I dati emersi negli ultimi anni rivelano una tendenza sempre più diffusa ad acquistare pneumatici online. Se il primo trimestre del 2017 si è contraddistinto per un vero e proprio “boom” in materia, anche nei mesi a venire le vendite su Internet sono apparse in continua crescita. All’aumentare del numero di gomme vendute ha fatto seguito la nascita sul di nuovi rivenditori online. Oggi, di conseguenza, l’offerta di gomme su Internet è sempre più ricca e variegata.

I numeri sono chiari, e indicano una netta contrapposizione tra acquisti di pneumatici online (+30% annuo) e acquisti sui canali tradizionali (sostanzialmente stabili). A spingere verso la Rete sono soprattutto i prezzi, in diversi casi decisamente inferiori. Ma ad una minore spesa corrispondono servizi affidabili? Continua a leggere per scoprirne di più.

Le gomme vendute in Rete sono davvero così convenienti?

I rivenditori sono in grado di vendere gomme su Internet a prezzi abbordabili anche grazie al fatto che, nel prezzo stesso, non sono incluse le spese per il montaggio (spesso, invece, nel prezzo finale è compresa la spedizione). Ad ogni modo, i siti migliori permettono di usufruire di tale operazione a prezzo ridotto in virtù delle convenzioni stipulate con le officine. Tuttavia, non sempre il risparmio è così evidente, tanto che, in media, si attesta al 5%. Anzi, quando la forbice tende ad essere troppo ampia (dal 20 per cento in su) dovresti iniziare a sospettare dell’affidabilità del rivenditore.

Una ragazza contatta il servizio clienti dopo aver acquistato le gomme per la sua auto onlineSe hai intenzione di procedere all’acquisto di un nuovo treno di gomme online, la prima cosa che dovresti fare è leggere le condizioni generali di vendita. Ricordati che qualsiasi e-shop è obbligato, per legge, a pubblicarle sul proprio sito. Una piattaforma che vende pneumatici, perché sia affidabile, deve mettere a disposizione un valido servizio clienti, meglio se contattabile avvalendosi di più canali (telefonicamente, via email, tramite chat). Un indirizzo postale, in aggiunta a quello email, potrebbe essere utilizzato per inviare eventuali reclami.

La diffusione di comportamenti illeciti

Alcuni siti, al fine di proporre prezzi estremamente bassi, decidono di operare “aggirando” quanto previsto dalle normative, evitando di versare l’Iva. Questo accade, ad esempio, vendendo gli pneumatici senza fattura. La mancanza di tale documento non rende possibile, per gli acquirenti, attivare la garanzia. Anzi, potresti essere accusato di incauto acquisto, finendo per dover pagare l’imposta non versata dal venditore. Subirai anche l’addebito di una sanzione, e la segnalazione alle istituzioni.

Altri venditori, pur non essendo presenti negli elenchi ufficiali del Ministero dell’Ambiente, incassano il contributo previsto per lo smaltimento delle gomme “fuori uso” senza procedere al successivo versamento.

Alcuni consigli per acquistare pneumatici su Internet

Ricordati che acquistando pneumatici in Rete senza avere competenza sufficiente, rischieresti di effettuare la scelta sbagliata. Potrebbe esserti utile frequentare forum dedicati agli appassionati di auto, in quanto troverai commenti e recensioni su numerosi e-shop in materia.

Tuttavia, la strada più praticabile consiste nel rivolgersi a un gommista tradizionale. Indicando il numero di chilometri percorsi abitualmente e le strade in cui ti trovi a circolare con maggiore frequenza, un professionista non avrà difficoltà a consigliarti gli pneumatici più adatti al tuo caso.

Se sei sempre attento allo stato di usura delle tue gomme, per preservare la sicurezza della tua famiglia e di chiunque condivida con te un viaggio in auto, probabilmente già conosci l’importanza di osservare i battistrada e la profondità degli intagli presenti sugli pneumatici. Ti sarà quindi sicuramente capitato, col passare del tempo e il cambio delle gomme da invernali a estive, di notare che i disegni sugli pneumatici non sono sempre gli stessi. Ma come mai sono diversi? Si tratta di una questione meramente estetica oppure i diversi tagli presenti sulle gomme hanno effettivamente una funzione?

