Al momento di scegliere i nuovi pneumatici per la tua auto, sicuramente vorrai prediligere la sicurezza, la durata nel tempo e la resistenza a urti e usura delle gomme che intendi acquistare. Per un maggior benessere durante il viaggio in macchina, sempre più acquirenti hanno scelto di puntare sugli pneumatici tubeless, un’alternativa interessante rispetto alle gomme tradizionali. Ma cosa sono, e in quali aspetto sono diversi dagli pneumatici “normali”?

Le origini e le caratteristiche

Brevettati dalla Michelin nel 1930 con il nome di “pneumatici con camera d’aria incorporata”, furono prodotti per la prima volta dalla  BF Goodrich solo nel 1946. La principale differenza con gli pneumatici tradizionali consiste nel fatto che i tubeless sono privi di camera d’aria interna e sono dotati della sola struttura esterna. Allo scopo di sorreggere la suddetta struttura, lo scheletro della gomma è attraversato da trame che conferiscono solidità e assetto alla gomma, solitamente realizzate in acciaio. Come avviene anche per gli pneumatici classici, la carcassa della gomma è invece costituita da una fitta rete di fili di nylon, che garantisce la corretta resistenza alla pressione dell’aria.

Viaggiare con le gomme tubelessI vantaggi delle gomme tubeless

Il principale vantaggio di questo tipo di gomme risiede nella gestione delle forature, che si traduce in una maggiore sicurezza per te e la tua famiglia durante il viaggio. L’assenza di camera d’aria, infatti, permette di trattenere all’interno della gomma l’oggetto che l’ha forata, limitando la fuoriuscita d’aria e garantendo una maggiore resistenza. In caso di foratura con un chiodo, ad esempio, questo tipo di pneumatici consente, con le dovute cautele, di continuare la guida e di fermarsi in una posizione sicura per riparare il danno, poiché tendono a sgonfiarsi più lentamente. Le gomme tubeless, inoltre, generano un minore attrito di rotolamento, abbassando il livello di usura del battistrada. Tuttavia, è necessario controllare spesso e scrupolosamente il grado di conservazione di questi pneumatici poiché, una volta usurati, rischiano di esplodere durante la guida. È inoltre consigliabile accertarsi spesso dell’aderenza della gomma sul cerchio della ruota.

Il prezzo

Gli pneumatici tubeless, di solito, sono leggermente più costosi rispetto alle gomme tradizionali. L’aumento di prezzo è comunque giustificato dalla qualità del prodotto, che è in grado di offrire migliori performance in termini di stabilità e tenuta sulla strada. Il ciclo di vita delle gomme senza camera d’aria, inoltre, è più lungo. Se scegli di acquistare un treno di gomme tubeless, valuta anche di tenere sempre all’interno dell’auto un apposito kit fai da te, anche in sostituzione della ruota di scorta. Grazie ad esso, è possibile porre tempestivamente rimedio alle abrasioni e ai tagli presenti sulla superficie della gomma in totale autonomia, risparmiando sui costi di riparazione e allungando ulteriormente la vita dello pneumatico,

La maggior parte delle persone, anche i più attenti alla sicurezza su strada e ai più esigenti per quanto riguarda le prestazioni della propria auto, è abituata a classificare gli pneumatici in base alle loro caratteristiche esterne. Solo chi ha avuto la possibilità di guardare delle gomme veramente rovinate può immaginare cosa nasconda la gomma che va a formare il battistrada e la spalla: un complesso reticolo di fili che costituisce l’anima stessa dello pneumatico.

La diversa disposizione dei fili che compongono la rete interna dà vita ad un’importante classificazione delle gomme, che si distinguono quindi in pneumatici convenzionali, radiali e cinturati. Ma cosa cambia, a livello di prestazioni, benessere su strada e durata nel tempo tra uno pneumatico radiale e un cinturato?

