Sono 5 i gruppi di produttori a spartirsi gran parte del settore pneumatici. Nello specifico stiamo parlando di Bridgestone, Continental, Goodyear, Michelin e Pirelli.

Esaminando i dati di vendita relativi all’anno 2015, a primeggiare in classifica è stata la giapponese Bridgestone, capace di superare quota 24 miliardi di euro di ricavi. Alle sue spalle si sono piazzati Michelin, Goodyear, Continental e Pirelli, con crescite tra l’1 e l’8 per cento. Da segnalare dietro a questi colossi Sumitomo (gruppo in possesso di Falken e Dunlop), la coreana Hankook, Yokohama e Maxxis. A completare la top ten il gruppo Giti Tire, di origine giapponese.

Prosegui nella lettura se desideri approfondire le tue conoscenze in merito al mercato degli pneumatici.

Quali sono i marchi di maggior successo in Europa?

Ti stai chiedendo quale sia stato il marchio ad aver registrato in 20 Paesi del Vecchio Continente, tra l’agosto del 2018 e il luglio del 2019, il maggior numero di ricerche online? La risposta è Michelin. Il produttore francese ha trionfato in Paesi come Italia, Francia e Spagna.

Spetta invece a Continental la medaglia d’oro in Germania. Sempre Continental, affiancata da Michelin, ha primeggiato nel Regno Unito.

Nell’Europa dell’Est si sono messi in evidenza altri marchi, da Hankook a Lassa, fino a Nokian e Nexen. Curiosamente Goodyear, pur ottenendo un posizionamento non indifferente in gran parte del suolo europeo, si è issata fino al primo posto esclusivamente in Bielorussia.

Continental e Pirelli: idee innovative per il futuro

Pneumatici PirelliUn mercato ricco di proposte e, di conseguenza, caratterizzato da una concorrenza sempre più “spietata”, ha convinto diversi marchi a operare importanti investimenti. L’obiettivo è adeguarsi a un panorama in progressiva evoluzione, indirizzato con decisione verso la mobilità elettrica. Continental, ad esempio, ha recentemente annunciato la ristrutturazione del comparto automotive. Ma il gruppo ha moltiplicato gli sforzi anche in settori meno noti, includendo agricoltura e truck.

Pirelli, dal canto suo, dispone di una gamma di pneumatici altamente specializzata, confermando per l’ennesima volta nella sua storia la sua capacità nell’innovare il mercato. Non dimenticare come sia stata proprio Pirelli il precursore del concetto di cambio stagionale degli pneumatici. Ben 60 anni fa, infatti, la casa milanese ha ideato il Battistrada Separato 3, meglio noto come BS3. La presenza di un battistrada intercambiabile permetteva, senza dover provvedere allo smontaggio dello pneumatico dal cerchio, di disporre di un treno gomme ideale per i mesi più caldi, e di un secondo treno per il periodo invernale. Oggi, dopo più di mezzo secolo, gli pneumatici invernali più richiesti sono Scorpion Winter, Cinturato Winter e P Zero Winter, consigliati rispettivamente per Suv, auto sportive e compatte.

Il mercato delle sottomarche

Prima di concludere questa disamina delle marche di pneumatici più diffuse dedichiamo qualche riga alle sottomarche.

Se BF Goodrich, nata ad Akron (curiosamente la città d’origine di Goodyear), si è specializzata nella nel 4×4, la francese Kleber, la giapponese Riken, il marchio polacco Kormoran e la serba Tigar sono state assorbite dal gruppo Michelin. A sua volta, il marchio Uniroyal si è distinta per una particolare strategia. La filiale nordamericana è stata oggetto di acquisizione da parte di Michelin; quella europea, invece, è entrata a far parte del gruppo tedesco Continental.

Con l’arrivo dei primi freddi, le giornate si accorciano, si tirano fuori i piumoni dagli armadi e…si cambiano le gomme dell’auto. In molte regioni e comuni italiani, infatti, già dal 15 ottobre è tempo di munirsi delle dotazioni invernali obbligatorie, un accorgimento che ha il dichiarato scopo di garantire la tua sicurezza alla guida e il benessere di tutti gli utenti della strada. Se anche tu hai scelto il SUV come auto di famiglia, saprai certamente che gli pneumatici invernali sono il modo migliore per migliorare la trazione, anche se integrale, tra la vettura e il manto stradale. Il cambio gomme, quindi, si avvicina, ma quali sono i migliori pneumatici per SUV per la stagione invernale?