 

L’importanza del disegno

 

Come il suo nome lascia facilmente intuire, il battistrada è l’unica parte del veicolo che è in contatto con la strada durante la marcia. La zona effettivamente contigua all’asfalto è quindi ampia poco più del palmo di una mano, perciò è fondamentale che aderisca in modo ottimale, allo scopo di massimizzare il benessere del guidatore e degli altri utenti della strada, anche in condizioni atmosferiche non ottimali. Le scanalature degli pneumatici sono dunque importantissime, perché modificano a tutti gli effetti il comportamento della ruota. Gli intagli, infatti, vengono studiati attentamente ancora prima della realizzazione dei prototipi delle gomme, che poi andranno testate su strada. Lo scopo è ovviamente quello di creare uno pneumatico il più sicuro possibile, ma che sia anche efficiente in termini di consumi e resa estetica.

 

I tipi di disegno

 

Le scanalature e gli intagli presenti sulle gomme possono essere classificati in tre diverse categorie:

 

  • disegni simmetrici: le scanalature si ripetono in modo simmetrico e hanno origine dalla linea di mezzeria della ruota. Le forme della metà esterna e della metà interna sono quindi identiche e permettono di ottenere alti livelli di rendimento e sicurezza su strada. Gli pneumatici con disegni simmetrici sono obbligatori per le motociclette.

 

  • disegni asimmetrici: gli intagli presentano differenze visibili tra interno ed esterno. La parte esterna è caratterizzata da disegni più spessi e blocchi tra le scanalature più grandi, allo scopo di aumentare l’aderenza in curva e nei cambi di direzione. La zona interna ha invece un maggior numero di intagliature, che garantiscono una maggiore tenuta su terreni bagnati o ghiacciati. Gli pneumatici con questo tipo di disegno sono molto versatili, adatti per diverse tipologie di suolo, e garantiscono una maggiore sicurezza su tratti bagnati e scivolosi. Sono la scelta giusta per chi cerca una soluzione per ridurre i consumi di carburante senza rinunciare alla sicurezza. Ovviamente, al momento del montaggio, è molto importante rispettare la posizione in cui le gomme devono essere montate.

 

  • disegni direzionali o unidirezionali: i disegni presenti sulla gomma formano dei motivi a “V” o a “U” che puntano tutti nella stessa direzione. Lo scopo di queste fessure è quello di garantire una veloce ed efficace espulsione dell’acqua o della fanghiglia, per scongiurare il temuto aquaplaning. Le gomme che presentano questi disegni sono le più indicate su superfici insidiose, condizionate da acqua, fango e neve, e sono quindi consigliate come gomme invernali.

 

Per sapere quali sono le gomme più adatte alla tua auto e alle tue esigenze di guida segui i consigli del tuo gommista di fiducia.

Sei abituato ad utilizzare l’auto quotidianamente per raggiungere il luogo di lavoro? Percorrendo chilometri su chilometri molte componenti della tua vettura sono costrette a fare i conti l’usura. Tuttavia, in molti casi si tende a dare poca importanza all’unico elemento a diretto contatto con l’asfalto; lo pneumatico. Per tale motivo, mantenere in piena efficienza le gomme è essenziale se desideri viaggiare in tutta sicurezza. Oltretutto, tieni presente che montare pneumatici non conformi a quanto previsto dalla normativa è vietato. Nelle prossime righe troverai 5 semplici consigli nostress per la manutenzione delle gomme.

 

La rotazione degli pneumatici

 

Per rotazione si intende il trasferimento, da un’asse all’altro, delle gomme. Qual è l’obiettivo di tale intervento? Garantire al treno di pneumatici un consumo uniforme. Infatti, le gomme anteriori e quelle posteriori non sono soggette allo stesso livello di usura. L’avantreno si trova a sopportare un maggiore peso e, per questo, le gomme tendono a consumarsi più velocemente.

Non esiste un solo modo per effettuare la rotazione; potrai scegliere tra: rotazione incrociata, sugli assi, in senso orario e sulle ruote motrici. Ti suggeriamo di ricorrervi ogni 10.000 km o, comunque, non oltrepassando i 15.000 km. Se l’operazione ha per oggetto un veicolo frequentemente sottoposto a sovraccarichi meglio procedere al raggiungimento degli 8.000 km.

 

La pressione degli pneumatici

Avere degli pneumatici alla giusta pressione significa ridurre le possibilità di perdere il controllo, soprattutto ad alte velocità. Non dimenticare che gomme a bassa pressione portano il veicolo a consumare una maggiore quantità di carburante. Controlla la pressione a cadenza mensile, aumentando la frequenza se il numero di chilometri percorsi dalla vettura è molto elevato. Inoltre, effettua una verifica prima di metterti in marcia per un lungo viaggio.

