Tra gli elementi essenziali di un veicolo sono gli pneumatici a ritagliarsi un ruolo predominante. Trattandosi dell’unica parte a finire a diretto contatto con l’asfalto, avere a disposizione gomme in perfette condizioni è fondamentale per garantire la massima sicurezza di chi si trova a bordo. Ma vuoi conoscere più da vicino le fasi che portano alla realizzazione delle gomme, e le parti che formano ogni singolo pneumatico? Nelle prossime righe troverai tutte le informazioni in merito.

La fase produttiva: come nasce uno pneumatico

Le operazioni necessarie alla produzione degli pneumatici sono essenzialmente 5: mescola, macinatura, produzione, vulcanizzazione ed ispezione.
La mescola vede all’opera miscelatrici di dimensioni enormi, nelle quali vengono inserite principalmente 30 tipologie di gomma e filler. Grazie alle miscelatrici si ottiene un composto gommoso, di colore nero, sottoposto alla macinatura. In cosa consiste? Prevede la suddivisione in strisce, effettuata sul composto ormai freddo.

La terza fase consiste nella produzione vera e propria. È qui che si assiste all’inserimento in un macchinario apposito degli elementi in tessuto, cinture in acciaio, talloni, tela e battistrada. Lo pneumatico crudo ottenuto viene indirizzato alla vulcanizzazione, che vede all’opera una particolare macchina e stampi incandescenti. I componenti sono compressi in modo che lo pneumatico possa assumere la forma definitiva. Questo significa, tra l’altro, selezionare il disegno del battistrada e i riferimenti del produttore (posti lungo le pareti laterali).

La fase produttiva ha termine con l’ispezione, effettuata da personale qualificato al fine di evitare che uno pneumatico possa mostrare imperfezioni o piccoli difetti. Per farlo viene prelevato un campione di pneumatici, sottoponendolo a raggi X.

Battistrada delle gomme a contatto con l'asfaltoDalle tele al battistrada, le componenti delle gomme

Nelle precedenti righe abbiamo preso in esame le diverse fasi della produzione delle gomme. Ma quali sono gli elementi che caratterizzano gli pneumatici? In questo caso, andranno presi in esame, rispettivamente: tele, tallone, cintura, parete laterale, spalla, battistrada, lamella, intagli e costolatura.
Le tele formano lo scheletro, presentandosi normalmente dei cordoncini in fibra intrecciati tra loro, rivestiti da uno strato in gomma.

È grazie alle tele che gli pneumatici riescono ad essere flessibili senza risultare troppo elastici. Realizzati in acciaio intrecciato, spetta ai talloni il compito di fornire una chiusura ermetica tra cerchio della ruota e pneumatico. Sono delle cinture in acciaio a rendere più rigido il tutto. Sono formate da lastre intrecciate di fili d’acciaio. Non è rara l’aggiunta di un cordone in Kevlar, al fine di rendere più duraturo nel tempo lo pneumatico, ed a ridurre il rischio di foratura.

La parete laterale, o fianco, è la porzione dello pneumatico che si estende dal tallone al battistrada. Caratterizzata da uno spessore maggiorato, è in grado di donare stabilità laterale. La spalla, invece, è il piccolo bordo smussato posto tra il battistrada e la parete laterale. È soprattutto in entrata di curva che il suo disegno e al struttura rivestono un ruolo non indifferente.

La sezione superiore dello pneumatico rappresenta il battistrada, ed è l’unica parte a contatto con la strada. Ha il compito di attutire i colpi e, allo stesso tempo, di garantire la massima aderenza. Ad influire su quest’ultima sono gli intagli, attraverso i quali lo pneumatico può disperdere acqua e fango. Gli intagli più piccoli sono noti come lamelle. La cordatura non è sempre presente, ma è utile per rendere più resistente l’area centrale dello pneumatico.

Se hai dubbi o domande sul materiale con cui sono fatte le gomme che vuoi acquistare, chiedi consiglio a un esperto gommista, rivolgendoti a uno dei nostri centri assistenza.

Anche le persone in possesso della patente da diversi anni, ed abituate a guidare tutti i giorni per recarsi sul luogo di lavoro, possono non essere a conoscenza della differenza esistente tra trazione integrale, anteriore e posteriore.
Il tipo di trazione, in realtà, può avere ripercussioni sullo stile di guida soprattutto in determinate situazioni. Deve essere considerato anche che la presenza di una trazione in luogo di un’altra è legata, in molti casi, alle dimensioni della vettura. Nelle prossime righe potrai leggere alcune utili informazioni in merito al ruolo e all’importanza delle ruote motrici, ossia le ruote alle quali viene trasmesso il moto del motore. Una maggiore chiarezza su questo tema ti permetterà, tra l’altro, di non prendere decisioni errate al momento di montare un set di catene da neve.