I criteri da valutare

Per prima cosa, occorre specificare che non esistono delle gomme migliori in assoluto, ma la scelta delle gomme per l’inverno va effettuata considerando l’uso che si fa della vettura e le condizioni atmosferiche attese per l’inverno. Se abiti in montagna e prevedi abbondanti nevicate, potresti scegliere degli pneumatici chiodati, che sono invece assolutamente sconsigliati per la città. Bisogna inoltre distinguere tra pneumatici touring, pensati per garantire il massimo comfort al volante, e gomme performance, scelte da chi predilige una guida sportiva.

Le mieGomme invernali adatte per i SUV proposte

I miei suggerimenti prendono in considerazione gli pneumatici con le misure 215/65 R16, gomme che è possibile montare su moltissimi modelli di SUV in circolazione. Stando ai test del Touring Club svizzero, il miglior pneumatico invernale della categoria è il Winter Sport 5 di Dunlop, ottimo sia per chi ha una guida sportiva sia per chi predilige la sicurezza, che ha ottime performance sul bagnato e garantisce un interessante risparmio di carburante. Le g-Force Winter 2 di BF Goodrich hanno ottenuto invece il miglior voto sulla neve, ma sono superate dalle UltraGrip Performance Gen-1 della Goodyear per i ridotti consumi e la scarsità di rumore prodotto. Una buona gomma performance è anche la Eskimo HP2 di Sava, la migliore sul ghiaccio.

Come riconoscere gli pneumatici invernali

Le gomme termiche sono caratterizzate dalla scritta “M+S” (o “MS”, “M-S”, “M&S”) presente sul fianco dello pneumatico, oppure dal disegno di un fiocco di neve, a volte rappresentato all’interno di una montagna o di un quadrato. M+S sta per “mud+snow”, cioè fango e neve, per indicare la loro particolare efficacia su strade innevate, bagnate e viscide, mentre il fiocco mostra semplicemente che le gomme in questione sono omologate per il mercato americano.

Perché scegliere pneumatici invernali?

Incoraggiati dalle ottime capacità di trazione del SUV, alcuni preferiscono montare sulla propria auto delle gomme quattro stagioni, adatte per ogni tipo di clima. Sebbene anche la maggior parte degli pneumatici di questo tipo adempia agli obblighi di legge, la differente composizione della loro mescola riduce l’aderenza stradale non appena ci si mette in viaggio con temperature inferiori ai 7°C. Gli pneumatici invernali sono quindi la scelta migliore per tutti coloro che guidano in zone in cui le temperature invernali sono basse.

 

Utilizzi abitualmente l’automobile, e desideri massimizzare la sicurezza di chi si trova a bordo? Allora sarai certamente consapevole dell’importanza assunta dagli pneumatici, unico elemento della vettura a diretto contatto con il terreno. Se pensi sia giunto il momento di sostituire le gomme, ma vuoi risparmiare sul loro acquisto, hai la possibilità di rivolgerti al mercato dell’usato. Tuttavia, per evitare di ritrovarti a che fare con pneumatici tutt’altro che sicuri, è meglio prendere in esame alcuni aspetti. Prosegui nella lettura per capire come scegliere un treno di gomme usate realmente valido.

Gli pneumatici di recupero: alcune considerazioni

Non sono pochi gli automobilisti a richiedere gomme di recupero, ossia pneumatici che presentino un battistrada non ancora completamente usurato. Trattandosi di gomme “al limite”, il rischio di non fare un vero e proprio affare è elevato. Occorre anche tenere conto che non è possibile avere informazioni in merito alla provenienza dei modelli usati e poi rimontati su un’altra vettura. Inoltre, più spesso di quanto si pensi chi le vende non rispetta pienamente quanto previsto dalle norme di natura fiscale.

Optando per un treno di pneumatici usati non potrai neppure far valere la garanzia di 24 mesi, limitata alle gomme nuove. Ma l’aspetto che più di ogni altro merita di essere ricordato è la sicurezza stradale, messa a repentaglio da un’aderenza non soddisfacente, e da possibili quanto improvvisi scoppi.

