Tra tutte le componenti di una vettura gli pneumatici sono l’elemento ad avere il maggiore impatto sul piano della sicurezza di chi viaggia. D’altro canto costituiscono l’unico punto di contatto con il terreno.
Lo scoppio di uno pneumatico, evento non così raro come si potrebbe pensare, può portare il guidatore a perdere il controllo del mezzo, soprattutto se la velocità di crociera è piuttosto elevata. Solo gestendo in modo ottimale tale situazione imprevista è possibile evitare pericolosi incidenti. Vediamo quali possono essere le possibili cause di uno scoppio e alcuni consigli su come comportarsi in quei frangenti.

Come ci si accorge dello scoppio di una gomma

Se a scoppiare è uno degli pneumatici dell’avantreno sentirai un forte strappo e, subito dopo, vedrai la vettura iniziare a “tirare” verso la gomma danneggiata. Diversamente, nel caso in cui a cedere sia una delle gomme posteriori, allo strappo farà seguito un diffuso tremore. La macchina, inoltre, tenderà a scivolare; la sensazione, in molti casi, è del tutto simile a quella provata guidando su una strada ghiacciata.

Le cause dello scoppio delle gomme: usura e corpi estranei

Le principali cause dello scoppio di una gomma sono l’usura e il danneggiamento. Pertanto, non dimenticarti di verificare periodicamente lo stato degli pneumatici. In presenza di tagli, o di usura eccessiva, l’acqua potrebbe penetrare all’interno della gomma portando alla formazione della ruggine.
Sassi, chiodi ed altri corpi estranei sono in grado di farsi strada nel battistrada, scavandolo e danneggiandolo. Fai attenzione anche ai contatti violenti delle gomme su marciapiedi o cordoli. Ricordati che l’usura è favorita anche da una conservazione non ottimale degli pneumatici.

pneumatico rotto

Tieni presente che se, da un lato, la legge ha indicato una profondità minima del battistrada (pari ad 1,6 mm), per minimizzare i rischi di scoppio è preferibile che tale profondità non scenda al di sotto dei 3 mm per le gomme estive, e di 4 mm per i set invernali. In assenza di un indicatore dell’usura sugli pneumatici ti sarà sufficiente utilizzare una moneta per misurarne la profondità.

Altri fattori di rischio: pressione errata delle gomme e sovraccarico della vettura

Altra causa dello scoppio è una pressione non adeguata della gomma, che può portare quest’ultima a manifestare un deterioramento precoce e, in alcuni casi, alla rottura. Gonfiare eccessivamente lo pneumatico significa esporre il battistrada al rischio di deformazione.
Da non sottovalutare l’effetto sugli pneumatici, a livello di surriscaldamento, del sovraccarico della vettura.

Che strategie adottare negli attimi successivi allo scoppio?

Per quanto sia più semplice da dire che da fare, è fondamentale mantenere la calma. Considera, infatti, che diverse vetture (in particolar modo quelle dotate di pneumatici con profilo basso) sono perfettamente in grado di conservare l’equilibrio. È buona abitudine guidare mantenendo il volante con due mani; questo ti consentirà di affrontare lo scoppio nel migliore dei modi.

Un buon suggerimento è quello di togliere il piede dall’acceleratore lentamente; agire con eccessiva velocità favorirebbe la perdita di controllo. Evita, invece, di premere il pedale del freno con forza, in quanto l’unico risultato sarebbe quello di veder slittare la macchina verso un lato.

Per evitare dunque di rischiare spiacevoli e pericolosi inconvenienti ti consiglio di controllare periodicamente lo stato delle tue gomme e affidarti a un gommista esperto.

Le rose sono rosse, le viole sono blu…e gli pneumatici neri. O almeno, quasi sempre.

Se sei stato almeno una volta ad un raduno di auto d’epoca, avrai notato che molte vetture “calzavano” degli eleganti pneumatici bicolore, dall’innegabile fascino vintage, che tuttavia ai giorni nostri sono ormai completamente scomparsi. Dagli anni ’70, infatti, quasi tutti gli pneumatici presenti sul mercato sono completamente neri, anche se i coloranti artificiali per la gomma non mancano. Perché gli pneumatici allora non sono verdi, rossi o blu?