Interno di una gommaLa struttura interna delle gomme

Per valutare lo stato di usura e il tipo di gomme montate sulla nostra auto, siamo abituati a valutare il battistrada e la spalla dello pneumatico. Al di sotto dello strato superficiale, tuttavia, si trova la carcassa dello pneumatico, che ha lo scopo di trasmettere le forze di carico tra la ruota e il terreno. Dev’essere in grado di resistere alle forze che si sprigionano in momenti di particolare tensione, come la frenata e i repentini cambi di direzione, e di sopportare la pressione di gonfiaggio. La carcassa è costituita da fili di nylon di diverso spessore, che creano un’armatura. L’aumento della sezione dei fili e, di conseguenza, la diminuzione della loro densità, contribuisce ad aumentare la resistenza e la rigidità della carcassa. La differenza tra pneumatici convenzionali, cinturati e radiali sta tutta nella disposizione dei fili all’interno della carcassa.

Gli pneumatici convenzionali

Chiamati convenzionali poiché la direzione dei fili che compongono la loro carcassa è la più comune tra gli pneumatici in commercio, sono definiti anche “diagonali” proprio perché gli strati di fili che compongono l’armatura della gomma sono disposti diagonalmente gli uni rispetto agli altri. Questa caratteristica rende gli pneumatici tradizionali particolarmente resistenti all’usura e agli urti laterali e, quindi, adatti per transitare su terreni sconnessi. Nonostante la grande stabilità laterale, a causa delle forti sollecitazioni che si formano all’interno della carcassa durante il rotolamento, non sono adatti alle velocità elevate.

Gli pneumatici radiali

Negli pneumatici radiali, i fili di nylon attraversano da lato a lato la gomma e sono disposti in senso trasversale rispetto alla direzione di marcia. In questo modo, gli attriti interni sono notevolmente ridotti e le deformazioni dovute al rotolamento vengono ripartite in modo più omogeneo. Sono le gomme da corsa per eccellenza, ma sono in grado di garantire anche un’ottima stabilità e un’elevata aderenza su strada.

Gli pneumatici cinturati

Molto simili per prestazioni agli pneumatici radiali, quelli cinturati presentano una carcassa solcata da fili in diagonale, ma rinforzata da un intreccio posto sotto il battistrada, con un angolo di circa 15° rispetto alla direzione di rotazione. Questa “cintura” dà allo pneumatico una maggiore rigidezza, combinando quindi le prestazioni di resistenza agli urti e alle alte velocità.

Se sei in dubbio e non sai quali pneumatici scegliere per la tua auto chiedi sempre consiglio al tuo gommista di fiducia.

Forse prima di metterti in viaggio non lo hai mai notato, ma ormai la maggior parte degli pneumatici è direzionale. Cosa vuol dire? Che al momento del montaggio, per motivi di sicurezza, devi prestare particolare attenzione al senso di rotazione degli pneumatici, un dettaglio fondamentale per evitare il rischio di aquaplaning e garantire stabilità al tuo veicolo. Ma come mai rispettare il senso di marcia indicato sulle gomme è così importante per il tuo benessere alla guida?

Come capire se i tuoi pneumatici sono direzionali

È possibile capire se le gomme della tua auto sono direzionali anche semplicemente osservando gli intagli presenti sul battistrada. Uno pneumatico con senso di rotazione prestabilito tenderà infatti ad avere dei disegni a “V” anziché ad “U”, per un motivo ben preciso. Oltre a donare alle gomme un aspetto più sportivo, questi intagli svolgono l’importante funzione di incanalare rapidamente l’acqua presente sul terreno, scaricandola velocemente verso l’esterno. Lo scopo è quello di evitare l’insidioso aquaplaning, ma non solo: le scanalature garantiscono anche una migliore tenuta su strada in caso di neve e fango oppure ad alte velocità. La maggior parte degli pneumatici direzionali è quindi di tipo invernale, ma a volte anche le gomme estive possono rientrare in questa categoria. Dopotutto, il brutto tempo e i forti acquazzoni possono verificarsi anche d’estate!

Gomme direzionali invernali

Individuare il senso di rotazione degli pneumatici

Proprio perché si tratta di un’informazione così fondamentale, capire il senso di marcia delle gomme (e dunque, la direzione in cui devono essere montate) è molto semplice. Tutti gli pneumatici direzionali presentano infatti, proprio sulla spalla, una freccia che indica la direzione di rotazione seguita dalle parole “rotazione” o “direzione”. Se montati nel verso sbagliato, gli pneumatici tenderanno a logorarsi più velocemente e ad essere più rumorosi durante la guida. Senza contare il già citato rischio di non riuscire a mantenere il controllo del veicolo in caso di pioggia, neve e alta velocità.