La trazione posteriori: caratteristiche e vantaggi

Iniziamo innanzitutto a chiarire quanto anticipato nelle precedenti righe, ossia l’assunto che a dimensioni diverse dell’auto possono corrispondere scelte differenti a livello di ruote motrici.

Auto più grandi fanno ricorso, nella maggior parte dei casi, alla trazione posteriore. Quest’ultima assicura un’accelerazione più rapida, e una frenata efficace, entrambi garanzia di una guida confortevole.

Il vantaggio della trazione posteriore è rappresentato dal fatto che, in accelerazione, grazie ad una pressione più elevata sui pneumatici determinata dal carico sull’asse posteriore, l’aderenza tenderà ad aumentare. In questo caso, però, dovrai fare attenzione a non accelerare troppo rapidamente in uscita di curva; il rischio, infatti, è di trovarsi ad affrontare un evidente sovrasterzo e, di

Auto sulla spiaggia

conseguenza, possibili testacoda.

I segreti della trazione anteriore

La trazione anteriore, invece, è presente soprattutto in vetture di dimensioni più contenute, che non richiedono grande abilità nella guida. Il vantaggio principale è la possibilità di godere di una migliore trazione su terreno fangoso o su asfalto innevato.
La potenza del motore, scaricata sull’asse anteriore, ha come conseguenza una dinamica di guida “ritardata”; questo sia in entrata che in uscita di curva. Pertanto, al fine di mantenere perfettamente il controllo, dovrai evitare possibili fenomeni di sottosterzo in uscita; per farlo ti sarà sufficiente accelerare mantenendo le ruote il più dritto possibile, effettuando tale operazione con gradualità.
In situazioni d’emergenza, invece, la trazione anteriore ti permetterà di ritrovare il controllo della vettura con maggiore facilità rispetto alla trazione posteriore.

La trazione integrale

Prendendo in esame la trazione integrale, a caratterizzarla è la forza del motore scaricata su entrambi gli assi. Questo rende la guida più pulita e, di conseguenza, sicura sia in frenata che in accelerazione. Potrai notare i benefici, in modo particolare, percorrendo fondi piuttosto sconnessi o che, comunque, offrono una scarsa aderenza. Anche trovandoti a percorrere una strada non asfaltata in forte pendenza i risultati ottenuti in termini di aderenza ti sorprenderanno.

Montaggio catene da neve e ruote motrici

Nell’introduzione abbiamo fatto un breve cenno al montaggio delle catene da neve. Entrando nello specifico, occorre indicare come questo dispositivo antineve (ma il discorso è valido anche per i trak e le calze), debba necessariamente essere montato sulle ruote motrici. Procedere al montaggio sugli altri pneumatici, infatti, renderebbe il dispositivo completamente inutile.

Se hai dubbi o domande su questo argomento ti consiglio di rivolgerti sempre al tuo gommista di fiducia per poter viaggiare tranquillo e in tutta sicurezza.

La rumorosità degli pneumatici: dallo stridio al fischio

Gli pneumatici rappresentano uno degli elementi più importanti dell’auto, e gli unici a diretto contatto con il fondo stradale. Per tale motivo, verificare lo stato delle gomme è fondamentale se si desidera guidare in tutta sicurezza. Degli pneumatici in buono stato determinano non solo l’elevata stabilità della vettura, ma anche il livello di maneggevolezza della stessa e il comfort a bordo. Tuttavia, anche se sei solito prestare la massima attenzione ai controlli periodici, potresti aver già avuto a che fare con i rumori generati dal rotolamento degli pneumatici. Se in molti casi questo fenomeno è legato ad un’aderenza non ottimale, in realtà esistono anche altri fattori. Scopriamo insieme perché le gomme fischiano.

I fattori che portano le gomme a fischiare in determinati frangenti

Il rumore proveniente dagli pneumatici può essere semplicemente una conseguenza dell’attrito che le stesse gomme generano nel percorrere la superficie stradale. Generalmente, si tende a differenziare tale rumore in: rumore dello stridio e del fischio.