Neri come il carbone

Sorprendentemente, i primi pneumatici per auto erano bianchi: questo è infatti il colore naturale della gomma con cui sono realizzati. Dopo breve tempo, però, divenne necessario apportare delle importanti modifiche a queste prime gomme, che non offrivano una buona trazione e una buona resistenza. Si pensò quindi di aggiungere del nero di carbone, detto anche nerofumo, alla miscela della gomma, dandole così il classico colore che tutti conosciamo.

pneumatici neriLe proprietà del nerofumo

Il nero di carbone è un pigmento derivato dalla combustione di derivati del petrolio, tra cui il catrame. Circa il 70% di tutto il nerofumo prodotto al mondo viene usato dall’industria automobilistica per la fabbricazione di pneumatici, per renderli più resistenti al calore e all’usura. Il nero di carbone, infatti, aumenta la conduzione di calore della gomma e aiuta a distribuire il calore sulla cintura dello pneumatico, rallentando l’usura del battistrada. Proprio per questo motivo si è passati dalle gomme bicolori, in cui il nero di carbone era presente solo sul battistrada mentre il resto della gomma rimaneva del suo colore naturale, agli pneumatici che conosciamo oggi.

Esistono gomme colorate?

Oltre ai raduni d’auto d’epoca, è difficile vedere degli pneumatici che non siano completamente neri. Alcune case produttrici hanno realizzato degli pneumatici colorati in edizione limitata in occasione dell’uscita sul mercato di auto sportive di fascia alta, come nel caso della Alfa Mito Marangoni M430, presentata con gli pneumatici rossi, ma per il momento il nero non sembra destinato a passare di moda.

Gomme sbiadite: cosa fare?

Per tutelare il proprio benessere in viaggio e la sicurezza della tua famiglia e degli altri passeggeri, è bene sostituire le gomme con una certa frequenza. Se il colore degli pneumatici risulta sbiadito, infatti, significa che il nerofumo comincia a perdere efficacia e le performance delle gomme, inevitabilmente, ne risentono. Se tuttavia le gomme sono state montate da poco tempo e vuoi che la tua auto abbia sempre un aspetto curatissimo, puoi utilizzare del nero gomme per riportarle alla loro brillantezza originaria.

Nero gomme fatto in casa

Puoi lucidare i tuoi pneumatici con del nero gomme fatto in casa. Ti basterà far bollire 250 ml di acqua distillata e un cucchiaio di zucchero, lasciar raffreddare il composto e poi applicarlo sugli pneumatici puliti utilizzando uno spruzzino.

Ti sei mai chiesto se gli pneumatici hanno una data di scadenza? Anche se sei sempre attento alla tua sicurezza quando ti metti in viaggio, e quindi le sostituisci ogni quattro o cinque anni, può capitare di ritrovare delle gomme dimenticate in garage o in soffitta, oppure di dover rimettere in moto un’auto con gli pneumatici poco usurati ma risalenti a diversi anni prima. Un modo semplice per conoscere l’esatta “data di nascita” delle gomme è leggere il DOT: scopriamo cosa significa e quanto è importante per stabilire se è tempo di sbarazzarsi dei tuoi vecchi pneumatici.

Come trovare e interpretare il DOT

Il DOT, acronimo per Department of Transportation, è una sigla che si trova sul fianco della maggior parte degli pneumatici, accompagnata da una serie di lettere e numeri. Le cifre da prendere in considerazione per stabilire la data di fabbricazione sono le ultime quattro, che indicano la settimana e l’anno in cui le nostre gomme sono state prodotte. Se ad esempio leggi 1217, significa che gli pneumatici sono stati realizzati la dodicesima settimana del 2017.

Se invece il DOT presenta solo tre cifre numeriche finali, le gomme risalgono a prima del 2000. Un DOT con tre cifre è più difficile da interpretare: ad esempio, 109 vuol dire che gli pneumatici sono stati prodotti nella decima settimana dell’anno 89 o 99.

E se il DOT non c’è?

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, il DOT non è obbligatorio, non in Europa almeno. Il DOT risponde infatti alle esigenze di classificazione degli pneumatici imposte dalla legge statunitense, non adottate da quella italiana. La classificazione europea è costituita comunque da una sequenza alfanumerica le cui ultime quattro cifre si riferiscono alla settimana e all’anno di fabbricazione, ma non è accompagnata dalla sigla DOT.

Controllo battistrada pneumaticoQuanto conta l’età di una gomma?