Il senso di rotolamento e gli pneumatici usati

Se mantenere il verso di marcia delle gomme corretto è importante quando si tratta di pneumatici nuovi, è ancora più fondamentale quando parliamo di usato. Che tu abbia acquistato un treno di gomme usate o che debba semplicemente scambiare gli pneumatici anteriori con quelli posteriori non fa differenza, bisogna prestare la massima attenzione, o si rischiano gravi danni. Nel peggiore dei casi, può capitare che lo pneumatico si squarci durante la marcia. Questo perché i fili strutturali che costituiscono la “carcassa” della gomma, già piegati dal precedente utilizzo, possono cedere del tutto e spaccarsi. Per questo motivo, qualora si scelga di invertire gli pneumatici (sostituendo ad esempio quello anteriore destro col posteriore sinistro) bisogna smontare la gomma dal cerchione e rimontarla al contrario. In questo modo, eviterai rischi e spiacevoli sorprese durante la guida.

I dati emersi negli ultimi anni rivelano una tendenza sempre più diffusa ad acquistare pneumatici online. Se il primo trimestre del 2017 si è contraddistinto per un vero e proprio “boom” in materia, anche nei mesi a venire le vendite su Internet sono apparse in continua crescita. All’aumentare del numero di gomme vendute ha fatto seguito la nascita sul di nuovi rivenditori online. Oggi, di conseguenza, l’offerta di gomme su Internet è sempre più ricca e variegata.

I numeri sono chiari, e indicano una netta contrapposizione tra acquisti di pneumatici online (+30% annuo) e acquisti sui canali tradizionali (sostanzialmente stabili). A spingere verso la Rete sono soprattutto i prezzi, in diversi casi decisamente inferiori. Ma ad una minore spesa corrispondono servizi affidabili? Continua a leggere per scoprirne di più.

Le gomme vendute in Rete sono davvero così convenienti?

I rivenditori sono in grado di vendere gomme su Internet a prezzi abbordabili anche grazie al fatto che, nel prezzo stesso, non sono incluse le spese per il montaggio (spesso, invece, nel prezzo finale è compresa la spedizione). Ad ogni modo, i siti migliori permettono di usufruire di tale operazione a prezzo ridotto in virtù delle convenzioni stipulate con le officine. Tuttavia, non sempre il risparmio è così evidente, tanto che, in media, si attesta al 5%. Anzi, quando la forbice tende ad essere troppo ampia (dal 20 per cento in su) dovresti iniziare a sospettare dell’affidabilità del rivenditore.

Una ragazza contatta il servizio clienti dopo aver acquistato le gomme per la sua auto onlineSe hai intenzione di procedere all’acquisto di un nuovo treno di gomme online, la prima cosa che dovresti fare è leggere le condizioni generali di vendita. Ricordati che qualsiasi e-shop è obbligato, per legge, a pubblicarle sul proprio sito. Una piattaforma che vende pneumatici, perché sia affidabile, deve mettere a disposizione un valido servizio clienti, meglio se contattabile avvalendosi di più canali (telefonicamente, via email, tramite chat). Un indirizzo postale, in aggiunta a quello email, potrebbe essere utilizzato per inviare eventuali reclami.

La diffusione di comportamenti illeciti

Alcuni siti, al fine di proporre prezzi estremamente bassi, decidono di operare “aggirando” quanto previsto dalle normative, evitando di versare l’Iva. Questo accade, ad esempio, vendendo gli pneumatici senza fattura. La mancanza di tale documento non rende possibile, per gli acquirenti, attivare la garanzia. Anzi, potresti essere accusato di incauto acquisto, finendo per dover pagare l’imposta non versata dal venditore. Subirai anche l’addebito di una sanzione, e la segnalazione alle istituzioni.

Altri venditori, pur non essendo presenti negli elenchi ufficiali del Ministero dell’Ambiente, incassano il contributo previsto per lo smaltimento delle gomme “fuori uso” senza procedere al successivo versamento.

Alcuni consigli per acquistare pneumatici su Internet

Ricordati che acquistando pneumatici in Rete senza avere competenza sufficiente, rischieresti di effettuare la scelta sbagliata. Potrebbe esserti utile frequentare forum dedicati agli appassionati di auto, in quanto troverai commenti e recensioni su numerosi e-shop in materia.