Pneumatici ricostruiti: cosa sono e perché fidarsi

Passiamo ora ad esaminare gli pneumatici “ricostruiti”. Tale termine fa riferimento a copertoni ospitanti un nuovo battistrada, proveniente da gomme intatte. È questo a garantire agli acquirenti gomme affidabili. Le norme europee su tale tipologia di gomme prevedono una serie controlli obbligatori; un altro elemento che assicura gli acquirenti in merito alla bontà dei modelli. Non può però essere dimenticato uno svantaggio: il prezzo delle gomme ricostruite è ormai in molti casi simile a quello degli pneumatici nuovi.

Comprare un treno di auto nuove invece che usateChe aspetti prendere in considerazione prima di comprare gomme usate?

Trovandosi al cospetto di un treno di gomme usato, è necessario non limitarsi a osservarne l’aspetto. Se possibile, tocca con mano la superficie di ognuna di esse. Il primo controllo da effettuare consiste nell’accertare la data di produzione, indicata sul tallone: affidati solo a gomme il cui DOT è piuttosto recente.

Per quanto concerne lo spessore del battistrada, verificare che quanto dichiarato dal venditore corrisponda a realtà, ossia che lo stesso battistrada sia stato misurato nella parte interna, in prossimità delle spalle e lungo l’intera superficie di contatto. Così facendo non rischierai di comprare gomme sottoposte a convergenza o campanatura delle ruote sbagliate. Allo stesso tempo, sarai certo di trovarti tra le mani gomme soggette in modo omogeneo ad usura. Diffida delle gomme dall’aspetto eccessivamente lucido e plasticoso. Con ogni probabilità la mescola sarà stata oggetto di svecchiamento al fine di celare gli effetti dell’ossidazione.

Fatto salvo quanto scritto finora, se hai a disposizione qualche minuto verifica su ogni pneumatico (anche su quelli nuovi), la possibile presenza di tagli, irregolarità e bozzi. Ricordati che la sicurezza deve essere sempre trovarsi al primo posto quando si parla di guida.

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Gli pneumatici rappresentano l’unico elemento della vettura a diretto contatto con il terreno. Disporre di gomme in perfetto stato è l’unico modo per garantire la massima sicurezza a guidatore e passeggeri. In presenza di gomme lisce o usurate le frenate si dimostrano meno efficaci, esponendo chi si trova a bordo a rischi evitabili procedendo a una semplice sostituzione. Ma che esborso comporta l’acquisto di un nuovo treno di pneumatici? Prosegui nella lettura per avere informazioni utili non solo sui costi, ma anche sui fattori che li determinano.

Sostituzione di uno, due o quattro pneumatici e costo delle gomme

Nel caso in cui una foratura ti costringa a sostituire un unico pneumatico, considera che quello nuovo dovrà presentare le stesse caratteristiche della gomma da cambiare. È necessario che il nuovo modello sia stato realizzato dal medesimo produttore, e che disponga di uguali dimensioni. La gomma, infatti, dovrà caratterizzarsi per pari disegno/struttura, e gli stessi indici relativi a velocità e peso. Se è tua intenzione sostituire una coppia di pneumatici, meglio optare per quelli che si vengono a trovare nell’asse posteriore. Per quale motivo? Per assicurare una maggiore aderenza. Ovviamente, acquistare in una volta sola l’intero treno gomme comporta un esborso più elevato. Allo stesso tempo, ti garantirà una maggiore libertà nella selezione delle nuove gomme. Ti permetterà, inoltre, di acquistare gomme di una marca diversa, purché adatte al veicolo da te condotto. In base alle tue abitudini di guida, e ai chilometri percorsi, la ricerca potrà premiare pneumatici più resistenti all’usura, o più performanti. Hai individuato un treno di gomme che reputi ideale, ma ritieni il prezzo eccessivo? Non dimenticare che sono proprio le prestazioni, la qualità dei materiali, il comfort e la longevità a determinarlo.