Conoscere la data di fabbricazione di una gomma è importante, ma va considerata insieme ad altri fattori, come la modalità di conservazione e l’uso che si è fatto del pneumatico. Le gomme infatti non scadono: non si può essere sanzionati se si utilizzano pneumatici anche di 8 o 10 anni fa, purché non presentino lesioni e sia rispettata la profondità minima del battistrada. La vera età di un pneumatico va calcolata dal momento in cui viene montato, anche se non usi spesso l’auto. Ne consegue che delle gomme dimenticate in un garage per 10 anni potrebbero ancora essere utilizzate, mentre quelle montate su un’auto abbandonata lì per lo stesso tempo vanno sostituite.

Come conservare correttamente gli pneumatici

Per garantire il benessere delle gomme e la sicurezza tua e della tua famiglia, conserva le gomme in un luogo che sia fresco e asciutto anche d’estate, al riparo dalla luce diretta e leggermente gonfie. Meglio non appenderle al muro e, se devi impilarle, almeno una volta al mese inverti l’ordine.

Ricorda inoltre di rivolgerti al tuo gommista di fiducia per qualsiasi dubbio o per far controllare le tue attuali gomme.

L’inverno è ormai alle porte; le ore di luce si riducono, le giornate di pioggia si moltiplicano e, complice il brusco calo delle temperature, le strade presentano più insidie per chi è costretto a muoversi in auto nelle ore più fredde. Non a caso è scattato, come ogni anno, l’obbligo di dotare i veicoli di gomme da neve o di catene.

Un’alternativa, per chi desidera guidare in tutta sicurezza anche su fondo bagnato, ghiacciato o innevato, è rappresentata dall’acquisto di un set di pneumatici invernali. Ma quali sono quelli più silenziosi? Nei prossimi paragrafi lo scopriremo assieme.

Auto viaggia su una strada in inverno con l'obbligo di catene o gomme da nevePneumatici invernali: caratteristiche principali e rumorosità

Prima di indicare le migliori gomme invernali dal punto di vista della silenziosità è utile fare una veloce panoramica sulle caratteristiche che differenziano tale tipologia di pneumatici. Innanzitutto, merita di essere ricordata la miscela decisamente più morbida ed elastica rispetto a quella delle gomme estive, volta a garantire un’eccellente aderenza. Se il battistrada presenta delle piccole sezioni, sulla superficie appaiono diverse incisioni; l’obiettivo, anche in questo caso, è migliorare l’aderenza su ghiaccio e neve.

Fatta questa premessa concentriamoci sulla rumorosità degli pneumatici provocata, tra l’altro, dal rotolamento delle gomme sull’asfalto durante la marcia, indipendentemente dalla durata del viaggio. Ma sono anche altri i fattori che provocano rumore all’interno dell’abitacolo, dalle condizioni del fondo stradale al vento, fino a quelli “strutturali”, oppure provenienti dal motore. L’elemento sul quale risulta più semplice intervenire senza affrontare spese eccessive, è lo pneumatico. Se in alcuni casi la soluzione è ricercata in una migliore insonorizzazione dell’abitacolo, alcuni produttori di pneumatici hanno ideato particolari tecnologie interessanti.

Pneumatici silenziosi? La Silent Technology di Toyo Tyres

Se Pirelli ha pensato di ricorrere a materiali fonoassorbenti, Toyo Tires ha presentato un dispositivo denominato “Silent Technology”. Il produttore ha individuato, tra le cause principali della rumorosità, i flussi d’aria che si vengono a creare nelle gomme in seguito allo spostamento e alla vibrazione dell’aria stessa. Tali flussi, inevitabilmente, finiscono per ripercuotersi, a livello di rumore, sulle parti meccaniche dell’auto.

La soluzione? Silent Technology, una pellicola forata progettata per regolare i flussi d’aria che riesce ad intervenire efficacemente sui rumori generati.
Il sistema a forma di arco, che adotta degli inserti cilindrici in schiuma, viene installato direttamente nella gomma.
Scegliendo uno pneumatico che adotti tale tecnologia cosa potrai aspettarti? Sicuramente usufruirai di una guida sicuramente meno stressante grazie ad una maggiore silenziosità. A beneficiarne, ovviamente, sarà la tua concentrazione.

SoundComfort di Goodyear per una guida confortevole

Anche Goodyear è voluta intervenire, proponendo sul mercato degli pneumatici invernali con tecnologia “SoundComfort, già sperimentata con ottimi risultati , in termini di riduzione delle vibrazioni dell’aria, sulle gomme estive. In questo caso è un anello in schiuma di poliuretano a celle aperte ad essere applicato sulla superficie interna delle gomme stesse. La scelta è ricaduta su una schiuma particolarmente leggera che potesse limitare notevolmente l’impatto su resistenza al rotolamento e chilometraggio. Goodyear ha indicato come, avvalendosi di tale tecnologia, sia possibile migliorare notevolmente la silenziosità nell’abitacolo, fino al 50% in più rispetto alla concorrenza.