Come essere certi che la pressione sia effettivamente corretta? Non dovrai fare altro che controllare quanto riportato sul manuale d’uso della vettura, sull’etichetta della portiera o, ancora, nella parte interna dello sportello del carburante. Perché la misurazione sia effettivamente “valida” l’operazione dovrebbe essere condotta su pneumatici freddi, evitando di farlo appena concluso un viaggio.

misura pressione gomme dell'auto

L’equilibratura

Cosa significa equilibratura delle gomme? Tale termine fa riferimento ad un processo volto ad equilibrare ruote e assali, proteggendo gli pneumatici dal rischio di usura precoce e riducendo eventuali vibrazioni. Se eseguita correttamente, l’equilibratura estende la sua utilità a sospensioni, sistema di sterzo e cuscinetti.

L’intervento viene normalmente effettuato nel momento in cui si procede alla sostituzione degli pneumatici. Qualora tu sia in possesso di una vettura sportiva, sarebbe meglio ricorrervi ogni 5.000 chilometri.

La convergenza

Ti sei accorto di aver urtato un marciapiede con le gomme, oppure la tua auto si è trovata a percorrere una strada piena di buche, alcune delle quali piuttosto profonde? In questi casi, la geometria delle sospensioni potrebbe essersi modificata (è sufficiente uno spostamento di qualche millimetro), a svantaggio della tenuta di strada.

Verificalo guidando per qualche centinaio di metri su un rettilineo pianeggiante (scegli una strada poco trafficata), lasciando per pochi istanti il volante. Qualora la vettura tendesse a spostarsi su un lato, grazie alla convergenza ritroverai il giusto allineamento.

La profondità del battistrada

Si tratta di un fattore fondamentale, e te ne renderai conto guidando su asfalto bagnato. La giusta profondità del battistrada garantisce la rimozione dell’acqua presente tra gli pneumatici e l’asfalto, scongiurando il pericolo aquaplaning. Le normative vigenti impongono una profondità minima tra gli 1,5 e gli 1,6 mm.

Ricorda di controllare con costanza la salute delle gomme della tua auto, specie se viaggi spesso. Rivolgiti ad un gommista di tua fiducia e chiedi consiglio e supporto per poter stare tranquillo, evitare spese extra e viaggiare sempre in sicurezza.

Anche se sei abituato a viaggiare in sicurezza con la tua famiglia, una piccola svista può capitare a tutti. A causa di una distrazione, per aver calcolato male le distanze o nel tentativo di evitare un ostacolo, può succedere di urtare le ruote contro un marciapiede, magari mentre sei in marcia a velocità sostenuta. Un guidatore responsabile, a questo punto, accosterebbe la sua auto per constatare i danni ma, nella maggior parte dei casi, non noterebbe che dei graffi sul cerchione. Ma è davvero del tutto sicuro riprendere il viaggio senza fare ulteriori controlli? Quali possono essere le conseguenze di uno scontro con un marciapiede, un dosso o una buca particolarmente profonda?

Cosa può essere danneggiato dall’urto delle ruote contro un marciapiede?

Un elemento molto importante delle nostre auto ma troppo spesso dimenticato ha il compito fondamentale di mantenere la convergenza delle ruote. Si tratta dei braccetti delle sospensioni, una connessione mobile tra la ruota e la carrozzeria della vettura. Sono una delle componenti più sollecitate del veicolo, poiché permettono alla ruota di compiere un movimento verticale quando l’ammortizzatore molleggia verso l’alto o verso il basso. In breve, i braccetti consentono agli ammortizzatori e allo sterzo di lavorare. In seguito ad un urto contro il marciapiede o prendendo una grossa buca, possono però rompersi o piegarsi. Con anche un solo braccetto danneggiato, la marcia sarebbe impossibile o estremamente pericolosa, perché la ruota interessata tenderebbe Salire sopra un dosso e piegare i braccetti dell'autoinevitabilmente a spostarsi verso l’esterno o verso l’interno dell’auto, compromettendo il tuo benessere alla guida.

Come capire se i braccetti sono rotti o piegati?