Concentrandoci sul fischio, quest’ultimo ha luogo quando il livello dell’aderenza si viene a trovare vicino al suo limite massimo per la presenza di pneumatici usurati. Potrai udirlo sia nel momento in cui sottoponi le gomme ad una forte accelerazione, oppure affrontando ad alta velocità una curva secca. Non è raro che il fischio si verifichi anche ricorrendo ad una frenata d’emergenza.

Frenata d'emergenza in auto

Tieni presente che le stesse caratteristiche intrinseche degli pneumatici (sia a livello di battistrada, tasselli e mescola) possono dar luogo al fischio, così come una convergenza non ottimale delle ruote, delle sospensioni danneggiate e cattive condizioni del manto stradale.

Se l’usura è una delle principali cause della rumorosità, è opportuno indicare come anche un treno di gomme appena installato può non essere esente da fischi. In tal caso è un assestamento non corretto delle tele a provocarli. Normalmente, ti sarà sufficiente percorrere qualche chilometro perché tutto torni alla normalità.

Pneumatici a bassa rumorosità e importanza dei materiali

Come abbiamo già anticipato, il rumore può essere causato dalle vibrazioni derivanti dal contatto tra battistrada e fondo stradale. Più la superficie dello pneumatico è scanalata, maggiore sarà il rumore. L’attrito della gomma con l’aria può portare il rumore ad accentuarsi, al pari di una pressione non adeguata.
In commercio esistono diversi pneumatici a bassa rumorosità; acquistando uno di tali modelli ti consentirà di ovviare, almeno parzialmente, al problema. Queste gomme, se di ottima qualità, rispetto agli pneumatici comuni sono in grado di ridurre il rumore di 2/3.
Ricordati che anche i materiali utilizzati nella produzione delle gomme possono influire sul livello di rumorosità. Se devi acquistare un nuovo set cerca di rivolgere la tua attenzione su modelli in gomma morbida. Da evitare, da questo punto di vista, sono gli pneumatici larghi e quelli dotati di carcassa rinforzata.

Se hai bisogno di consigli e suggerimenti per i tuoi pneumatici puoi contattare uno dei nostri centri assistenza e valutare insieme ad un esperto quali sono le gomme più adatte alla tua auto.

D’inverno, tutti gli automobilisti che vivono in zone soggette a nevicate più o meno consistenti devono necessariamente ricorrere alla sostituzione degli pneumatici estivi con quelli invernali. Se ti ritrovi in questa descrizione, avrai già sicuramente sentito parlare delle gomme chiodate, che insieme alle catene rappresentano una delle due alternative possibili per guidare sulla neve in sicurezza. Trattandosi di una soluzione ormai poco usata, sebbene ancora prevista dal Codice della Strada, andremo oggi a spiegarti quando è possibile usare gli pneumatici chiodati e perché.

Come funzionano gli pneumatici chiodati?

Gomme invernali per autoGli pneumatici chiodati sono di fatto delle gomme invernali equipaggiate con appositi chiodi che sporgono dal battistrada per uno spessore non superiore a 1,5 mm. Su ogni gomma possono inoltre essere presenti dagli 80 ai 160 chiodi a seconda delle sue dimensioni e del disegno del battistrada. Il principio di funzionamento è invece piuttosto semplice: l’abbinamento fra le scanalature profonde e i chiodi sporgenti permette di ottenere un’ottima aderenza sulle strade innevate o ghiacciate, superiore addirittura a quella garantita dalle gomme invernali o dalle catene da neve.
Di contro, però, montando tali pneumatici non potrai superare i 90 Km/h sulle strade ordinarie e i 120 Km/h in autostrada, anche in assoluta assenza di neve o ghiaccio. Inoltre, l’elevato rumore di rotolamento può compromettere il benessere dei passeggeri, pertanto, considera sempre questo aspetto se decidi di montare tali gomme prima di un viaggio (anche di breve durata) con la tua famiglia.

Quando si possono montare?

In Italia, il Codice della Strada consente l’utilizzo di pneumatici chiodati nel periodo compreso fra il 15 novembre e il 15 marzo, a patto che vengano installate su tutte le ruote.
Nella maggior parte dei casi un treno di pneumatici invernali dotati di intagli lamellari ti consente comunque di circolare in sicurezza sulle strade ghiacciate o lievemente innevate. Quando lo strato di neve o ghiaccio sull’asfalto diventa tuttavia più consistente, occorrono misure più estreme come l’applicazione delle catene oppure l’installazione di pneumatici chiodati su tutte le ruote.

Quando conviene utilizzarli?

In caso di nevicate abbondanti l’utilizzo di catene o pneumatici da neve è praticamente obbligatorio.