Dimensioni delle gomme e produttore: due fattori che influiscono sulla spesa finale

Se sei in possesso di una vettura di serie, oppure di una berlina, il costo da sostenere per la sostituzione degli pneumatici non sarà particolarmente ingente, variando tra i 50 e i 75 euro per ruota. Al contrario, guidando un SUV o un’auto sportiva, la spesa potrà raddoppiare fino a raggiungere, in alcuni casi, anche i 300 euro per ciascuna gomma. Un buon consiglio, prima di scegliere a chi affidarsi, consiste nel verificare le dimensioni degli pneumatici e, in seguito, contattare più meccanici richiedendo una serie di preventivi. Ti sei rivolto a un gommista, o a un’officina, per sostituire le coperture stagionali? Se non dovessi disporre di spazio sufficiente (un garage, una cantina), potresti richiedere all’officina stessa di conservare le coperture. Questa spesa (di circa 30 euro) andrà ad aggiungersi al costo degli pneumatici.Un gommista installa un nuovo treno di gomme su un'auto

Costi di installazione

Nel momento in cui si procede all’acquisto di un nuovo treno gomme non è possibile dimenticare i costi relativi all’installazione e al bilanciamento. Di solito, l’importo da corrispondere non supera i 20 euro per ruota. Non è raro che acquistando gli pneumatici direttamente dal gommista, il prezzo dell’installazione venga fortemente scontato. A volte si trovano offerte che comprendono nella cifra richiesta la garanzia da eventuali forature e danni accidentali. Esistono anche garanzie legate al chilometraggio, volte ad assicurare il cliente sulla durata del pneumatico (per un determinato numero di chilometri, dai 30.000 ai 200.000). Perché tale garanzia sia valida saranno essenziali le operazioni di manutenzione e rotazione, ma anche l’allineamento (in mancanza, gli pneumatici potrebbero usurarsi prematuramente).

Controllare lo stato delle gomme è una premura necessaria per godere di una vettura efficiente e sicura. La scelta del gommista è determinante : devi affidarti ad un professionista competente, capace e sempre disponibile e offrirti chiarimenti, spiegazioni e soluzioni ai tuoi problemi.  Il gommista dovrà occuparsi della manutenzione degli pneumatici e di tutti gli accorgimenti che ti consentono di viaggiare serenamente senza incorrere nel rischio di imprevisti o di sanzioni.  Infatti, a seconda del periodo dell’anno dovrai cambiare l’equipaggiamento della tua vettura e sottoporre la tua auto a controlli per evitarne un’eccessiva usura. Di seguito, potrai leggere alcuni consigli utili nella scelta del gommista.

Stretta di mano e fiducia tra cliente e gommista espertoCompetenze e tecnologia al tuo servizio

La corretta manutenzione delle gomme è fondamentale non solo per ragioni di sicurezza ma anche per assicurare delle performance ottimali all’automobile che si traducono in un minor dispendio di risorse e nel corretto funzionamento di tutte le sue componenti.  Per verificare lo stato delle gomme e di tutte le componenti correlate è necessaria una strumentazione idonea e moderna. Dovrai scegliere il gommista anche in base all’organizzazione dell’autofficina e la presenza di strumentazione tecnica  e la presenza marchi noti e rinomati sarà un indice di affidabilità. Soltanto un professionista attento alle novità del mercato e all’utilità della tecnologia potrà fornirti un servizio sicuro e all’avanguardia.

Chiarezza e cordialità fanno la differenza

Un fattore importante nella valutazione di un professionista è la chiarezza con cui descrive i propri servizi. Se non sei un esperto in questo campo avrai bisogno di qualcuno che ti illustri con semplicità e obiettività le proprie prestazioni, ti aiuti ad interpretare le indicazioni riportate sul libretto dell’auto e ti consigli nella scelta del set di gomme  adatto alla tua auto, nella manutenzione e in caso di interventi straordinari. Presso i nostri centri assistenza troverai gommisti esperti che ti assicureranno un’assistenza diffusa sul territorio e sempre costante.

Controllare le gomme non basta: le conseguenze di una scelta sbagliata

La scelta del gommista non è affatto un aspetto da sottovalutare poiché l’aderenza degli pneumatici all’asfalto è la fonte primaria di stabilità per l’automobile. Le conseguenze legate ad un soluzione avventata sono davvero numerose. Soprattutto se viaggi spesso, percorri lunghe distanze oppure ti sposti con la famiglia al seguito avverti la necessità di un veicolo silenzioso e ospitale. Se vai in macchina da solo, molto spesso, i momenti passati alla guida sono, per esempio, un’occasione per non pensare alle preoccupazioni del lavoro. Se la tua auto è equipaggiata in modo scorretto potrai avvertire fastidiosi rumori e tensioni mentre sei al volante. La  cura degli pneumatici è di vitale importanza per la sicurezza dei tuoi viaggi. Soltanto un professionista preparato e di lunga esperienza può consigliarti nella scelta più idonea alle tue necessità e sollecitarti al controllo di altre componenti dell’auto. Infatti, un vero esperto non solo si preoccuperà di verificare lo stato delle gomme ma anche il corretto funzionamento dei freni e delle sospensioni e accerterà lo stato delle pastiglie.