Dopo aver urtato il marciapiede, se incappi in una buca mentre sei a velocità moderata o percorri una rotonda, potresti sentire dei “tac” improvvisi e ripetuti provenire dalle ruote. Se le sospensioni sono state sostituite di recente, con tutta probabilità il suono proviene dai tuoi braccetti, indicando che qualcosa non va. Viaggiare con i braccetti rotti o danneggiati, infatti, qualora non sia del tutto impossibile, è comunque pericoloso non solo in termini di sicurezza sulla strada, ma potrebbe anche provocare ulteriori danni alla tua auto. È quindi necessario rivolgersi ad un meccanico nel più breve tempo possibile, soprattutto se inizi a notare questi segnali dopo un urto improvviso contro un marciapiede o un dosso preso in velocità.

Cosa fare se i braccetti sono danneggiati?

I braccetti sono una componente piuttosto delicata e, anche se non sono conosciuti ai meno esperti di motori, andrebbero sostituiti ogni tanto, specie se sono stati molto sollecitati da un urto improvviso. Rivolgiti quindi alla tua officina di fiducia per un controllo completo, prima che altre parti dell’auto possano essere danneggiate da dei braccetti rovinati. Fortunatamente, la sostituzione dei braccetti può essere effettuata facilmente svitando pochi dadi, anche se la vettura deve essere necessariamente sollevata su un ponte.

Pneumatici e sicurezza: il pericolo foratura

Uno degli imprevisti più temuti da chiunque possieda un veicolo, soprattutto quando si verifica in autostrada o in condizioni di traffico congestionato, è la foratura di uno pneumatico. Soprattutto trovandosi a procedere a velocità elevata il rischio di incorrere in un incidente è piuttosto alto. Inoltre, se sei abituato a viaggiare di notte, una gomma bucata ti costringerebbe a effettuare la sostituzione in una situazione di potenziale pericolo. Questo senza prendere in considerazione l’eventualità di condizioni atmosferiche avverse.

Hai mai sentito parlare di pneumatici Runflat? Ecco, in questi casi potrebbero rappresentare la soluzione ideale. Continua a leggere per saperne di più.

Runflat: quali sono le caratteristiche principali?

È stato il celebre produttore statunitense Bridgestone, negli anni ’80, ad ideare questi pneumatici, conosciuti anche come “autoportanti”. L’idea nacque per offrire una valida opzione alle persone affette da disabilità e, proprio per questo, impossibilitate a cambiare uno pneumatico forato. Cosa caratterizza questa particolare tipologia di gomme? Il fatto di riuscire a sostenere il peso della vettura anche in presenza di una perdita di pressione non indifferente. La gomma, infatti, tenderà a deformarsi in modo molto leggero, senza afflosciarsi. È proprio questo a permettere al guidatore di raggiungere il meccanico per provvedere alla riparazione.

I veicoli che montano tali pneumatici richiedono cerchioni specifici, progettati per non preformarsi anche se sottoposti ad urti molto forti. Inoltre, gli stessi cerchioni devono essere in grado di assicurare, a foratura avvenuta, il perfetto funzionamento dell’autovettura. I cerchi presentano, pertanto, dei risalti speciali, denominati Extended Hump (in breve EH), o Extended Hump + (EH+). Si trovano dietro il canale della ruota, e trattengono il tallone dello pneumatico a contatto con la balconata.

Sensori TPMS e rinforzi sulle spalle

Officina meccanicoDal 2015 è divenuto obbligatorio installare i sensori TPMS, cui è assegnato il compito di rilevare la pressione. Qualora quest’ultima presenti variazioni importanti l’automobilista verrà immediatamente allertato.
Il rinforzo sulla spalla dello pneumatico, dal canto suo, scongiura l’appiattimento dello stesso, rallentando la deformazione e, di conseguenza, rendendo più semplice il controllo del veicolo nei momenti successivi alla foratura.

Un aspetto negativo è rappresentato dalla maggiore rigidità rispetto alle gomme tradizionali, determinata dalla presenza di rinforzi interni. E questa rigidità può avere degli effetti negativi in termini di comfort.

Come comportarsi in caso di foratura?

Montando questi pneumatici, in caso di foratura la vettura ha la possibilità di percorrere fino ad un massimo di 30 km (più che sufficienti, normalmente, per raggiungere un gommista), ad una velocità che non superi gli 80 km orari. Un aspetto da non sottovalutare è l’assenza di limiti di tempo. Questo cosa significa? Che potrai anche parcheggiare la tua auto per qualche ora e, solo in seguito, riprenderla per condurla fino all’autofficina.