Come sempre, se hai dubbi e non sai decidere quale sia lo pneumatico migliore per la tua auto e più adatto alle tue esigenze di guida, il mio consiglio è di chiedere un consiglio al tuo gommista di fiducia che saprà guidarti nella scelta.

12Scegliere le gomme giuste per la tua auto non è mai una decisione facile, soprattutto quando di parla di fuoristrada. Oltre a dover valutare la qualità degli pneumatici, infatti, in questo caso è necessario considerare quali sono le tue abitudini.

Utilizzi il fuoristrada per le scampagnate in famiglia della domenica o lo guidi anche per il resto della settimana? E che tipo di terreno o fondo incontri quando porti il tuo veicolo off-road? Tenendo a mente le tue risposte, vediamo quindi quali sono i tipi di gomme per il fuoristrada e come scegliere quelli più adatti a te.

Gomme stradali/estive

Se per la maggior parte del tempo guidi il tuo fuoristrada o SUV in città o lo utilizzi anche per viaggi in autostrada, la gomma più adatta per il tuo benessere è quella estiva. I solchi del battistrada sono poco profondi e formano dei disegni che aiutano a drenare più facilmente l’acqua, rendendo la guida sicura anche su fondo bagnato. La scarsa profondità del battistrada le rende anche gomme silenziose, perfette per la guida sull’asfalto.

Fuoristrada su una strada sterrata in montagna Gomme M+S/invernali

Le gomme M+S sono quelle che troviamo montate sui fuoristrada appena acquistati, proprio per via della loro versatilità. Sono gli pneumatici invernali per antonomasia: la sigla M+S, infatti, sta per “Mud” e “Snow”, cioè fango e neve, sui quali garantiscono una buona motricità. Sono adatte per chi usa il fuoristrada per andare a sciare, ma sono ancora prettamente delle gomme da asfalto.

Gomme A/T

Nate per permettere di guidare in sicurezza su ogni fondo, le gomme A/T, da “All-Terrain”, sono il compromesso ideale per chi desidera ottenere prestazioni discrete sia su strada che fuori. Sono particolarmente adatte per percorsi fuoristrada leggeri e strade sterrate, con vettura mediamente carica. Il disegno del battistrada più marcato le rende rumorose sull’asfalto.

Gomme M/T

Le gomme M/T, la cui sigla sta per “Mud Terrain”, terreno fangoso, presentano un battistrada con solchi profondi e una tassellatura più larga rispetto agli A/T, che prosegue anche sui lati. I fianchi dello pneumatico sono rinforzati da fili di acciaio per evitare che siano forati da rocce appuntite. Queste gomme dal look aggressivo hanno un’ottima trazione su neve, terra, fango e rocce, ma sono rigidi e rumorosi su strada. Ideali per brevi spostamenti sull’asfalto e lunghi percorsi, anche accidentati, sullo sterrato.

Gomme O/R

Anche se sono omologati per l’uso stradale, questi pneumatici sono destinati all’uso fuoristradico su qualsiasi terreno, anche per veicoli pesanti. Il battistrada robusto con scanalature profonde e i tasselli estremamente sporgenti garantiscono una tenuta eccellente anche sui terreni più insidiosi, rendendoli adatti anche per i veicoli militari. Da usare con estrema cautela su strada, su cui sono rumorosissime. Sono le gomme per fuoristrada che fanno per te se usi il tuo veicolo quasi esclusivamente per l’off-road.

Ti ho parlato delle varie tipologie di gomme per il tuo fuoristrada, se però hai ancora dei dubbi ti consiglio di rivolgerti al tuo gommista di fiducia per aiutarti a scegliere lo pneumatico più adatto alla tua auto.

A seguito di quanto disposto dall’art. 6 del Codice della Strada, con l’avvicinarsi del periodo invernale entra in vigore (la data può variare di anno in anno ma, solitamente, è compresa tra novembre ad aprile) l’obbligo di dotare i veicoli di pneumatici invernali idonei a neve e ghiaccio, o di catene da neve. Il mercato offre un gran numero di pneumatici invernali, proposti sia da produttori di fama mondiale che da realtà meno conosciute. Come fare a districarsi, assicurandosi gomme in grado di garantire ottime prestazioni e, di conseguenza, di permettere alla tua auto di circolare nella massima sicurezza? Continua a leggere se desideri scoprire quali sono le migliori gomme invernali 2018/2019.