Al momento di scegliere i nuovi pneumatici per la tua auto, sicuramente vorrai prediligere la sicurezza, la durata nel tempo e la resistenza a urti e usura delle gomme che intendi acquistare. Per un maggior benessere durante il viaggio in macchina, sempre più acquirenti hanno scelto di puntare sugli pneumatici tubeless, un’alternativa interessante rispetto alle gomme tradizionali. Ma cosa sono, e in quali aspetto sono diversi dagli pneumatici “normali”?

Le origini e le caratteristiche

Brevettati dalla Michelin nel 1930 con il nome di “pneumatici con camera d’aria incorporata”, furono prodotti per la prima volta dalla  BF Goodrich solo nel 1946. La principale differenza con gli pneumatici tradizionali consiste nel fatto che i tubeless sono privi di camera d’aria interna e sono dotati della sola struttura esterna. Allo scopo di sorreggere la suddetta struttura, lo scheletro della gomma è attraversato da trame che conferiscono solidità e assetto alla gomma, solitamente realizzate in acciaio. Come avviene anche per gli pneumatici classici, la carcassa della gomma è invece costituita da una fitta rete di fili di nylon, che garantisce la corretta resistenza alla pressione dell’aria.

Viaggiare con le gomme tubelessI vantaggi delle gomme tubeless

Il principale vantaggio di questo tipo di gomme risiede nella gestione delle forature, che si traduce in una maggiore sicurezza per te e la tua famiglia durante il viaggio. L’assenza di camera d’aria, infatti, permette di trattenere all’interno della gomma l’oggetto che l’ha forata, limitando la fuoriuscita d’aria e garantendo una maggiore resistenza. In caso di foratura con un chiodo, ad esempio, questo tipo di pneumatici consente, con le dovute cautele, di continuare la guida e di fermarsi in una posizione sicura per riparare il danno, poiché tendono a sgonfiarsi più lentamente. Le gomme tubeless, inoltre, generano un minore attrito di rotolamento, abbassando il livello di usura del battistrada. Tuttavia, è necessario controllare spesso e scrupolosamente il grado di conservazione di questi pneumatici poiché, una volta usurati, rischiano di esplodere durante la guida. È inoltre consigliabile accertarsi spesso dell’aderenza della gomma sul cerchio della ruota.

Il prezzo

Gli pneumatici tubeless, di solito, sono leggermente più costosi rispetto alle gomme tradizionali. L’aumento di prezzo è comunque giustificato dalla qualità del prodotto, che è in grado di offrire migliori performance in termini di stabilità e tenuta sulla strada. Il ciclo di vita delle gomme senza camera d’aria, inoltre, è più lungo. Se scegli di acquistare un treno di gomme tubeless, valuta anche di tenere sempre all’interno dell’auto un apposito kit fai da te, anche in sostituzione della ruota di scorta. Grazie ad esso, è possibile porre tempestivamente rimedio alle abrasioni e ai tagli presenti sulla superficie della gomma in totale autonomia, risparmiando sui costi di riparazione e allungando ulteriormente la vita dello pneumatico,

La maggior parte delle persone, anche i più attenti alla sicurezza su strada e ai più esigenti per quanto riguarda le prestazioni della propria auto, è abituata a classificare gli pneumatici in base alle loro caratteristiche esterne. Solo chi ha avuto la possibilità di guardare delle gomme veramente rovinate può immaginare cosa nasconda la gomma che va a formare il battistrada e la spalla: un complesso reticolo di fili che costituisce l’anima stessa dello pneumatico.

La diversa disposizione dei fili che compongono la rete interna dà vita ad un’importante classificazione delle gomme, che si distinguono quindi in pneumatici convenzionali, radiali e cinturati. Ma cosa cambia, a livello di prestazioni, benessere su strada e durata nel tempo tra uno pneumatico radiale e un cinturato?