Tuttavia, la strada più praticabile consiste nel rivolgersi a un gommista tradizionale. Indicando il numero di chilometri percorsi abitualmente e le strade in cui ti trovi a circolare con maggiore frequenza, un professionista non avrà difficoltà a consigliarti gli pneumatici più adatti al tuo caso.

Se sei sempre attento allo stato di usura delle tue gomme, per preservare la sicurezza della tua famiglia e di chiunque condivida con te un viaggio in auto, probabilmente già conosci l’importanza di osservare i battistrada e la profondità degli intagli presenti sugli pneumatici. Ti sarà quindi sicuramente capitato, col passare del tempo e il cambio delle gomme da invernali a estive, di notare che i disegni sugli pneumatici non sono sempre gli stessi. Ma come mai sono diversi? Si tratta di una questione meramente estetica oppure i diversi tagli presenti sulle gomme hanno effettivamente una funzione?

 

L’importanza del disegno

 

Come il suo nome lascia facilmente intuire, il battistrada è l’unica parte del veicolo che è in contatto con la strada durante la marcia. La zona effettivamente contigua all’asfalto è quindi ampia poco più del palmo di una mano, perciò è fondamentale che aderisca in modo ottimale, allo scopo di massimizzare il benessere del guidatore e degli altri utenti della strada, anche in condizioni atmosferiche non ottimali. Le scanalature degli pneumatici sono dunque importantissime, perché modificano a tutti gli effetti il comportamento della ruota. Gli intagli, infatti, vengono studiati attentamente ancora prima della realizzazione dei prototipi delle gomme, che poi andranno testate su strada. Lo scopo è ovviamente quello di creare uno pneumatico il più sicuro possibile, ma che sia anche efficiente in termini di consumi e resa estetica.

 

I tipi di disegno

 

Le scanalature e gli intagli presenti sulle gomme possono essere classificati in tre diverse categorie:

 

  • disegni simmetrici: le scanalature si ripetono in modo simmetrico e hanno origine dalla linea di mezzeria della ruota. Le forme della metà esterna e della metà interna sono quindi identiche e permettono di ottenere alti livelli di rendimento e sicurezza su strada. Gli pneumatici con disegni simmetrici sono obbligatori per le motociclette.

 

  • disegni asimmetrici: gli intagli presentano differenze visibili tra interno ed esterno. La parte esterna è caratterizzata da disegni più spessi e blocchi tra le scanalature più grandi, allo scopo di aumentare l’aderenza in curva e nei cambi di direzione. La zona interna ha invece un maggior numero di intagliature, che garantiscono una maggiore tenuta su terreni bagnati o ghiacciati. Gli pneumatici con questo tipo di disegno sono molto versatili, adatti per diverse tipologie di suolo, e garantiscono una maggiore sicurezza su tratti bagnati e scivolosi. Sono la scelta giusta per chi cerca una soluzione per ridurre i consumi di carburante senza rinunciare alla sicurezza. Ovviamente, al momento del montaggio, è molto importante rispettare la posizione in cui le gomme devono essere montate.

 

  • disegni direzionali o unidirezionali: i disegni presenti sulla gomma formano dei motivi a “V” o a “U” che puntano tutti nella stessa direzione. Lo scopo di queste fessure è quello di garantire una veloce ed efficace espulsione dell’acqua o della fanghiglia, per scongiurare il temuto aquaplaning. Le gomme che presentano questi disegni sono le più indicate su superfici insidiose, condizionate da acqua, fango e neve, e sono quindi consigliate come gomme invernali.

 

Per sapere quali sono le gomme più adatte alla tua auto e alle tue esigenze di guida segui i consigli del tuo gommista di fiducia.

Sei abituato ad utilizzare l’auto quotidianamente per raggiungere il luogo di lavoro? Percorrendo chilometri su chilometri molte componenti della tua vettura sono costrette a fare i conti l’usura. Tuttavia, in molti casi si tende a dare poca importanza all’unico elemento a diretto contatto con l’asfalto; lo pneumatico. Per tale motivo, mantenere in piena efficienza le gomme è essenziale se desideri viaggiare in tutta sicurezza. Oltretutto, tieni presente che montare pneumatici non conformi a quanto previsto dalla normativa è vietato. Nelle prossime righe troverai 5 semplici consigli nostress per la manutenzione delle gomme.