Come capire, dunque, quale sia la scelta migliore? Innanzitutto devi considerare i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le soluzioni. Le catene da neve, infatti, puoi portarle sempre con te e montarle all’occorrenza sui normali pneumatici invernali. Di contro, la loro installazione richiede tempo e una buona dose di esperienza e manualità.
Nel caso in cui ti trovassi spesso a guidare su strade innevate, può essere invece conveniente optare per il montaggio delle gomme chiodate, che ti permettono di viaggiare in sicurezza senza l’ausilio delle catene. In tal caso, comunque, ricordati che dovrai ridurre la velocità di marcia fino ai limiti consentiti e sopportare la maggiore rumorosità delle gomme.
Prima di effettuare tale scelta, comunque, rivolgiti sempre a un centro di assistenza pneumatici per avere ulteriori consigli e delucidazioni.

Il cambio gomme rappresenta un obbligo di legge; è il codice della strada, nello specifico, ad occuparsi della sua regolamentazione. Se nei mesi più freddi la tua auto ha beneficiato della presenza di pneumatici invernali, la stagione primaverile, si caratterizza per giornate più lunghe e soleggiate, e temperature destinate a raggiungere valori sempre più elevati con il passare dei giorni. Proprio per questo, come ogni anno, a partire dal 15 aprile scatta l’obbligo della sostituzione delle gomme di tipo M+S con gli pneumatici estivi. Se te ne sei dimenticato non preoccuparti; avrai tempo un mese per metterti in regola, visto che il termine ultimo per non incorrere in sanzioni è fissato al 15 maggio.

I vantaggi delle gomme estive

Le gomme estive garantiscono prestazioni ottimali nei mesi più caldi dell’anno, soprattutto in termini di tenuta di strada. A distinguere gli pneumatici estivi dai modelli invernali è, innanzitutto, la differente miscela (minore percentuale di gomma naturale per una maggiore elasticità). I tasselli, in tale tipologia di gomme, sono pieni e non dotati di sottili intagli come quelli degli pneumatici invernali. Sarà percorrendo tratti d’asfalto bagnato che potrai renderti conto delle performance delle gomme estive. La presenza di 3 scanalature longitudinali ti permetterà di affrontare l’acqua senza timore. Il rischio di incorrere nel fenomeno dell’aquaplaning, in questi casi, è molto limitato. Prestazioni migliori si associano ad un minor consumo di carburante.

Cambio gomme estate 2018Le eccezioni al cambio gomme

Sono due le eccezioni ammesse dal codice della strada in merito alla sostituzione delle gomme invernali. Il primo caso ha per oggetto le auto che montano un set di gomme 4 stagioni. Tali pneumatici, infatti, sono progettati per garantire buoni livelli di performance in qualunque periodo dell’anno. Questo senza mettere a repentaglio la sicurezza di chi guida, degli eventuali passeggeri e dei veicoli incontrati lungo la strada. Normalmente le 4 stagioni sono consigliate ai possessori di veicoli di piccole dimensioni abituati a percorrere un numero esiguo di chilometri nel corso dell’anno.

La seconda eccezione fa riferimento alle gomme che presentano un indice di velocità uguale (oppure superiore) a quello riportato sulla carta di circolazione.

Non hai idea di quale sia l’indice di velocità dei tuoi pneumatici? Lo troverai sulla spalla della gomma, con una lettera seguita da un numero; è proprio quest’ultimo ad indicare la velocità massima che il tuo veicolo è in grado di raggiungere.

Mancato cambio? Ecco le sanzioni

Le persone che non procedono alla sostituzione delle gomme invernali con gli pneumatici estivi entro il 15 maggio sono soggette a sanzioni amministrative, così come previsto dal codice della strada. Tali sanzioni vanno da un minimo di 422 euro ad una cifra massima di 1.682 euro. Alle contravvenzioni si aggiunge il ritiro del libretto di circolazione.

Montaggio fai da te e pneumatici usati: è la scelta migliore?

Prima di procedere alla sostituzione delle gomme tieni presente che affidarsi ad un professionista in materia ha dei vantaggi non indifferenti, sia in termini di tempo che di montaggio corretto del set di pneumatici. Se, invece, hai pensato di procedere all’acquisto di gomme usate, ricordati che non è semplice valutare il livello di usura raggiunto. Inoltre, in molte occasioni, la differenza di prezzo tra gomme nuove e usate è minima, tanto da non giustificare la seconda opzione.