Interno di una gommaLa struttura interna delle gomme

Per valutare lo stato di usura e il tipo di gomme montate sulla nostra auto, siamo abituati a valutare il battistrada e la spalla dello pneumatico. Al di sotto dello strato superficiale, tuttavia, si trova la carcassa dello pneumatico, che ha lo scopo di trasmettere le forze di carico tra la ruota e il terreno. Dev’essere in grado di resistere alle forze che si sprigionano in momenti di particolare tensione, come la frenata e i repentini cambi di direzione, e di sopportare la pressione di gonfiaggio. La carcassa è costituita da fili di nylon di diverso spessore, che creano un’armatura. L’aumento della sezione dei fili e, di conseguenza, la diminuzione della loro densità, contribuisce ad aumentare la resistenza e la rigidità della carcassa. La differenza tra pneumatici convenzionali, cinturati e radiali sta tutta nella disposizione dei fili all’interno della carcassa.

Gli pneumatici convenzionali

Chiamati convenzionali poiché la direzione dei fili che compongono la loro carcassa è la più comune tra gli pneumatici in commercio, sono definiti anche “diagonali” proprio perché gli strati di fili che compongono l’armatura della gomma sono disposti diagonalmente gli uni rispetto agli altri. Questa caratteristica rende gli pneumatici tradizionali particolarmente resistenti all’usura e agli urti laterali e, quindi, adatti per transitare su terreni sconnessi. Nonostante la grande stabilità laterale, a causa delle forti sollecitazioni che si formano all’interno della carcassa durante il rotolamento, non sono adatti alle velocità elevate.

Gli pneumatici radiali

Negli pneumatici radiali, i fili di nylon attraversano da lato a lato la gomma e sono disposti in senso trasversale rispetto alla direzione di marcia. In questo modo, gli attriti interni sono notevolmente ridotti e le deformazioni dovute al rotolamento vengono ripartite in modo più omogeneo. Sono le gomme da corsa per eccellenza, ma sono in grado di garantire anche un’ottima stabilità e un’elevata aderenza su strada.

Gli pneumatici cinturati

Molto simili per prestazioni agli pneumatici radiali, quelli cinturati presentano una carcassa solcata da fili in diagonale, ma rinforzata da un intreccio posto sotto il battistrada, con un angolo di circa 15° rispetto alla direzione di rotazione. Questa “cintura” dà allo pneumatico una maggiore rigidezza, combinando quindi le prestazioni di resistenza agli urti e alle alte velocità.

Se sei in dubbio e non sai quali pneumatici scegliere per la tua auto chiedi sempre consiglio al tuo gommista di fiducia.

I dati emersi negli ultimi anni rivelano una tendenza sempre più diffusa ad acquistare pneumatici online. Se il primo trimestre del 2017 si è contraddistinto per un vero e proprio “boom” in materia, anche nei mesi a venire le vendite su Internet sono apparse in continua crescita. All’aumentare del numero di gomme vendute ha fatto seguito la nascita sul di nuovi rivenditori online. Oggi, di conseguenza, l’offerta di gomme su Internet è sempre più ricca e variegata.

I numeri sono chiari, e indicano una netta contrapposizione tra acquisti di pneumatici online (+30% annuo) e acquisti sui canali tradizionali (sostanzialmente stabili). A spingere verso la Rete sono soprattutto i prezzi, in diversi casi decisamente inferiori. Ma ad una minore spesa corrispondono servizi affidabili? Continua a leggere per scoprirne di più.

Le gomme vendute in Rete sono davvero così convenienti?

I rivenditori sono in grado di vendere gomme su Internet a prezzi abbordabili anche grazie al fatto che, nel prezzo stesso, non sono incluse le spese per il montaggio (spesso, invece, nel prezzo finale è compresa la spedizione). Ad ogni modo, i siti migliori permettono di usufruire di tale operazione a prezzo ridotto in virtù delle convenzioni stipulate con le officine. Tuttavia, non sempre il risparmio è così evidente, tanto che, in media, si attesta al 5%. Anzi, quando la forbice tende ad essere troppo ampia (dal 20 per cento in su) dovresti iniziare a sospettare dell’affidabilità del rivenditore.

Una ragazza contatta il servizio clienti dopo aver acquistato le gomme per la sua auto onlineSe hai intenzione di procedere all’acquisto di un nuovo treno di gomme online, la prima cosa che dovresti fare è leggere le condizioni generali di vendita. Ricordati che qualsiasi e-shop è obbligato, per legge, a pubblicarle sul proprio sito. Una piattaforma che vende pneumatici, perché sia affidabile, deve mettere a disposizione un valido servizio clienti, meglio se contattabile avvalendosi di più canali (telefonicamente, via email, tramite chat). Un indirizzo postale, in aggiunta a quello email, potrebbe essere utilizzato per inviare eventuali reclami.