Fatto salvo quanto scritto finora, chi opta per l’acquisto di tali pneumatici dovrebbe procurarsi un kit di emergenza, composto da un compressore di piccole dimensioni e una bomboletta spray auto-sigillante.

Se sei abituato a guidare quotidianamente una vettura, con ogni probabilità avrai sentito parlare, nel corso degli ultimi anni, del “decreto ruote”, una misura adottata per modificare alcune delle regole relative all’omologazione di cerchi e gomme. Considerando le difficoltà di applicazione di quanto previsto dalla nuova normativa, un riepilogo di quanto accaduto dal momento della sua introduzione potrebbe essere utile, in futuro, per evitare di incorrere in eventuali sanzioni.

Cosa si intende per decreto ruote

Entrato ufficialmente in vigore il 1° ottobre 2015, il D.M. 20 del gennaio 2013 si è posto come obiettivo di partenza la regolarizzazione in tema di immissione degli pneumatici sul mercato. Con tale decreto, a partire da ottobre 2015 diveniva conforme unicamente l’installazione di cerchi per automobili omologati NAD (omologazione rilasciata dal Ministero dei Trasporti) o UN/UCE 124 (omologazione europea).

L’applicazione di tale misura era ormai divenuta una priorità, vista l’abitudine di un numero sempre maggiore di automobilisti, al momento della sostituzione del treno gomme, di ignorare le indicazioni fornite dai produttori in merito alla capacità dei veicoli di “sopportare” pneumatici di dimensioni maggiorate.

La strada tortuosa affrontata dal decreto: i principali dubbi in merito

Libretto di circolazione autoNell’arco dei 3 anni trascorsi dall’introduzione del decreto sono emerse alcune problematiche. I produttori più virtuosi, ossia quelli da sempre attenti a rispettare le normative, hanno incontrato difficoltà inattese nel conformarsi alle nuove disposizioni. A trarne giovamento, invece, sono stati proprio quegli operatori che, già in precedenza, agivano al di là di quanto previsto dalla legge italiana.

Innanzitutto, occorre tenere presente i costi da sostenere per omologare le gomme al NAD. Sono i piccoli produttori ad aver risentito maggiormente di questa problematica, tanto da rinunciare, in diversi casi, a vendere le gomme in Italia; questo a tutto vantaggio dei 3 produttori più rinomati del settore.

Controlli e sanzioni

Contrariamente a quanto sperato i controlli si sono rivelati poco efficaci. Allo stesso tempo le sanzioni indicate sono state applicate in modo non soddisfacente. Inizialmente erano previste per i guidatori alla guida di veicoli dotati di ruote non conformi, e nei confronti dei produttori che commercializzano pneumatici non omologati.

L’ammontare delle sanzioni amministrative era compreso tra i 164 e i 663 euro per le aziende che importano, producono o vendono materiale non conforme al sistema di omologazione. Durante un controllo, eventuali irregolarità prevedevano la confisca (e relativo sequestro). Per quanto riguarda gli automobilisti, l’assenza a bordo della documentazione comprovante l’omologazione portava ad un’ammenda variabile tra i 41 e i 169 euro. Tali cifre erano destinate ad aumentare notevolmente in caso di successiva mancata consegna degli stessi documenti (in assenza di giustificato motivo). Il ritiro della carta di circolazione era la misura estrema, applicata per mancato adeguamento.

Chi opera nella legalità, vista la mancata applicazione delle sanzioni, si è venuto a trovare a far fronte ad una situazione frustrante. E’ da queste mancanze che è sorta la necessità di apportare alcune modifiche. Ciò è avvenuto per mezzo di un apposito aggiornamento. A stabilire le norme di attuazione del precedente decreto, infatti, è stata la circolare prot. 1622 RU che ti consiglio di consultare per maggiori informazioni.

Quando pensi ad un prodotto ecologico, probabilmente immagini un oggetto che abbia scarso impatto ambientale, realizzato utilizzando fonti rinnovabili e che possa essere riciclato. In quest’ottica, è difficile pensare agli pneumatici come un prodotto ecologico: la maggior parte di essi è costituita di materiali di derivazione petrolifera, contiene metalli pesanti ed è difficilissima da smaltire, diventando un rifiuto ingombrante, inquinante e infiammabile.

Per fortuna, grazie alla diffusione di un maggiore interesse per il benessere del nostro pianeta, da qualche tempo anche le grandi case produttrici di pneumatici si sono dedicate alla creazione di gomme ecologiche, che ormai sono piuttosto comuni.

