Devi acquistare un nuovo set di gomme per il tuo veicolo, auto, camper o moto che sia? In questi frangenti, essere in grado di interpretare le sigle degli pneumatici è il modo migliore per operare una scelta ottimale, garantendo elevata sicurezza ai tuoi viaggi.

Una maggiore consapevolezza sulla marcatura sarà utile anche nel momento in cui ti troverai a dover montare le gomme invernali.

Infine, risparmierai tempo prezioso nel valutare i diversi modelli di gomme nella fase di acquisto.

In questo articolo ti indicheremo dove trovare le informazioni relative a larghezza, diametro, consumo, velocità massima consigliata, aderenza su asfalto bagnato e carico sopportabile.

Cos’è la marcatura UTQG

Alle sigle presenti sugli pneumatici (ad eccezione di alcune categorie, come le gomme 4×4 o i fuoristrada) è stata assegnato il nome di “marcatura UTQG”.

UTQG, in particolare, è l’acronimo di “Uniform Tire Quality Grading“. Richiesta dal Dipartimento dei Trasporti U.S.A, tale marcatura è obbligatoria per gli pneumatici commercializzati negli Stati Uniti. Considerando che quasi la totalità delle aziende produttrici ha in quello statunitense uno dei maggiori mercati, non deve stupire come tale sigla sia diffusa anche nel Vecchio Continente.

Comprare le gomme per l'auto

Misura delle gomme, larghezza nominale di sezione e serie

Innanzitutto, tieni presente che potrai risalire ad un’informazione fondamentale, la misura degli pneumatici, in due modi diversi, entrambi estremamente rapidi. Troverai l’indicazione sul fianco degli pneumatici, ma anche all’interno del libretto di circolazione.

Esaminando nel dettaglio la marcatura, il primo numero (di 3 cifre), fa riferimento alla larghezza nominale di sezione, espressa in millimetri. Il numero successivo identifica la serie dello pneumatico. Esprime, in misura percentuale, il rapporto tra altezza del fianco e larghezza di sezione. Quando tale rapporto è ridotto potrai beneficiare di una maggiore precisione di guida in curva; allo stesso tempo, però, a peggiorare è il comfort di guida.

Struttura della carcassa, indice di carico e categoria di velocità

La lettera successiva identifica la struttura della carcassa; la maggior parte delle gomme attualmente sul mercato presentano la “R”, ossia dispongono di struttura radiale. La lettera è accompagnata da un numero a due cifre. Si tratta del diametro del cerchio, espresso in pollici. A seguire, nella marcatura, è l’indice di carico (anch’esso espresso in forma numerica); quest’ultimo corrisponde al carico massimo sopportabile consentito sulla singola ruota.

L’ultima informazione presente nella sigla è la categoria di velocità, che identifica la velocità massima alla quale la gomma è in grado di portare il carico indicato. Sono presenti diverse categorie di velocità, che vanno da A a Y; ad ogni lettera corrisponde un equivalente (in km/h). Per fare un esempio, alla lettera “V” è associata una velocità massima di 240 km/h.

Speciali marcature per gli pneumatici invernali

Sempre in tema di marcature, non devono essere dimenticate quelle relative agli pneumatici invernali, ossia alle gomme realizzate per condizioni stradali tipiche della stagione fredda (asfalto ghiacciato, bagnato o innevato).
“M+S” (Mud & Snow) è una sigla che, in base a quanto stabilito dalla normativa europea, identifica le gomme da neve. “3PMSF” (acronimo di 3 Peaks Mountain Snow Flake), rappresentato graficamente da un fiocco di neve, è presente sugli pneumatici adatti a circolare in condizioni di neve “impegnative”.

In questo articolo abbiamo chiarito quello che c’è dietro alle sigle che vediamo sulle gomme della nostra auto. Se però hai ancora dei dubbi o preferisci affidarti ad un esperto, puoi contattare uno dei nostri centri assistenza che ti seguiranno passo passo nella scelta degli pneumatici più adatti alla tua auto.

La crisi degli ultimi anni ha indotto molti consumatori a risparmiare sulle parti di ricambio della propria auto, dando grande impulso al mercato dell’usato. Sono sempre di più i guidatori che scelgono di affidarsi all’usato anche per sostituire le gomme.

Ma siamo sicuri che si tratti di un’opzione ideale quando si ha a che fare con un elemento fondamentale per la sicurezza a bordo?

E il risparmio ottenibile è reale o, spendendo solo qualche euro in più, è possibile acquistare pneumatici nuovi e  più affidabili?

Rivendite di pneumatici usati: fidarsi è bene?