La diffusione di comportamenti illeciti

Alcuni siti, al fine di proporre prezzi estremamente bassi, decidono di operare “aggirando” quanto previsto dalle normative, evitando di versare l’Iva. Questo accade, ad esempio, vendendo gli pneumatici senza fattura. La mancanza di tale documento non rende possibile, per gli acquirenti, attivare la garanzia. Anzi, potresti essere accusato di incauto acquisto, finendo per dover pagare l’imposta non versata dal venditore. Subirai anche l’addebito di una sanzione, e la segnalazione alle istituzioni.

Altri venditori, pur non essendo presenti negli elenchi ufficiali del Ministero dell’Ambiente, incassano il contributo previsto per lo smaltimento delle gomme “fuori uso” senza procedere al successivo versamento.

Alcuni consigli per acquistare pneumatici su Internet

Ricordati che acquistando pneumatici in Rete senza avere competenza sufficiente, rischieresti di effettuare la scelta sbagliata. Potrebbe esserti utile frequentare forum dedicati agli appassionati di auto, in quanto troverai commenti e recensioni su numerosi e-shop in materia.

Tuttavia, la strada più praticabile consiste nel rivolgersi a un gommista tradizionale. Indicando il numero di chilometri percorsi abitualmente e le strade in cui ti trovi a circolare con maggiore frequenza, un professionista non avrà difficoltà a consigliarti gli pneumatici più adatti al tuo caso.

Può sembrare lapalissiano, ma è sempre bene ribadirlo: le gomme estive devono essere utilizzate durante la stagione calda, mentre quelle invernali vanno messe da parte nel momento in cui iniziano le belle giornate e il rischio di ghiaccio e nevicate diventa davvero irrisorio.

A differenza degli pneumatici invernali, realizzati per fare presa sulla neve, quelli estivi sono dotati di tre scanalature longitudinali che garantiscono una maggiore tenuta sull’asfalto bagnato, riducendo il rischio di aquaplaning e presentano un battistrada più elastico, fondamentale per resistere alla calura dei mesi più bollenti dell’anno. Tuttavia, soprattutto se il clima primaverile si fa attendere, non sempre è facile individuare il momento giusto per la sostituzione delle gomme, rischiando così di mettere a rischio non solo la propria sicurezza e quella della propria famiglia, ma anche il benessere delle proprie finanze.

Esistono infatti delle precise disposizioni di legge in merito alla sostituzione degli pneumatici estivi, e chi non le rispetta può incorrere in multe salate. Vediamo quindi quando e perché è necessario mettere da parte il tuo set di gomme invernali per passare a quelle estive.

Cosa dice la legge

Stando alla legge n. 120 del 2010, l’obbligo di montare gomme invernali o tenere le catene a bordo della tua auto termina il 15 aprile di ogni anno. Entro il 15 maggio, tuttavia, gli pneumatici invernali devono essere tassativamente sostituiti con quelli estivi, pena sanzioni amministrative che partono da 422 euro e possono arrivare a un massimo di 1682 euro, con annesso ritiro del libretto di circolazione. Di fatto, quindi, a partire dal 15 aprile tutti gli automobilisti hanno un mese esatto di tempo per mettersi in regola e montare il set di pneumatici estivi.

Gomme estive auto su pratoI vantaggi degli pneumatici estivi

Oltre a permetterti di evitare una sanzione, le gomme estive garantiscono sensibili vantaggi anche in termini di risparmio e prestazioni. Essendo meno suscettibili al surriscaldamento, per via del loro maggior contenuto di gomma naturale, gli pneumatici estivi hanno prestazioni migliori e permettono alla tua auto di consumare meno carburante mentre è in viaggio. La maggiore tenuta sul bagnato di queste gomme, inoltre, ti permette di guidare tranquillamente anche durante gli acquazzoni estivi.

Ci sono delle eccezioni?