Ma cos’è che rende uno pneumatico davvero ecologico, i ridotti consumi, la sua composizione a base di prodotti non inquinanti o entrambi?

Pneumatici ecologici ed efficienza energetica

Non sono solo gli elettrodomestici ad avere un’etichetta che mostra il loro livello di efficienza. Anche gli pneumatici, infatti, vengono classificati in 7 fasce, dalla A alla G, in base alle emissioni di CO2 per chilometro percorso. Ma cosa c’entrano le gomme con le emissioni di anidride carbonica? Moltissimo, in realtà: parte dell’energia prodotta dal motore viene infatti “assorbita” dall’attrito tra la superficie della gomma e il manto stradale. Più attrito c’è, maggiori saranno i consumi e, di conseguenza, le emissioni. I pneumatici ecologici sono quindi quelli che oppongono meno resistenza al rotolamento e rendono la tua auto più aerodinamica, per la felicità dell’ambiente e del tuo portafogli. A parità di chilometri di viaggio, uno pneumatico di classe A può farti risparmiare il 7,5% di benzina rispetto a uno di fascia G. L’etichetta sui cui è indicata l’efficienza delle gomme, inoltre, mostra anche la classificazione relativa all’aderenza sul bagnato, fattore cruciale per la sicurezza.

inquinamento del mare con plastica e gommaGli pneumatici “verdi”

Produrre degli pneumatici efficienti non è l’unico modo per avere delle gomme ecologiche. Oltre all’aerodinamicità, infatti, bisogna considerare anche la miscela con cui gli pneumatici sono fatti, con l’obiettivo di eliminare i derivati del petrolio e sostituire la provenienza della gomma. La gomma degli pneumatici è infatti di origine naturale, ma deriva da una pianta, la Hevea brasiliensis, il cui habitat è minacciato. La gomma ecologica di invenzione più recente, messa in commercio dalla Continental, è invece a base di tarassaco, una pianta spontanea della stessa famiglia del nostro dente di leone. L’utilizzo della gomma proveniente dalle radici di tarassaco ha molti vantaggi dal punto di vista ecologico: la pianta può essere coltivata in terreni precedentemente non utilizzati, anche a poca distanza dagli stabilimenti di produzione, riducendo quindi l’inquinamento dovuto al trasporto della materia prima, ed è pronta per la raccolta in soli 2 anni, invece dei sette della Hevea. È in fase di sperimentazione anche l’utilizzo dell’amido di mais al posto della silice e del nerofumo, che renderebbe il prodotto finale compostabile e biodegradabile, a differenza degli attuali pneumatici, che impiegano circa 100 anni per decomporsi.

 

Pneumatici ricostruiti. Un’opportunità di risparmio da non sottovalutare

Sono sempre di più le persone costrette a trascorrere diverse ore della propria giornata a bordo di una vettura. Che si tratti di spostamenti dettati da motivi di lavoro, o da impegni legati alla famiglia, i km percorsi finiscono per accumularsi rapidamente. Questo, ovviamente, ha ripercussioni, più o meno marcate, sulle diverse componenti dell’auto. Se desideri viaggiare in sicurezza, e non esporre gli eventuali passeggeri a rischi inutili, ricordati innanzitutto dell’importanza rivestita dagli pneumatici, unico elemento a diretto contatto con il fondo stradale. Delle gomme in perfette condizioni sono essenziali per garantire una tenuta ottimale, soprattutto in presenza di pioggia e neve, ghiaccio e vento. Hai verificato il battistrada, e pensi sia giunto il momento di acquistare un nuovo treno di gomme? Hai sentito parlare degli pneumatici ricostruiti, ma non sei certo della loro efficacia? E, soprattutto, come fare a riconoscerli? Continua a leggere per scoprirlo.

Differenza tra pneumatici ricostruiti e rigenerati

Cosa si intende per gomme ricostruite e cosa le differenzia dai modelli rigenerati? Questi ultimi rappresentano gomme consumate (note anche come carcasse) oggetto di un intervento che prevede l’applicazione di un battistrada nuovo. Si parla di pneumatici ricostruiti, invece, quando il battistrada viene eliminato e sostituito da un materiale ottenuto da gomme nuove. Tali gomme devono anche essere conformi all’originale.