Ti è mai capitato di fare l’inversione delle gomme dell’auto? Sicuramente il tuo gommista te l’avrà proposto, durante un controllo dello stato degli pneumatici o quando gli hai chiesto di rimontare le tue vecchie gomme invernali. Probabilmente hai acconsentito a questo piccolo intervento, magari senza sapere perché è necessario.

Scopriamo quindi perché le gomme vanno invertite e come si fa.

Perché invertire le gomme?

L’inversione delle gomme, detta anche permutazione, è un intervento che richiede poco tempo ma che è importante per la sicurezza tua e della tua famiglia. Cambiare la posizione delle ruote, infatti, è necessario perché l’usura di tutti e quattro gli pneumatici sia uniforme. Se ti chiedi come mai le gomme non si usurino tutte allo stesso modo, pensa che nella maggior parte delle auto le ruote motrici e direzionali sono quelle anteriori, che devono anche sopportare maggiori sollecitazioni durante la guida.

Se non vuoi trovarti con gli pneumatici anteriori da buttare e quelli posteriori ancora in buone condizioni, è quindi consigliabile l’inversione le gomme, indicativamente ogni 10000 km di strada.
Attenzione, però: non tutte le case produttrici di auto e pneumatici consigliano l’inversione delle gomme. Fai sempre riferimento ai loro consigli prima di intervenire.

Come si invertono le gomme?

Prima di passare alla permutazione delle gomme, occorre decidere la posizione in cui andranno gli pneumatici. Il vecchio metodo prevedeva che le ruote anteriori fossero semplicemente spostate indietro, mantenendo lo stesso lato, mentre le ruote posteriori fossero montate in avanti incrociate, cioè lo pneumatico posteriore destro andasse anteriormente a sinistra e viceversa.

Oggi solitamente le gomme vengono scambiate tra anteriori e posteriori mantenendole sullo stesso lato, decisione che diventa obbligatoria se gli pneumatici sono direzionali o hanno un battistrada a disegno asimmetrico-direzionale.

Invertire le gomme della propria auto da soli

Posso invertire le gomme da solo?

Se possiedi gli attrezzi giusti, l’esperienza e la manualità, puoi effettuare l’inversione delle gomme da solo. In caso contrario, per il tuo benessere e quello dell’auto, rivolgiti ad un gommista.

Per portare a termine la permutazione delle gomme, ti basterà seguire questi semplici passaggi:

  • Parcheggia l’auto in un luogo pianeggiante e inserisci il freno a mano.
  • Rimuovi i corpicerchi.
  • Usa il cric per sollevare l’auto, facendo in modo che tutte le ruote siano sospese.
  • Svita i bulloni utilizzando l’avvitatore pneumatico e mettili in un posto sicuro.
  • Svita la gomma e poggiala delicatamente a terra.
  • Ripeti le operazioni precedenti per tutte le gomme, ricordando la posizione che occupavano prima.
  • Solleva la gomma per metterla nella sua nuova sede e sistemala bene.
  • Avvita i bulloni per fermare la gomma, prima a mano e poi con l’avvitatore automatico.
  • Una volta montate tutte le gomme, riporta l’auto a terra.
  • Rimonta i copricerchi.

Ora sei pronto a partire per il tuo prossimo viaggio!

Tra le verifiche periodiche da effettuare sul proprio veicolo, il controllo della pressione degli pneumatici è imprescindibile. Infatti, solo delle gomme gonfiate alla giusta pressione sono in grado di garantire sicurezza e stabilità su qualunque tracciato.

A beneficiare di una pressione ottimale sono anche tempi di frenata e consumi. Utilizzando quotidianamente una vettura, le ruote di un veicolo sono destinate inevitabilmente a perdere pressione. Per tale motivo, è necessario procedere ad una verifica senza far trascorrere più di 2 o 3 mesi.

Gonfiare le gomme: il valore ottimale

Ma qual è la “giusta” pressione di una gomma?

Innanzitutto tieni presente che ogni produttore fornisce un’indicazione specifica della pressione per ognuno dei modelli proposti. Normalmente i valori sono compresi tra i 2 e i 2,4 bar (l’unità di misura della pressione negli pneumatici) anche se, in alcuni casi, è possibile arrivare fino a 3 bar. La pressione delle gomme anteriori e posteriori non deve necessariamente coincidere. Per scoprire la pressione ideale del tuo veicolo ti sarà sufficiente leggere quanto riportato sul libretto di circolazione.