Obbligo di pneumatici invernali o catene a bordoPneumatici invernali: quali sono le caratteristiche distintive?

Innanzitutto considera che le prestazioni delle gomme su ghiaccio e neve sono garantite da una serie di elementi: la mescola speciale utilizzata, la presenza di tasselli dotati di incavi profondi, l’impiego di lamelle sul battistrada. Queste ultime, in particolare, assicurano una migliore aderenza e, di conseguenza, spazi ridotti di frenata, a tutto vantaggio della sicurezza. Non devono essere dimenticati la riduzione del rumore prodotto dall’attrito con l’asfalto, e il minor consumo di carburante.

Fatta questa premessa analizziamo ora i risultati dei test condotti dal TCS (acronimo di Touring Club Svizzero) su 28 pneumatici invernali, suddivisi in due categorie: gomme per utilitarie (12) e destinate alle berline medie (16).
I criteri impiegati per la valutazione delle prestazioni in condizioni invernali sono stati 18; a questi si sono aggiungi altri criteri volti a valutare la rumorosità, l’usura e il consumo di carburante.

Le gomme da neve migliori in base ai risultati dei test del TCS

Tra gli pneumatici invernali di dimensioni 175/65 R14 a primeggiare in classifica sono stati gli pneumatici invernali Continental WinterContact TS86o; un risultato ottenuto soprattutto grazie alle prestazioni evidenziate su asfalto bagnato e innevato. Al secondo posto si è piazzato il modello Dunlop Winter Response 2, accreditato di prestazioni eccellenti a livello di consumo carburante. Nella lista “pneumatici consigliati” rientrano le Firestone Winterhawk 3 (nonostante alcune lacune mostrate sul bagnato), le Nokian WR D4 (prestazioni ottime su ghiaccio) e le Goodyear UltraGrip 9 (apprezzate soprattutto per la particolare resistenza all’usura).

Passando alla categoria di gomme di dimensioni 205/55 R16, sono sempre le Continental WinterContact TS86o a mostrare le migliori performance in termini di rumorosità e consumo di carburante. Sono state giudicate molto equilibrate le prestazioni dei modelli Dunlop Winter Sport 5 e Goodyear UltraGrip 9. Consigliate, infine, le Michelin Alpin 5 e le Kleber Krisalp HP 3. Se le prime eccellono su asciutto e a livello di usura, ma mostrano alcune carenze su neve, le seconde non convincono pienamente sul bagnato.

Cosa valutare prima di procedere all’acquisto?

Se sei in procinto di acquistare un set di gomme invernali, optando per degli pneumatici inseriti, al termine dei testi TCS, tra le categorie “molto raccomandato” “raccomandato” o “consigliato”, sarai certo di operare un acquisto di valore. Renderai così sicura la tua guida anche su strade ghiacciate, innevate o bagnate. Prima di acquistare, indipendentemente dal fatto di procedere via internet o recandoti da un gommista, non dimenticarti di verificare la data di fabbricazione delle gomme; quest’ultima compare sul numero DOT di 4 cifre impresso sul fianco della gomma. Da cosa deriva l’importanza di tale data? Dal fatto che pneumatici recenti possono godere di tecniche di produzione più evolute. Limitare la scelta a gomme non più vecchie di 3 anni ti metterà al riparo da un possibile decadimento delle prestazioni.

Guidi quotidianamente l’auto per raggiungere il luogo di lavoro, accompagnare i tuoi figli a scuola, o per altri impegni familiari?

Qualunque sia il motivo che ti porta ogni giorno a sederti al volante della tua vettura, con il tempo avrai imparato a conoscere la maggior parte degli elementi del veicolo che possiedi. Ma anche gli appassionati in materia non sono infallibili, tanto che non è raro trovare chi non abbia idea di cosa siano i bordi salva cerchio. Continua a leggere per avere una panoramica esaustiva su questa componente progettata per proteggere i cerchi in lega e per evitare alle gomme possibili problemi derivanti dagli urti accidentali.

Cosa si intende per bordo salva cerchio?

Viene definito bordino salva cerchio (in inglese “Flange Protection”) la parte esterna dei fianchi delle gomme. Quest’ultima è composta da uno strato di gomma e ha nella resistenza all’abrasione la sua caratteristica principale.
A differenza di quanto alcuni pensano non esistono differenze tra il bordino di protezione del cerchio e il bordino destinato alla protezione dello pneumatico.