Per quanto riguarda la parte esterna, prima si sottopongono le gomme alle procedure di convergenza ed equilibratura, quindi alla fase di vulcanizzazione. È grazie a tale operazione che le componenti nuove ed usate riescono ad amalgamarsi alla perfezione. Tieni presente che le gomme ricostruite sono sottoposte ai medesimi test utilizzati per i modelli appena usciti dalle fabbriche. Solo al termine dei test viene assegnata la certificazione europea, necessaria per ottenere l’ok alla commercializzazione.

Come riconoscere degli pneumatici ricostruiti?

Ti sarà sufficiente osservare la sigla presente sul lato del pneumatico per essere certo che, quelle che stai osservando, siano delle gomme ricostruite. Il parametro europeo Ece Onu ha deciso di adottare le sigle “108 R” e “109 R”, la seconda delle quali riservata ai mezzi pesanti. Sugli pneumatici appare anche un cerchio che presenta, al suo interno, la lettera “E”. Quest’ultima è affiancata da un numero, differente in base al Paese di produzione; nel caso dell’Italia la scelta è ricaduta sul 2.

Segue una serie formata da 6 numeri, attraverso i quali identificare la fabbrica di produzione. Infine, devono essere presenti la denominazione “Ricostruito” (o l’equivalente “Retread”), il marchio del ricostruttore, la settimana e l’anno in cui l’operazione è stata portata a termine.

Battistrada Le gomme ricostruite costano meno: ma sono sicure?

Se hai individuato un modello di pneumatici ricostruiti a buon prezzo, ma vuoi essere certo che risparmiare non significhi sacrificare la sicurezza, quali elementi dovrai prendere in considerazione?
Da questo punto di vista l’etichetta europea è un elemento fondamentale. Sarà confrontando le etichette dei diversi modelli in commercio che potrai effettuare una l’acquisto migliore. Accertati di montare sulla tua auto degli pneumatici che siano conformi allo dimensioni riportate sulla carta di circolazione.

Una volta montato il treno di gomme, e percorsi numerosi chilometri, verifica lo spessore del battistrada. In base a quanto previsto dal Codice della Strada, lo stesso battistrada dovrà avere uno spessore minimo di 1.6 mm. Almeno una volta ogni 5 anni, infine, ricordati di sottoporre a “check up” le gomme rivolgendoti al tuo gommista di fiducia.

Tra tutte le componenti di una vettura gli pneumatici sono l’elemento ad avere il maggiore impatto sul piano della sicurezza di chi viaggia. D’altro canto costituiscono l’unico punto di contatto con il terreno.
Lo scoppio di uno pneumatico, evento non così raro come si potrebbe pensare, può portare il guidatore a perdere il controllo del mezzo, soprattutto se la velocità di crociera è piuttosto elevata. Solo gestendo in modo ottimale tale situazione imprevista è possibile evitare pericolosi incidenti. Vediamo quali possono essere le possibili cause di uno scoppio e alcuni consigli su come comportarsi in quei frangenti.

Come ci si accorge dello scoppio di una gomma

Se a scoppiare è uno degli pneumatici dell’avantreno sentirai un forte strappo e, subito dopo, vedrai la vettura iniziare a “tirare” verso la gomma danneggiata. Diversamente, nel caso in cui a cedere sia una delle gomme posteriori, allo strappo farà seguito un diffuso tremore. La macchina, inoltre, tenderà a scivolare; la sensazione, in molti casi, è del tutto simile a quella provata guidando su una strada ghiacciata.

Le cause dello scoppio delle gomme: usura e corpi estranei

Le principali cause dello scoppio di una gomma sono l’usura e il danneggiamento. Pertanto, non dimenticarti di verificare periodicamente lo stato degli pneumatici. In presenza di tagli, o di usura eccessiva, l’acqua potrebbe penetrare all’interno della gomma portando alla formazione della ruggine.
Sassi, chiodi ed altri corpi estranei sono in grado di farsi strada nel battistrada, scavandolo e danneggiandolo. Fai attenzione anche ai contatti violenti delle gomme su marciapiedi o cordoli. Ricordati che l’usura è favorita anche da una conservazione non ottimale degli pneumatici.

pneumatico rotto

Tieni presente che se, da un lato, la legge ha indicato una profondità minima del battistrada (pari ad 1,6 mm), per minimizzare i rischi di scoppio è preferibile che tale profondità non scenda al di sotto dei 3 mm per le gomme estive, e di 4 mm per i set invernali. In assenza di un indicatore dell’usura sugli pneumatici ti sarà sufficiente utilizzare una moneta per misurarne la profondità.

