancio. A facilitare l’operazione è la presenza, in gran parte delle vetture, di più punti realizzati appositamente, posti ad una trentina di centimetri dalla ruota. Agganciato il cric sotto la scocca, dovrai azionarlo spingendo l’apposita manopola per sollevare la vettura. Quando il cambio gomme sarà concluso, utilizza il cric per riavvicinare la vettura al suolo, quindi sgancialo.

Dopo ogni cambio gomme “fai da te”, il mio consiglio è di passare dal tuo gommista di fiducia per un controllo o per acquistare degli nuovi pneumatici. Per aiutarti a scegliere gli pneumatici giusti e per tutti i controlli, puoi rivolgerti a uno specialista di fiducia scegliendolo in uno dei nostri centri assistenza.