Sono esonerati dall’obbligo di montare pneumatici estivi tutti coloro che montano un set di gomme 4 stagioni. Caratterizzate da un disegno del battistrada tipico degli pneumatici invernali e da una composizione simile a quella degli estivi, queste gomme sono adatte per ogni periodo dell’anno e non devono quindi essere cambiate entro il 15 maggio. Un’altra eccezione riguarda le gomme che hanno un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione. L’indice di velocità è una lettera seguita da dei numeri,che si trova sulla spalla della gomma, e indica la velocità massima a cui è possibile viaggiare. Ad esempio, la lettera “Q” significa che la velocità massima che quello pneumatico può sopportare è di 160 km/h.

Pneumatici ricostruiti. Un’opportunità di risparmio da non sottovalutare

Sono sempre di più le persone costrette a trascorrere diverse ore della propria giornata a bordo di una vettura. Che si tratti di spostamenti dettati da motivi di lavoro, o da impegni legati alla famiglia, i km percorsi finiscono per accumularsi rapidamente. Questo, ovviamente, ha ripercussioni, più o meno marcate, sulle diverse componenti dell’auto. Se desideri viaggiare in sicurezza, e non esporre gli eventuali passeggeri a rischi inutili, ricordati innanzitutto dell’importanza rivestita dagli pneumatici, unico elemento a diretto contatto con il fondo stradale. Delle gomme in perfette condizioni sono essenziali per garantire una tenuta ottimale, soprattutto in presenza di pioggia e neve, ghiaccio e vento. Hai verificato il battistrada, e pensi sia giunto il momento di acquistare un nuovo treno di gomme? Hai sentito parlare degli pneumatici ricostruiti, ma non sei certo della loro efficacia? E, soprattutto, come fare a riconoscerli? Continua a leggere per scoprirlo.

Differenza tra pneumatici ricostruiti e rigenerati

Cosa si intende per gomme ricostruite e cosa le differenzia dai modelli rigenerati? Questi ultimi rappresentano gomme consumate (note anche come carcasse) oggetto di un intervento che prevede l’applicazione di un battistrada nuovo. Si parla di pneumatici ricostruiti, invece, quando il battistrada viene eliminato e sostituito da un materiale ottenuto da gomme nuove. Tali gomme devono anche essere conformi all’originale.

Per quanto riguarda la parte esterna, prima si sottopongono le gomme alle procedure di convergenza ed equilibratura, quindi alla fase di vulcanizzazione. È grazie a tale operazione che le componenti nuove ed usate riescono ad amalgamarsi alla perfezione. Tieni presente che le gomme ricostruite sono sottoposte ai medesimi test utilizzati per i modelli appena usciti dalle fabbriche. Solo al termine dei test viene assegnata la certificazione europea, necessaria per ottenere l’ok alla commercializzazione.

Come riconoscere degli pneumatici ricostruiti?

Ti sarà sufficiente osservare la sigla presente sul lato del pneumatico per essere certo che, quelle che stai osservando, siano delle gomme ricostruite. Il parametro europeo Ece Onu ha deciso di adottare le sigle “108 R” e “109 R”, la seconda delle quali riservata ai mezzi pesanti. Sugli pneumatici appare anche un cerchio che presenta, al suo interno, la lettera “E”. Quest’ultima è affiancata da un numero, differente in base al Paese di produzione; nel caso dell’Italia la scelta è ricaduta sul 2.

Segue una serie formata da 6 numeri, attraverso i quali identificare la fabbrica di produzione. Infine, devono essere presenti la denominazione “Ricostruito” (o l’equivalente “Retread”), il marchio del ricostruttore, la settimana e l’anno in cui l’operazione è stata portata a termine.

Battistrada Le gomme ricostruite costano meno: ma sono sicure?

Se hai individuato un modello di pneumatici ricostruiti a buon prezzo, ma vuoi essere certo che risparmiare non significhi sacrificare la sicurezza, quali elementi dovrai prendere in considerazione?
Da questo punto di vista l’etichetta europea è un elemento fondamentale. Sarà confrontando le etichette dei diversi modelli in commercio che potrai effettuare una l’acquisto migliore. Accertati di montare sulla tua auto degli pneumatici che siano conformi allo dimensioni riportate sulla carta di circolazione.

Una volta montato il treno di gomme, e percorsi numerosi chilometri, verifica lo spessore del battistrada. In base a quanto previsto dal Codice della Strada, lo stesso battistrada dovrà avere uno spessore minimo di 1.6 mm. Almeno una volta ogni 5 anni, infine, ricordati di sottoporre a “check up” le gomme rivolgendoti al tuo gommista di fiducia.