Ti sei mai chiesto quali siano le conseguenze di un danneggiamento del cerchione? Innanzitutto, il rischio è una veloce corrosione del cerchione stesso. A sua volta questo potrebbe dar luogo a problemi nella fase di equilibratura delle ruote. Ma un cerchione danneggiato dalla continua percorrenza di manti stradali irregolari è in grado di condurre anche alla possibile comparsa di bombature.

Cerchi in lega auto

Le caratteristiche principali del bordino

A rendere efficaci i bordi salva cerchio è l’utilizzo di uno strato di gomma più spesso in determinati punti. Un parcheggio eseguito frettolosamente che porti ad un contatto con una rampa o un marciapiede non sarà più fonte di preoccupazione dettata dal possibile cattivo stato del cerchione.

Nonostante quanto indicato fino ad ora, ancora oggi gran parte delle gomme standard non godono di queste protezioni. Tale scelta è legata dal fatto che, per le ruote in acciaio (ossia la tipologia di ruote destinata ad accogliere i salva cerchio) normalmente si preferisce impiegare dei copri mozzi in plastica, ritenuti più gradevoli dal punto di vista estetico. Non montare una protezione sembra garantire una flessibilità maggiore a livello di design del coprimozzo.

Scelte a livello di design e consigli per verificare la presenza del bordo salva cerchio

In realtà, sempre a livello di design del fianco, le auto che montano pneumatici completi di protezioni per il cerchio sono ormai disponibili in molte varianti. Diversi produttori adottano pneumatici nei quali la nervatura propone un leggero rilievo nella zona del tallone (nelle pareti laterali inferiori), oppure questa stessa parte si presenta profondamente incassata. Non mancano pneumatici con costole in rilievo nel punto di massima larghezza della sezione della gomma.

Desideri appurare se il tuo pneumatico è dotato o meno di bordi salva cerchio? Per farlo ti sarà sufficiente verificare l’esistenza di uno strato supplementare di gomma nel punto in cui lo pneumatico viene a contatto con il cerchio; sarà la struttura differente dei due elementi a facilitarti questo compito.

In ogni caso quello che ti consiglio è di far controllare con regolarità lo stato delle tue gomme e dei cerchioni dal tuo gommista di fiducia.

Ti è mai capitato di ritrovarti, durante un viaggio in auto, con una gomma a terra? Si tratta di un problema piuttosto comune, soprattutto per chi è abituato a guidare quotidianamente, e non solo su asfalto. Verificatosi questo inconveniente, sono due le opzioni a disposizione di chi si trova ad affrontarlo: montare la ruota di scorta o utilizzare un apposito kit di gonfiaggio.

Ma in quali casi è preferibile ricorrere al primo? E la seconda, pur essendo un’alternativa estremamente pratica, si dimostra sufficientemente valida? Proseguendo la lettura delle prossime righe potrai trovare utili indicazioni in proposito, volte ad aiutarti a scegliere in base alla situazione specifica.

Il successo dei kit di montaggio: un acquisto da consigliare?

Negli ultimi anni i kit di montaggio hanno visto crescere rapidamente il numero di estimatori. Questo dispositivo vede la presenza di un compressore di piccole dimensioni, al quale sia affianca una sostanza dalla consistenza gommosa (quasi collosa). Cosa dovrai fare per usare il kit di emergenza? Ti sarà sufficiente iniettare la sostanza con il compressore all’interno dello pneumatico, quindi gonfiare la gomma.

Kit di riparazione gomme

Questa soluzione ti consentirà di fronteggiare temporaneamente una foratura di dimensioni contenute. Potrai adottarla solo per “tamponare” il danno. Terminato il lavoro sullo pneumatico raggiungerai in tutta sicurezza il gommista più vicino senza rischiare di danneggiare in modo più serio la ruota coinvolta.

Rispetto al ruotino il kit di gonfiaggio è più economico e garantisce, inoltre, un ingombro sicuramente inferiore. Tra i punti deboli deve essere ricordata la sua inutilità in caso di squarci e di grosse forature.

Il ruotino di scorta è ancora utile?