 

La rotazione degli pneumatici

 

Per rotazione si intende il trasferimento, da un’asse all’altro, delle gomme. Qual è l’obiettivo di tale intervento? Garantire al treno di pneumatici un consumo uniforme. Infatti, le gomme anteriori e quelle posteriori non sono soggette allo stesso livello di usura. L’avantreno si trova a sopportare un maggiore peso e, per questo, le gomme tendono a consumarsi più velocemente.

Non esiste un solo modo per effettuare la rotazione; potrai scegliere tra: rotazione incrociata, sugli assi, in senso orario e sulle ruote motrici. Ti suggeriamo di ricorrervi ogni 10.000 km o, comunque, non oltrepassando i 15.000 km. Se l’operazione ha per oggetto un veicolo frequentemente sottoposto a sovraccarichi meglio procedere al raggiungimento degli 8.000 km.

 

La pressione degli pneumatici

Avere degli pneumatici alla giusta pressione significa ridurre le possibilità di perdere il controllo, soprattutto ad alte velocità. Non dimenticare che gomme a bassa pressione portano il veicolo a consumare una maggiore quantità di carburante. Controlla la pressione a cadenza mensile, aumentando la frequenza se il numero di chilometri percorsi dalla vettura è molto elevato. Inoltre, effettua una verifica prima di metterti in marcia per un lungo viaggio.

Come essere certi che la pressione sia effettivamente corretta? Non dovrai fare altro che controllare quanto riportato sul manuale d’uso della vettura, sull’etichetta della portiera o, ancora, nella parte interna dello sportello del carburante. Perché la misurazione sia effettivamente “valida” l’operazione dovrebbe essere condotta su pneumatici freddi, evitando di farlo appena concluso un viaggio.

misura pressione gomme dell'auto

L’equilibratura

Cosa significa equilibratura delle gomme? Tale termine fa riferimento ad un processo volto ad equilibrare ruote e assali, proteggendo gli pneumatici dal rischio di usura precoce e riducendo eventuali vibrazioni. Se eseguita correttamente, l’equilibratura estende la sua utilità a sospensioni, sistema di sterzo e cuscinetti.

L’intervento viene normalmente effettuato nel momento in cui si procede alla sostituzione degli pneumatici. Qualora tu sia in possesso di una vettura sportiva, sarebbe meglio ricorrervi ogni 5.000 chilometri.

La convergenza

Ti sei accorto di aver urtato un marciapiede con le gomme, oppure la tua auto si è trovata a percorrere una strada piena di buche, alcune delle quali piuttosto profonde? In questi casi, la geometria delle sospensioni potrebbe essersi modificata (è sufficiente uno spostamento di qualche millimetro), a svantaggio della tenuta di strada.

Verificalo guidando per qualche centinaio di metri su un rettilineo pianeggiante (scegli una strada poco trafficata), lasciando per pochi istanti il volante. Qualora la vettura tendesse a spostarsi su un lato, grazie alla convergenza ritroverai il giusto allineamento.

La profondità del battistrada

Si tratta di un fattore fondamentale, e te ne renderai conto guidando su asfalto bagnato. La giusta profondità del battistrada garantisce la rimozione dell’acqua presente tra gli pneumatici e l’asfalto, scongiurando il pericolo aquaplaning. Le normative vigenti impongono una profondità minima tra gli 1,5 e gli 1,6 mm.

Ricorda di controllare con costanza la salute delle gomme della tua auto, specie se viaggi spesso. Rivolgiti ad un gommista di tua fiducia e chiedi consiglio e supporto per poter stare tranquillo, evitare spese extra e viaggiare sempre in sicurezza.

Anche se sei abituato a viaggiare in sicurezza con la tua famiglia, una piccola svista può capitare a tutti. A causa di una distrazione, per aver calcolato male le distanze o nel tentativo di evitare un ostacolo, può succedere di urtare le ruote contro un marciapiede, magari mentre sei in marcia a velocità sostenuta. Un guidatore responsabile, a questo punto, accosterebbe la sua auto per constatare i danni ma, nella maggior parte dei casi, non noterebbe che dei graffi sul cerchione. Ma è davvero del tutto sicuro riprendere il viaggio senza fare ulteriori controlli? Quali possono essere le conseguenze di uno scontro con un marciapiede, un dosso o una buca particolarmente profonda?