Compressore e manometro: gli accessori indispensabili

Se non vuoi rivolgerti al gestore di una pompa di benzina per gonfiare gli pneumatici accertati di avere a disposizione un compressore ed un manometro. Potrai acquistare quest’ultimo in qualsiasi negozio specializzato in autoricambi, nell’officina di un gommista o, ancora, da un ferramenta, nei negozi dediti al bricolage o su internet. Scegliendo un manometro portatile risparmierai denaro ed entrerai in possesso di un accessorio leggero e semplice da trasportare.

Gonfiare le gomme dell'auto

Come gonfiare le gomme?

Prima di misurare la pressione accertati che il tuo veicolo sia sufficientemente “freddo”. Questo significa che, per ottenere una misurazione accurata, dovrai lasciarlo a motore spento per alcune ore. Soddisfatta tale condizione inizia le operazioni togliendo i tappi alle valvole degli pneumatici. Procedi gonfiando ogni ruota con la pompa del compressore, semplicemente collegando pompa e valvola e avviando il compressore stesso. Cerca di mantenere il tubo in posizione. Se non hai mai effettuato tale operazione in precedenza potresti avere qualche difficoltà nel direzionare perfettamente il flusso d’aria. Se noti che parte dell’aria tende a finire fuori dalla valvola fermati e riposiziona la pompa. Ricordati che, in molti casi, una dozzina di secondi sono sufficienti per riportare gli pneumatici alla pressione ottimale.

Gomma bucata? Affidati ad un kit di emergenza per il gonfiaggio

Quanto indicato nei precedenti paragrafi fa parte delle normali operazioni di manutenzione. In realtà, potresti avere la necessità di gonfiare una gomma anche in seguito di una foratura. In tali occasioni, il ruotino di scorta è la soluzione più comune, ma non tutti sono in grado di effettuare la sostituzione. Una persona anziana o una donna potrebbero avere difficoltà nel sollevare la ruota con il cric, e nello svitare i bulloni. Fortunatamente, il mercato propone dei kit appositi, attraverso i quali è possibile percorrere diversi chilometri prima di essere obbligati ad una sosta dal gommista. È una capsula formata da aria, azoto e CO2 a gonfiare gli pneumatici senza alcuna fatica. Se, fino a poco tempo fa, tale capsule erano unicamente usa e getta, ora è possibile ricaricarle anche avvalendosi di un compressore.

Ricorda inoltre che per qualsiasi dubbio sulle condizioni degli pneumatici della tua auto puoi sempre rivolgerti al tuo gommista di fiducia.

A chi non è mai capitato di incappare in una buca? La mancata manutenzione degli enti preposti e le abbondanti precipitazioni, soprattutto nei mesi invernali, rendono sempre più spesso le nostre strade un vero e proprio colabrodo.

Anche il percorso che compi ogni giorno con la tua famiglia può rivelarsi insidioso: basta una nuova buca, non segnalata e poco visibile per compromettere il tuo benessere e l’integrità del tuo veicolo. Ma se la tua auto o la tua moto sono state danneggiate in seguito al passaggio su buche stradali, è possibile chiedere il risarcimento? E come?

Cosa fare appena avviene l’incidente

Hai appena preso una buca: la macchina ha subito uno scossone e hai sentito dei rumori ben poco rassicuranti. La prima cosa da fare è mantenere la calma, interrompere il viaggio e fermare il veicolo in una posizione sicura, segnalandolo con il triangolo.

La documentazione delle circostanze ti porterà via un po’ di tempo, ma cerca di essere il più scrupoloso possibile. Per prima cosa, scatta una fotografia panoramica della strada, inquadrando anche la buca. Avvicinati quindi al manto stradale sconnesso e documenta le dimensioni della buca più da vicino, se necessario paragonandole con la grandezza di un accendino, un cellulare o un mazzo di chiavi. Puoi anche inserire degli oggetti nella buca per renderne più chiara la profondità nella fotografia. Passa quindi a fotografare i danni subiti dal mezzo. A questo punto, chiama la Polizia Stradale o i Carabinieri, per far annotare l’intervento e confermare la presenza della buca. Questo passo non è fondamentale, a meno che l’incidente non avvenga in autostrada.

Buca sulle strisce pedonaliCome scrivere la lettera per chiedere il risarcimento

Ora che hai raccolto tutta la documentazione fotografica necessaria, informati su chi sia l’Ente proprietario della strada. Di solito, il proprietario di una strada urbana è il Comune, delle strade extraurbane si occupa la Provincia o la Regione e l’autostrada appartiene a Autostrade S.p.a. Indirizza quindi una lettera all’ente preposto, indicando con la maggior precisione possibile luogo, data e ora dell’incidente, direzione di marcia del veicolo e danni che ha subito, posizione della buca ed eventuale intervento delle Forze dell’Ordine. Allega inoltre le prove fotografiche dell’esistenza, della posizione e delle dimensioni della buca e dei danni subiti dal veicolo, fotocopia della tua patente e il preventivo o la parcella del meccanico.