In base ad una ricerca promossa dalla più nota associazione americana di produttori di pneumatici, la “Rubber Manufacturer’s Association“, è emerso che diversi rivenditori sono soliti operare senza rispettare quanto prescritto dagli standard di sicurezza.

Questo significa poter trovare sul mercato gomme usurate, oppure caratterizzate da danni evidenti ai quali non è stato posto rimedio.
Non si tratta di un problema recente se è vero che, già nei primi anni ’80, Michelin aveva messo in dubbio l’affidabilità degli operatori. Sempre Michelin ha evidenziato, in più di un’occasione, come uno pneumatico apparentemente in perfette condizioni possa celare difetti nella struttura interna.

Diversi rivenditori, inoltre, sono abili nel conquistare la fiducia dei clienti inducendoli a pensare che il prezzo delle gomme usate sia nettamente inferiore a quello richiesto per gli pneumatici nuovi. In realtà, confrontando le offerte, il risparmio è solo minimo, e in misura tale da non giustificare la bontà dell’affare.

Il battistrada: utilizza una moneta!

Un primo aspetto da valutazione in un set di gomme è lo stato del battistrada. Proprio le perfette condizioni di quest’ultimo, infatti, rappresentano un elemento imprescindibile se desideri guidare in tutta sicurezza e affrontare i viaggi in serenità.

Bcontrollare il battistrada pneumatico auto usato
Se stai valutando l’acquisto di un set di pneumatici usati, e non vuoi rischiare di incorrere in truffe o di montare sulla tua vettura un set che ti costringerà ad una sostituzione nel giro di qualche mese, misura lo spessore del battistrada. Sono solamente gli pneumatici dallo spessore minimo di 1,6 mm a garantire prestazioni sicure. Portare a termine questo controllo è piuttosto semplice, ma dovrai prestare attenzione a misurare le gomme in diversi punti, verificando che il consumo sia regolare. Ti sarà sufficiente disporre di una moneta, da inserire nelle fessure.

La mescola, la superficie irregolare e i fili esposti

Dal colore della gomma potrai ottenere informazioni in merito alle condizioni della mescola; quando quest’ultima si presenta di tonalità grigio chiara, meglio scegliere un altro set di gomme, oppure acquistarne uno nuovo ( se hai bisogno di un consiglio puoi rivolgerti ad uno dei nostri centri assistenza).
Passando il palmo di una mano sulla superficie della gomma non è raro avvertire delle “irregolarità”, che potrebbero nascondere il distaccamento del battistrada dalla carcassa, un fenomeno potenzialmente pericoloso.

Anche la presenza di fili esposti costituisce un campanello d’allarme da non sottovalutare, in quanto evidenzia un’usura eccessiva.

L’età di una gomma: il DOT

Alcune gomme usate sono messe in vendita dopo aver effettuato interventi di riparazione. In questo caso, è opportuno evitare gomme soggette a riparazioni mal eseguite, ma anche ad interventi vicini al fianco della gomma.
Infine, prima di acquistare una gomma usata, tieni conto del codice DOT (acronimo di “Department Of Transportation”). Si tratta di un codice composto da una successione di lettere e numeri che fornisce informazioni sull’età dello pneumatico. In particolare, le ultime 4 cifre fanno riferimento al mese e all’anno di produzione. Quando la gomma ha più di 5 o 6 anni di vita, meglio non portare a termine l’acquisto per scongiurare problemi di tenuta.

 

 

Tra i contrattempi che possono coinvolgere chi si trova alla guida di un veicolo, la foratura è uno di quelli potenzialmente più pericolosi, soprattutto in quanto si tratta di un evento imprevedibile. In particolare, chi viaggia ad alta velocità, in caso di foratura, rischia di perdere il controllo della vettura, con ovvie conseguenze.

Oltre al fattore sicurezza occorre considerare che molte persone, pur possedendo la patente da diversi anni e guidando quotidianamente, non hanno la minima idea su come si effettui il cambio gomme. Nelle prossime righe troverai alcune indicazioni utili in merito al funzionamento del cric; seguendole potrai proseguire il tuo viaggio con la ruota di scorta.

Cric: molte versioni per un unico obiettivo

La scarsa praticità sull’utilizzo del cric è legata alla scelta di molte case automobilistiche di rinunciare a montare tali attrezzi sui modelli di nuova immatricolazione. Per ottimizzare il peso dei veicoli e, di conseguenza, ridurre i consumi, al posto del cric e del ruotino di scorta si opta ormai per un kit di emergenza per forature. Tuttavia, questa soluzione risulta efficace solo quando si ha a che fare con fori piuttosto piccoli.