Cosa può essere danneggiato dall’urto delle ruote contro un marciapiede?

Un elemento molto importante delle nostre auto ma troppo spesso dimenticato ha il compito fondamentale di mantenere la convergenza delle ruote. Si tratta dei braccetti delle sospensioni, una connessione mobile tra la ruota e la carrozzeria della vettura. Sono una delle componenti più sollecitate del veicolo, poiché permettono alla ruota di compiere un movimento verticale quando l’ammortizzatore molleggia verso l’alto o verso il basso. In breve, i braccetti consentono agli ammortizzatori e allo sterzo di lavorare. In seguito ad un urto contro il marciapiede o prendendo una grossa buca, possono però rompersi o piegarsi. Con anche un solo braccetto danneggiato, la marcia sarebbe impossibile o estremamente pericolosa, perché la ruota interessata tenderebbe Salire sopra un dosso e piegare i braccetti dell'autoinevitabilmente a spostarsi verso l’esterno o verso l’interno dell’auto, compromettendo il tuo benessere alla guida.

Come capire se i braccetti sono rotti o piegati?

Dopo aver urtato il marciapiede, se incappi in una buca mentre sei a velocità moderata o percorri una rotonda, potresti sentire dei “tac” improvvisi e ripetuti provenire dalle ruote. Se le sospensioni sono state sostituite di recente, con tutta probabilità il suono proviene dai tuoi braccetti, indicando che qualcosa non va. Viaggiare con i braccetti rotti o danneggiati, infatti, qualora non sia del tutto impossibile, è comunque pericoloso non solo in termini di sicurezza sulla strada, ma potrebbe anche provocare ulteriori danni alla tua auto. È quindi necessario rivolgersi ad un meccanico nel più breve tempo possibile, soprattutto se inizi a notare questi segnali dopo un urto improvviso contro un marciapiede o un dosso preso in velocità.

Cosa fare se i braccetti sono danneggiati?

I braccetti sono una componente piuttosto delicata e, anche se non sono conosciuti ai meno esperti di motori, andrebbero sostituiti ogni tanto, specie se sono stati molto sollecitati da un urto improvviso. Rivolgiti quindi alla tua officina di fiducia per un controllo completo, prima che altre parti dell’auto possano essere danneggiate da dei braccetti rovinati. Fortunatamente, la sostituzione dei braccetti può essere effettuata facilmente svitando pochi dadi, anche se la vettura deve essere necessariamente sollevata su un ponte.

Pneumatici e sicurezza: il pericolo foratura

Uno degli imprevisti più temuti da chiunque possieda un veicolo, soprattutto quando si verifica in autostrada o in condizioni di traffico congestionato, è la foratura di uno pneumatico. Soprattutto trovandosi a procedere a velocità elevata il rischio di incorrere in un incidente è piuttosto alto. Inoltre, se sei abituato a viaggiare di notte, una gomma bucata ti costringerebbe a effettuare la sostituzione in una situazione di potenziale pericolo. Questo senza prendere in considerazione l’eventualità di condizioni atmosferiche avverse.

Hai mai sentito parlare di pneumatici Runflat? Ecco, in questi casi potrebbero rappresentare la soluzione ideale. Continua a leggere per saperne di più.

Runflat: quali sono le caratteristiche principali?

È stato il celebre produttore statunitense Bridgestone, negli anni ’80, ad ideare questi pneumatici, conosciuti anche come “autoportanti”. L’idea nacque per offrire una valida opzione alle persone affette da disabilità e, proprio per questo, impossibilitate a cambiare uno pneumatico forato. Cosa caratterizza questa particolare tipologia di gomme? Il fatto di riuscire a sostenere il peso della vettura anche in presenza di una perdita di pressione non indifferente. La gomma, infatti, tenderà a deformarsi in modo molto leggero, senza afflosciarsi. È proprio questo a permettere al guidatore di raggiungere il meccanico per provvedere alla riparazione.

I veicoli che montano tali pneumatici richiedono cerchioni specifici, progettati per non preformarsi anche se sottoposti ad urti molto forti. Inoltre, gli stessi cerchioni devono essere in grado di assicurare, a foratura avvenuta, il perfetto funzionamento dell’autovettura. I cerchi presentano, pertanto, dei risalti speciali, denominati Extended Hump (in breve EH), o Extended Hump + (EH+). Si trovano dietro il canale della ruota, e trattengono il tallone dello pneumatico a contatto con la balconata.