Passando a trattare il ruotino di scorta, quest’ultimo si rivela ideale non solo per le forature di grandi dimensioni ma anche qualora le stesse forature, pur piccole, si verifichino sul fianco del battistrada. L’appellativo “ruotino” nasce dal fatto che questo pneumatico è più piccolo di quelli montati sugli assi. Confrontata con il kit la ruota di scorta comporta un esborso maggiore di denaro. A questo svantaggio si deve aggiungere la consapevolezza che diverse persone non sono ancora in grado, per mancanza di pratica, di procedere alla sostituzione della gomma forata. Proprio per tali motivi diverse case automobilistiche hanno scelto di eliminarle dalla dotazione delle vetture, preferendo adottare degli pneumatici runflat, oppure dei compressori.

Tieni presente che se il tuo ruotino di scorta giace da anni nel bagagliaio, al momento del bisogno sarà, con ogni probabilità, inservibile. Il mancato utilizzo porta inevitabilmente la gomma a sgonfiarsi; controllarne regolarmente la pressione eviterà alla stessa di invecchiare precocemente e di indurirsi. Per quanto preferibile, il ruotino presenta una superficie di contatto minore rispetto ad una ruota normale. Questo significa riduzione della quantità di trazione che, a sua volta, si traduce in un aumento della distanza di arresto. Infine, è necessario sottolineare come, una volta montato, controllo di trazione ed ABS non saranno in grado di svolgere il loro compito abituale.

Se vuoi saperne di più sul come manutenere le gomme della tua auto puoi scaricare la guida gratuita che ho preparato per te “3 errori da evitare nella manutenzione delle gomme“.

Tra gli elementi essenziali di un veicolo sono gli pneumatici a ritagliarsi un ruolo predominante. Trattandosi dell’unica parte a finire a diretto contatto con l’asfalto, avere a disposizione gomme in perfette condizioni è fondamentale per garantire la massima sicurezza di chi si trova a bordo. Ma vuoi conoscere più da vicino le fasi che portano alla realizzazione delle gomme, e le parti che formano ogni singolo pneumatico? Nelle prossime righe troverai tutte le informazioni in merito.

La fase produttiva: come nasce uno pneumatico

Le operazioni necessarie alla produzione degli pneumatici sono essenzialmente 5: mescola, macinatura, produzione, vulcanizzazione ed ispezione.
La mescola vede all’opera miscelatrici di dimensioni enormi, nelle quali vengono inserite principalmente 30 tipologie di gomma e filler. Grazie alle miscelatrici si ottiene un composto gommoso, di colore nero, sottoposto alla macinatura. In cosa consiste? Prevede la suddivisione in strisce, effettuata sul composto ormai freddo.

La terza fase consiste nella produzione vera e propria. È qui che si assiste all’inserimento in un macchinario apposito degli elementi in tessuto, cinture in acciaio, talloni, tela e battistrada. Lo pneumatico crudo ottenuto viene indirizzato alla vulcanizzazione, che vede all’opera una particolare macchina e stampi incandescenti. I componenti sono compressi in modo che lo pneumatico possa assumere la forma definitiva. Questo significa, tra l’altro, selezionare il disegno del battistrada e i riferimenti del produttore (posti lungo le pareti laterali).

La fase produttiva ha termine con l’ispezione, effettuata da personale qualificato al fine di evitare che uno pneumatico possa mostrare imperfezioni o piccoli difetti. Per farlo viene prelevato un campione di pneumatici, sottoponendolo a raggi X.

Battistrada delle gomme a contatto con l'asfaltoDalle tele al battistrada, le componenti delle gomme

Nelle precedenti righe abbiamo preso in esame le diverse fasi della produzione delle gomme. Ma quali sono gli elementi che caratterizzano gli pneumatici? In questo caso, andranno presi in esame, rispettivamente: tele, tallone, cintura, parete laterale, spalla, battistrada, lamella, intagli e costolatura.
Le tele formano lo scheletro, presentandosi normalmente dei cordoncini in fibra intrecciati tra loro, rivestiti da uno strato in gomma.

È grazie alle tele che gli pneumatici riescono ad essere flessibili senza risultare troppo elastici. Realizzati in acciaio intrecciato, spetta ai talloni il compito di fornire una chiusura ermetica tra cerchio della ruota e pneumatico. Sono delle cinture in acciaio a rendere più rigido il tutto. Sono formate da lastre intrecciate di fili d’acciaio. Non è rara l’aggiunta di un cordone in Kevlar, al fine di rendere più duraturo nel tempo lo pneumatico, ed a ridurre il rischio di foratura.

La parete laterale, o fianco, è la porzione dello pneumatico che si estende dal tallone al battistrada. Caratterizzata da uno spessore maggiorato, è in grado di donare stabilità laterale. La spalla, invece, è il piccolo bordo smussato posto tra il battistrada e la parete laterale. È soprattutto in entrata di curva che il suo disegno e al struttura rivestono un ruolo non indifferente.