Concentrando l’attenzione sui cric, tieni presente che il mercato propone ormai diverse tipologie; al cric idraulico si affiancano quello elettrico e la versione meccanica, oltre ad altri modelli impiegati più raramente. È il cric meccanico il più semplice dei tre. Conosciuto anche come cric “a losanga”, è il modello normalmente in dotazione sui veicoli. Ha l’innegabile vantaggio, grazie al suo ingombro molto contenuto, di poter essere inserito senza alcuna fatica sotto gran parte dei veicoli. Il cric idraulico (o a carrello), pur essendo più costoso, si rivela estremamente comodo.

Nonostante le differenze nei materiali, indipendentemente dalla versione scelta il procedimento per la sostituzione della ruota rimane praticamente il medesimo. L’obiettivo, infatti, è quello di sollevare il veicolo da terra per ottenere lo spazio necessario per smontare la gomma e montare quella di scorta.

Dalla scelta del luogo all’aggancio del cric: le operazioni fondamentali

Un uomo indossa il giubbotto catarifrangente e posiziona il triangolo prima di cambiare la gommaUn aspetto spesso trascurato, in una situazione improvvisa come la foratura di uno pneumatico, è la scelta del posto in cui dovrà aver luogo l’operazione di sostituzione. Mettersi in sicurezza è fondamentale. Pertanto, dovrai individuare e cercare di arrestare il veicolo in una strada pianeggiante, dotata di un fondo duro e non esposta al passaggio di altri veicoli.

Inoltre, prima di scendere dall’auto, ricordati di indossare il giubbotto catarifrangente. Una volta in strada, preleva dall’auto il triangolo di segnalazione e posizionalo davanti alla stessa, lasciando una distanza minima di 100 metri. Solo a questo punto potrai iniziare la procedura di sostituzione della gomma.

Fondamentale è individuare l’esatto punto di aggancio. A facilitare l’operazione è la presenza, in gran parte delle vetture, di più punti realizzati appositamente, posti ad una trentina di centimetri dalla ruota. Agganciato il cric sotto la scocca, dovrai azionarlo spingendo l’apposita manopola per sollevare la vettura. Quando il cambio gomme sarà concluso, utilizza il cric per riavvicinare la vettura al suolo, quindi sgancialo.

Dopo ogni cambio gomme “fai da te”, il mio consiglio è di passare dal tuo gommista di fiducia per un controllo o per acquistare degli nuovi pneumatici. Per aiutarti a scegliere gli pneumatici giusti e per tutti i controlli, puoi rivolgerti a uno specialista di fiducia scegliendolo in uno dei nostri centri assistenza.

Le vendite di pneumatici online, negli ultimi anni, sono cresciute progressivamente, tanto da far registrare, nei primi 6 mesi del 2017, un aumento pari al 30%. Questo è stato dettato soprattutto dai prezzi praticati dagli operatori che, almeno all’apparenza, sembrano essere molto competitivi. Ma è davvero così, o dietro ad offerte allettanti si nascondono pneumatici di scarsa qualità, o conservati in magazzino da diverso tempo?

A sua volta, il successo riscontrato ha portato ad un aumento del numero di siti specializzati nella vendita di pneumatici; non tutti, però, riescono a garantire la massima affidabilità. Che i canali tradizionali, gommisti in primis, siano ancora la scelta ideale per viaggiare sereni? Ricordati, infatti, che gli pneumatici rappresentano un elemento fondamentale per poter affrontare qualunque viaggio in assoluta sicurezza.

Diffida delle offerte troppo convenienti

Se ritieni di non avere la competenza necessaria per poter portare a termine un acquisto di pneumatici online, considera che solo scegliendo siti affidabili potrai trovare il set caratterizzato dal miglior rapporto qualità/prezzo. Una scelta avventata, invece, si tramuterà in un acquisto destinato a regalare poche soddisfazioni.

Un consiglio utile è diffidare di quelle gomme presentate ad un prezzo eccessivamente basso. Il rischio, in questo caso, è di montare sulla tua auto pneumatici di scarsa qualità o, ancor peggio, non omologati. Vale davvero la pena risparmiare qualche euro , o è meglio rivolgersi ad un gommista esperto? Con un piccolo sovrapprezzo sarai certo di ottenere pneumatici di qualità, potendo usufruire anche del montaggio.