Sensori TPMS e rinforzi sulle spalle

Officina meccanicoDal 2015 è divenuto obbligatorio installare i sensori TPMS, cui è assegnato il compito di rilevare la pressione. Qualora quest’ultima presenti variazioni importanti l’automobilista verrà immediatamente allertato.
Il rinforzo sulla spalla dello pneumatico, dal canto suo, scongiura l’appiattimento dello stesso, rallentando la deformazione e, di conseguenza, rendendo più semplice il controllo del veicolo nei momenti successivi alla foratura.

Un aspetto negativo è rappresentato dalla maggiore rigidità rispetto alle gomme tradizionali, determinata dalla presenza di rinforzi interni. E questa rigidità può avere degli effetti negativi in termini di comfort.

Come comportarsi in caso di foratura?

Montando questi pneumatici, in caso di foratura la vettura ha la possibilità di percorrere fino ad un massimo di 30 km (più che sufficienti, normalmente, per raggiungere un gommista), ad una velocità che non superi gli 80 km orari. Un aspetto da non sottovalutare è l’assenza di limiti di tempo. Questo cosa significa? Che potrai anche parcheggiare la tua auto per qualche ora e, solo in seguito, riprenderla per condurla fino all’autofficina.

Fatto salvo quanto scritto finora, chi opta per l’acquisto di tali pneumatici dovrebbe procurarsi un kit di emergenza, composto da un compressore di piccole dimensioni e una bomboletta spray auto-sigillante.

Se sei abituato a guidare quotidianamente una vettura, con ogni probabilità avrai sentito parlare, nel corso degli ultimi anni, del “decreto ruote”, una misura adottata per modificare alcune delle regole relative all’omologazione di cerchi e gomme. Considerando le difficoltà di applicazione di quanto previsto dalla nuova normativa, un riepilogo di quanto accaduto dal momento della sua introduzione potrebbe essere utile, in futuro, per evitare di incorrere in eventuali sanzioni.

Cosa si intende per decreto ruote

Entrato ufficialmente in vigore il 1° ottobre 2015, il D.M. 20 del gennaio 2013 si è posto come obiettivo di partenza la regolarizzazione in tema di immissione degli pneumatici sul mercato. Con tale decreto, a partire da ottobre 2015 diveniva conforme unicamente l’installazione di cerchi per automobili omologati NAD (omologazione rilasciata dal Ministero dei Trasporti) o UN/UCE 124 (omologazione europea).

L’applicazione di tale misura era ormai divenuta una priorità, vista l’abitudine di un numero sempre maggiore di automobilisti, al momento della sostituzione del treno gomme, di ignorare le indicazioni fornite dai produttori in merito alla capacità dei veicoli di “sopportare” pneumatici di dimensioni maggiorate.

La strada tortuosa affrontata dal decreto: i principali dubbi in merito

Libretto di circolazione autoNell’arco dei 3 anni trascorsi dall’introduzione del decreto sono emerse alcune problematiche. I produttori più virtuosi, ossia quelli da sempre attenti a rispettare le normative, hanno incontrato difficoltà inattese nel conformarsi alle nuove disposizioni. A trarne giovamento, invece, sono stati proprio quegli operatori che, già in precedenza, agivano al di là di quanto previsto dalla legge italiana.

Innanzitutto, occorre tenere presente i costi da sostenere per omologare le gomme al NAD. Sono i piccoli produttori ad aver risentito maggiormente di questa problematica, tanto da rinunciare, in diversi casi, a vendere le gomme in Italia; questo a tutto vantaggio dei 3 produttori più rinomati del settore.

Controlli e sanzioni

Contrariamente a quanto sperato i controlli si sono rivelati poco efficaci. Allo stesso tempo le sanzioni indicate sono state applicate in modo non soddisfacente. Inizialmente erano previste per i guidatori alla guida di veicoli dotati di ruote non conformi, e nei confronti dei produttori che commercializzano pneumatici non omologati.