I requisiti per chiedere il risarcimento

Un requisito fondamentale per poter richiedere il risarcimento è l’assenza di segnali, anche mobili, che indichino che il manto stradale è deformato. È inoltre molto importante documentare il danno subito dalla tua auto, poiché dovrà essere visionato dall’assicurazione dell’Ente che poi ti risarcirà. In mancanza di foto, potresti ottenere un risarcimento insufficiente o non riceverlo affatto. Ricorda che è necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine se il tuo veicolo viene danneggiato dalle buche in autostrada.

Inoltre per viaggiare in sicurezza assicurati che le gomme della tua auto non abbiano subito danni anche lievi e contatta subito un gommista di tua fiducia.

Fino a pochi anni fa gran parte degli automobilisti era solito non attribuire la giusta importanza al fattore sicurezza. Anche le persone abituate a guidare tutti i giorni avevano la tendenza a recarsi dal meccanico solamente quando l’auto diventava inservibile, oppure in caso di incidente.

La situazione, fortunatamente, sembra essere cambiata negli ultimi tempi, grazie ad una maggiore consapevolezza derivante da diverse campagne governative in tema di sicurezza stradale.
Particolarmente importante, in questo ambito, è la “salute” degli pneumatici, unico elemento della vettura ad essere a diretto contatto con il terreno. Specialmente in inverno, la scelta della gomma giusta è indispensabile, vista la possibile presenza di asfalto ghiacciato, bagnato o innevato.

Hai sentito parlare positivamente delle gomme da neve, ma sei finora rimasto legato alle tradizionali catene? Continua a leggere per avere indicazioni in merito alla scelta migliore.

Le catene: pro e contro

I produttori di catene da neve hanno via via affinato le proprie proposte, arrivando ad offrire modelli sempre più pratici e semplici da montare.
Uno dei vantaggi delle catene è rappresentato dal fatto di poter essere applicate su qualsiasi pneumatico. Il loro impiego risulta estremamente utile quando sulla strada sono presenti ghiaccio e neve.
Tuttavia, la scelta deve essere effettuata con attenzione; non è sufficiente comprare il primo modello disponibile, magari approfittando di un’offerta allettante. Verifica sul libretto di manutenzione della tua auto prima di procedere all’acquisto. Auto sportive necessitano di catene diverse dai modelli ideali per le utilitarie. Allo stesso tempo, le catene dei SUV non si adattano ad altre tipologie di vetture. Prendere le misure degli pneumatici è fondamentale. Le catene da neve devono essere montate sulle ruote motrici; se possiedi un veicolo a trazione integrale leggi quanto riportato sul libretto d’uso; solo così sarai certo di montarle sull’asse giusto.

Catene neve

Due sono i punti deboli delle catene. Innanzitutto, devono essere utilizzate solo su strade innevate o ghiacciate. Questo significa che, partendo per un viaggio, non potrai montarle in “previsione” di una nevicata. Quando i primi fiocchi inizieranno a cadere ti dovrai fermare ai bordi della strada, mettere le 4 frecce, indossare il giubbottino, scendere ed effettuare l’operazione. Il secondo aspetto negativo è la ridotta velocità di marcia. Un’auto che sta circolando con le catene non può superare i 50 km/h; a tale velocità potrai percorrere anche 120 km su una strada tornata asciutta dopo una nevicata.

La rivoluzione ha un nome: pneumatici da neve

Un’alternativa alle catene che sta riscontrando sempre più favori è costituita dalle gomme da neve, o pneumatici invernali. Potrai sostituirli ai pneumatici estivi indipendentemente dalle condizioni stradali, purché questo avvenga nel periodo previsto dalle normative attualmente vigenti. È al di sotto dei 7° che le performance delle gomme estive si riducono notevolmente, rendendo indispensabile la loro sostituzione. Gli pneumatici invernali, grazie alla presenza della silice, si scaldano rapidamente. Inoltre, la configurazione a lamelle del battistrada consente a tali gomme di “aggrapparsi” al fondo stradale, evitando possibili slittamenti. Con il passare del tempo le case produttrici sono state in grado di eliminare anche due “difetti” di tali gomme, ossia il rumore di rotolamento e il fatto di richiedere una velocità di crociera piuttosto ridotta, seppur superiore a quella necessaria per le catene.