Altri fattori di rischio: pressione errata delle gomme e sovraccarico della vettura

Altra causa dello scoppio è una pressione non adeguata della gomma, che può portare quest’ultima a manifestare un deterioramento precoce e, in alcuni casi, alla rottura. Gonfiare eccessivamente lo pneumatico significa esporre il battistrada al rischio di deformazione.
Da non sottovalutare l’effetto sugli pneumatici, a livello di surriscaldamento, del sovraccarico della vettura.

Che strategie adottare negli attimi successivi allo scoppio?

Per quanto sia più semplice da dire che da fare, è fondamentale mantenere la calma. Considera, infatti, che diverse vetture (in particolar modo quelle dotate di pneumatici con profilo basso) sono perfettamente in grado di conservare l’equilibrio. È buona abitudine guidare mantenendo il volante con due mani; questo ti consentirà di affrontare lo scoppio nel migliore dei modi.

Un buon suggerimento è quello di togliere il piede dall’acceleratore lentamente; agire con eccessiva velocità favorirebbe la perdita di controllo. Evita, invece, di premere il pedale del freno con forza, in quanto l’unico risultato sarebbe quello di veder slittare la macchina verso un lato.

Per evitare dunque di rischiare spiacevoli e pericolosi inconvenienti ti consiglio di controllare periodicamente lo stato delle tue gomme e affidarti a un gommista esperto.

Le rose sono rosse, le viole sono blu…e gli pneumatici neri. O almeno, quasi sempre.

Se sei stato almeno una volta ad un raduno di auto d’epoca, avrai notato che molte vetture “calzavano” degli eleganti pneumatici bicolore, dall’innegabile fascino vintage, che tuttavia ai giorni nostri sono ormai completamente scomparsi. Dagli anni ’70, infatti, quasi tutti gli pneumatici presenti sul mercato sono completamente neri, anche se i coloranti artificiali per la gomma non mancano. Perché gli pneumatici allora non sono verdi, rossi o blu?

Neri come il carbone

Sorprendentemente, i primi pneumatici per auto erano bianchi: questo è infatti il colore naturale della gomma con cui sono realizzati. Dopo breve tempo, però, divenne necessario apportare delle importanti modifiche a queste prime gomme, che non offrivano una buona trazione e una buona resistenza. Si pensò quindi di aggiungere del nero di carbone, detto anche nerofumo, alla miscela della gomma, dandole così il classico colore che tutti conosciamo.

pneumatici neriLe proprietà del nerofumo

Il nero di carbone è un pigmento derivato dalla combustione di derivati del petrolio, tra cui il catrame. Circa il 70% di tutto il nerofumo prodotto al mondo viene usato dall’industria automobilistica per la fabbricazione di pneumatici, per renderli più resistenti al calore e all’usura. Il nero di carbone, infatti, aumenta la conduzione di calore della gomma e aiuta a distribuire il calore sulla cintura dello pneumatico, rallentando l’usura del battistrada. Proprio per questo motivo si è passati dalle gomme bicolori, in cui il nero di carbone era presente solo sul battistrada mentre il resto della gomma rimaneva del suo colore naturale, agli pneumatici che conosciamo oggi.

Esistono gomme colorate?

Oltre ai raduni d’auto d’epoca, è difficile vedere degli pneumatici che non siano completamente neri. Alcune case produttrici hanno realizzato degli pneumatici colorati in edizione limitata in occasione dell’uscita sul mercato di auto sportive di fascia alta, come nel caso della Alfa Mito Marangoni M430, presentata con gli pneumatici rossi, ma per il momento il nero non sembra destinato a passare di moda.

Gomme sbiadite: cosa fare?

Per tutelare il proprio benessere in viaggio e la sicurezza della tua famiglia e degli altri passeggeri, è bene sostituire le gomme con una certa frequenza. Se il colore degli pneumatici risulta sbiadito, infatti, significa che il nerofumo comincia a perdere efficacia e le performance delle gomme, inevitabilmente, ne risentono. Se tuttavia le gomme sono state montate da poco tempo e vuoi che la tua auto abbia sempre un aspetto curatissimo, puoi utilizzare del nero gomme per riportarle alla loro brillantezza originaria.

Nero gomme fatto in casa

Puoi lucidare i tuoi pneumatici con del nero gomme fatto in casa. Ti basterà far bollire 250 ml di acqua distillata e un cucchiaio di zucchero, lasciar raffreddare il composto e poi applicarlo sugli pneumatici puliti utilizzando uno spruzzino.