L’ammontare delle sanzioni amministrative era compreso tra i 164 e i 663 euro per le aziende che importano, producono o vendono materiale non conforme al sistema di omologazione. Durante un controllo, eventuali irregolarità prevedevano la confisca (e relativo sequestro). Per quanto riguarda gli automobilisti, l’assenza a bordo della documentazione comprovante l’omologazione portava ad un’ammenda variabile tra i 41 e i 169 euro. Tali cifre erano destinate ad aumentare notevolmente in caso di successiva mancata consegna degli stessi documenti (in assenza di giustificato motivo). Il ritiro della carta di circolazione era la misura estrema, applicata per mancato adeguamento.

Chi opera nella legalità, vista la mancata applicazione delle sanzioni, si è venuto a trovare a far fronte ad una situazione frustrante. E’ da queste mancanze che è sorta la necessità di apportare alcune modifiche. Ciò è avvenuto per mezzo di un apposito aggiornamento. A stabilire le norme di attuazione del precedente decreto, infatti, è stata la circolare prot. 1622 RU che ti consiglio di consultare per maggiori informazioni.

Quando pensi ad un prodotto ecologico, probabilmente immagini un oggetto che abbia scarso impatto ambientale, realizzato utilizzando fonti rinnovabili e che possa essere riciclato. In quest’ottica, è difficile pensare agli pneumatici come un prodotto ecologico: la maggior parte di essi è costituita di materiali di derivazione petrolifera, contiene metalli pesanti ed è difficilissima da smaltire, diventando un rifiuto ingombrante, inquinante e infiammabile.

Per fortuna, grazie alla diffusione di un maggiore interesse per il benessere del nostro pianeta, da qualche tempo anche le grandi case produttrici di pneumatici si sono dedicate alla creazione di gomme ecologiche, che ormai sono piuttosto comuni.

Ma cos’è che rende uno pneumatico davvero ecologico, i ridotti consumi, la sua composizione a base di prodotti non inquinanti o entrambi?

Pneumatici ecologici ed efficienza energetica

Non sono solo gli elettrodomestici ad avere un’etichetta che mostra il loro livello di efficienza. Anche gli pneumatici, infatti, vengono classificati in 7 fasce, dalla A alla G, in base alle emissioni di CO2 per chilometro percorso. Ma cosa c’entrano le gomme con le emissioni di anidride carbonica? Moltissimo, in realtà: parte dell’energia prodotta dal motore viene infatti “assorbita” dall’attrito tra la superficie della gomma e il manto stradale. Più attrito c’è, maggiori saranno i consumi e, di conseguenza, le emissioni. I pneumatici ecologici sono quindi quelli che oppongono meno resistenza al rotolamento e rendono la tua auto più aerodinamica, per la felicità dell’ambiente e del tuo portafogli. A parità di chilometri di viaggio, uno pneumatico di classe A può farti risparmiare il 7,5% di benzina rispetto a uno di fascia G. L’etichetta sui cui è indicata l’efficienza delle gomme, inoltre, mostra anche la classificazione relativa all’aderenza sul bagnato, fattore cruciale per la sicurezza.

inquinamento del mare con plastica e gommaGli pneumatici “verdi”

Produrre degli pneumatici efficienti non è l’unico modo per avere delle gomme ecologiche. Oltre all’aerodinamicità, infatti, bisogna considerare anche la miscela con cui gli pneumatici sono fatti, con l’obiettivo di eliminare i derivati del petrolio e sostituire la provenienza della gomma. La gomma degli pneumatici è infatti di origine naturale, ma deriva da una pianta, la Hevea brasiliensis, il cui habitat è minacciato. La gomma ecologica di invenzione più recente, messa in commercio dalla Continental, è invece a base di tarassaco, una pianta spontanea della stessa famiglia del nostro dente di leone. L’utilizzo della gomma proveniente dalle radici di tarassaco ha molti vantaggi dal punto di vista ecologico: la pianta può essere coltivata in terreni precedentemente non utilizzati, anche a poca distanza dagli stabilimenti di produzione, riducendo quindi l’inquinamento dovuto al trasporto della materia prima, ed è pronta per la raccolta in soli 2 anni, invece dei sette della Hevea. È in fase di sperimentazione anche l’utilizzo dell’amido di mais al posto della silice e del nerofumo, che renderebbe il prodotto finale compostabile e biodegradabile, a differenza degli attuali pneumatici, che impiegano circa 100 anni per decomporsi.