Da quanto riportato in questo articolo avrai dedotto che gli pneumatici da neve non rappresentano più soltanto un’alternativa alle catene risultando, in realtà, la scelta ideale. Solo quando lo strato di neve da affrontare è imponente, oppure nel caso di partenze in pendenza su fondi ghiacciati, ossia in situazioni molto rare, che le catene non hanno rivali.

Mi raccomando fai la scelta più giusta per la tua auto affinché la tua sicurezza e quella dei tuoi passeggeri sia garantita. Se vorrai puoi contattare il centro assistenza più vicino a te che potrà aiutarti e consigliarti al meglio.

Nonostante le moderne tecnologie disponibili, inclusi sistemi innovativi di apertura e chiusura delle portiere, il furto dell’auto rappresenta ancora oggi uno dei maggiori pericoli per chi vive in città.

Trovarsi costretti a parcheggiare in luoghi isolati, o in orari nei quali è il buio a favorire eventuali malintenzionati, aumenta considerevolmente i rischi.

Subire un furto è sempre spiacevole, in particolar modo quello delle vetture, indispensabili nella società moderna. Qualora ciò dovesse accadere, seguendo quanto riportato nelle seguenti righe troverai alcuni consigli su come comportarti, sempre cercando di non perdere completamente la calma.

La denuncia ai carabinieri e il ruolo del Pra

Un ladro sta rubando un'autoLa prima cosa da fare, nel caso tu sia stato vittima del furto dell’auto, consiste nel recarsi al comando dei Carabinieri (o di Polizia). Il personale provvederà a raccogliere la denuncia e a trascriverla. Assieme all’auto, molto probabilmente anche libretto di circolazione e certificato di proprietà avranno preso il volo. Ricordati di notificare la loro scomparsa al momento della denuncia.

Una volta conclusa la fase relativa alla denuncia dovrai rivolgerti al Pra (acronimo di Pubblico Registro Automobilistico) al fine di procedere con l’Annotazione di perdita di possesso. Tale operazione è essenziale per consentire l’aggiornamento dello stato giuridico della vettura, interrompendo il decorrere della tassa automobilistica.

Ti verranno richiesti alcuni documenti; il primo è rappresentato dalla copia della denuncia di furto (al suo posto potrai presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione, in cui dichiarerai di aver provveduto alla denuncia stessa). Il PRA si occuperà anche del ritiro del certificato di Proprietà, se ancora in tuo possesso.

La comunicazione all’assicurazione

Avvisare l’assicurazione su quanto avvenuto, indipendentemente dal fatto che il veicolo sia coperto o meno, è fondamentale; avrai 3 giorni per farlo. Provvedendovi immediatamente permetterai alla compagnia di attivarsi per dar luogo al risarcimento.

La compagnia necessita, per mandare avanti la pratica, di alcuni documenti, libretto e certificato di proprietà in primis. Se questi ultimi si trovavano in auto al momento del furto, quanto riportato sulla copia della denuncia in merito. Sarai tenuto a rilasciare alla compagnia anche tutte le copie delle chiavi dell’auto.

Il ritrovamento del veicolo: come agire?

Per quanto difficile, fortunatamente non è così raro che un’auto rubata sia oggetto di ritrovamento. Quando ciò accade, dovrà essere verbalizzato alle autorità competenti.

Entro 40 giorni, inoltre, ricordati di presentare il “rientro in possesso”. È grazie a quest’ultimo che sarà possibile far decorrere nuovamente la tassa automobilistica. Per quanto riguarda la documentazione necessaria in questo frangente, dovrai sempre presentare il certificato di proprietà. Come già segnalato precedentemente, in sua mancanza ti sarà sufficiente presentare la denuncia, purché questo fatto sia stato segnalato nella stessa.

Al momento del ritrovamento comunica la piacevole novità alla tua compagnia assicurativa. Oltre alla copia della denuncia, ti saranno richiesti un estratto della cronologia del Pra e la copia del certificato di chiusura inchiesta (quest’ultimo rilasciato direttamente dalle autorità). Se la tua auto è stata sì ritrovata, ma in condizioni non ottimali, un sopralluogo effettuato da un perito della compagnia è assolutamente necessario.

Inoltre dopo aver fatto tutto ciò, ricorda di far controllare la tua auto da un professionista di tua fiducia per assicurarti che sia tutto in ordine per poterti rimettere alla guida in tutta sicurezza.