La sezione superiore dello pneumatico rappresenta il battistrada, ed è l’unica parte a contatto con la strada. Ha il compito di attutire i colpi e, allo stesso tempo, di garantire la massima aderenza. Ad influire su quest’ultima sono gli intagli, attraverso i quali lo pneumatico può disperdere acqua e fango. Gli intagli più piccoli sono noti come lamelle. La cordatura non è sempre presente, ma è utile per rendere più resistente l’area centrale dello pneumatico.

Se hai dubbi o domande sul materiale con cui sono fatte le gomme che vuoi acquistare, chiedi consiglio a un esperto gommista, rivolgendoti a uno dei nostri centri assistenza.

Anche le persone in possesso della patente da diversi anni, ed abituate a guidare tutti i giorni per recarsi sul luogo di lavoro, possono non essere a conoscenza della differenza esistente tra trazione integrale, anteriore e posteriore.
Il tipo di trazione, in realtà, può avere ripercussioni sullo stile di guida soprattutto in determinate situazioni. Deve essere considerato anche che la presenza di una trazione in luogo di un’altra è legata, in molti casi, alle dimensioni della vettura. Nelle prossime righe potrai leggere alcune utili informazioni in merito al ruolo e all’importanza delle ruote motrici, ossia le ruote alle quali viene trasmesso il moto del motore. Una maggiore chiarezza su questo tema ti permetterà, tra l’altro, di non prendere decisioni errate al momento di montare un set di catene da neve.

La trazione posteriori: caratteristiche e vantaggi

Iniziamo innanzitutto a chiarire quanto anticipato nelle precedenti righe, ossia l’assunto che a dimensioni diverse dell’auto possono corrispondere scelte differenti a livello di ruote motrici.

Auto più grandi fanno ricorso, nella maggior parte dei casi, alla trazione posteriore. Quest’ultima assicura un’accelerazione più rapida, e una frenata efficace, entrambi garanzia di una guida confortevole.

Il vantaggio della trazione posteriore è rappresentato dal fatto che, in accelerazione, grazie ad una pressione più elevata sui pneumatici determinata dal carico sull’asse posteriore, l’aderenza tenderà ad aumentare. In questo caso, però, dovrai fare attenzione a non accelerare troppo rapidamente in uscita di curva; il rischio, infatti, è di trovarsi ad affrontare un evidente sovrasterzo e, di

Auto sulla spiaggia

conseguenza, possibili testacoda.

I segreti della trazione anteriore

La trazione anteriore, invece, è presente soprattutto in vetture di dimensioni più contenute, che non richiedono grande abilità nella guida. Il vantaggio principale è la possibilità di godere di una migliore trazione su terreno fangoso o su asfalto innevato.
La potenza del motore, scaricata sull’asse anteriore, ha come conseguenza una dinamica di guida “ritardata”; questo sia in entrata che in uscita di curva. Pertanto, al fine di mantenere perfettamente il controllo, dovrai evitare possibili fenomeni di sottosterzo in uscita; per farlo ti sarà sufficiente accelerare mantenendo le ruote il più dritto possibile, effettuando tale operazione con gradualità.
In situazioni d’emergenza, invece, la trazione anteriore ti permetterà di ritrovare il controllo della vettura con maggiore facilità rispetto alla trazione posteriore.

La trazione integrale

Prendendo in esame la trazione integrale, a caratterizzarla è la forza del motore scaricata su entrambi gli assi. Questo rende la guida più pulita e, di conseguenza, sicura sia in frenata che in accelerazione. Potrai notare i benefici, in modo particolare, percorrendo fondi piuttosto sconnessi o che, comunque, offrono una scarsa aderenza. Anche trovandoti a percorrere una strada non asfaltata in forte pendenza i risultati ottenuti in termini di aderenza ti sorprenderanno.

Montaggio catene da neve e ruote motrici

Nell’introduzione abbiamo fatto un breve cenno al montaggio delle catene da neve. Entrando nello specifico, occorre indicare come questo dispositivo antineve (ma il discorso è valido anche per i trak e le calze), debba necessariamente essere montato sulle ruote motrici. Procedere al montaggio sugli altri pneumatici, infatti, renderebbe il dispositivo completamente inutile.

Se hai dubbi o domande su questo argomento ti consiglio di rivolgerti sempre al tuo gommista di fiducia per poter viaggiare tranquillo e in tutta sicurezza.