L’acquisto online di pneumatici: i punti deboli

Se alcune persone mettono in evidenza gli aspetti positivi dell’acquisto di pneumatici da Internet, molte altre si lamentano della qualità delle gomme ricevute, oltre che dell’assenza di un servizio di assistenza.
Il fatto di poter proporre dei prezzi competitivi è la diretta conseguenza dell’abbattimento dei costi normalmente associati ai negozi tradizionali.
I siti specializzati possono trarre beneficio da un rapporto diretto con i produttori, altro fattore che riduce il prezzo finale. La concorrenza sempre più serrata degli operatori ha portato molti di essi a proporre gomme di dubbia qualità, provenienti soprattutto dai Paesi orientali, al fine di ridurre ancora di più il prezzo. Il desiderio di limitare i costi porta, in diversi casi, a dei rallentamenti nella consegna degli ordini. Le 24/48 ore paventate da diversi siti si allungano notevolmente. Per quanto riguarda il montaggio, sono pochi gli operatori che possono contare su convenzioni con reti di gommisti.

Centri assistenza per acquisto pneumatici per auto

Gomme differenti per molteplici esigenze

Prima di acquistare online ricordati che una citycar ha esigenze diverse rispetto ad una familiare, ad un SUV e ad una berlina. La tua guida è sportiva? Utilizzi normalmente la vettura per spostarti nel traffico urbano quotidiano, o sei abituato a compiere lunghi viaggi? Annualmente il tuo chilometraggio non supera i 10-15.000 km? Stai cercando delle gomme invernali, oppure desideri un paio di pneumatici che possano garantirti una guida sicura in qualsiasi periodo dell’anno?

Esistono moltissime tipologie, dagli pneumatici sportivi alle gomme 4 stagioni. Scegliendo di rinnovare il set di pneumatici presso un gommista eviterai di acquistare gomme poco preformanti per la tua vettura o poco adatte al tuo stile di guida.
Per aiutarti a scegliere gli pneumatici giusti per la tua auto e viaggiare in tutta sicurezza puoi rivolgerti a uno specialista di fiducia scegliendolo in uno dei nostri centri assistenza.

Da anni, le campagne di sensibilizzazione aventi per oggetto gli pneumatici invernali hanno visto impegnate diverse associazioni di categoria, Assogomma e Federpneus su tutti. L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato quello di aumentare la consapevolezza dei consumatori finali sulle gomme, elemento cardine della sicurezza in auto. Per raggiungere con maggiore efficacia i risultati sperati sarebbero auspicabili degli interventi da parte di volti noti dello spettacolo.

Negli ultimi giorni, è stato il popolarissimo Gerry Scotti a dire la sua in merito, in una puntata del programma “Caduta Libera”.

L’appello di Gerry Scotti a favore dell’impiego delle gomme da neve

Gerry Scotti è da anni l’indiscusso protagonista, al pari di Paolo Bonolis, del palinsesto di Canale 5. Il suo programma preserale “Caduta Libera” continua ad ottenere da anni risultati lusinghieri. Tra le domande della puntata messa in onda l’11 ottobre, ne è spuntata una che ha preso in esame le gomme invernali. Nello specifico, ad una concorrente è stato chiesto quale fosse il nome comune adottato per indicare gli pneumatici invernali. Una volta ascoltata la risposta (“gomme da neve” ha indicato la concorrente) Scottia ha voluto ricordare l’importanza di tali gomme nei mesi invernali. Gerry ha indicato come tali gomme non siano utili solamente su tracciati innevati.

Utilizzo delle gomme invernali per auto

Il conduttore è sembrato particolarmente scandalizzato dal fatto che molte persone decidano di non acquistare gomme invernali per l’assenza di neve. In realtà, come lo stesso Scotti ha voluto sottolineare, questa tipologia di pneumatici si rivela estremamente utile anche sul ghiaccio e su strade bagnate, ovviamente limitando l’uso ai mesi invernali. Il conduttore ha concluso il suo veloce, ma significativo intervento, esortando il pubblico all’acquisto e all’utilizzo delle gomme da neve per garantire elevata sicurezza al guidatore e ai passeggeri.

Non è la prima occasione in cui un personaggio televisivo interviene per sensibilizzare gli spettatori su un tema cosi’ delicato, ma molte volte sottovalutato. Nel 2012 era stato Fiorello a pubblicare un video divenuto virale. In occasione della celebre nevicata sulla Capitale, Fiorello aveva ripreso diverse zone di Roma, affermando di essere in grado di muoversi nonostante la neve grazie ad un set di “sante gomme da neve”.

Le gomme invernali e la maggiore consapevolezza dei consumatori

È anche grazie a questi “appelli” che sembra essere cresciuta la consapevolezza degli automobilisti italiani sull’importanza degli pneumatici da neve. Se nel 2000 diverse indagini avevano fatto emergere un quadro sconfortante (nessuno degli intervistati aveva indicato come elemento cardine per la sicurezza stradale le gomme) oggi la situazione sembra essere decisamente cambiata.

Nel 2017, l’iniziativa “Vacanze Sicure” ha visto Polstrada impegnata in 10.000 controlli lungo diverse arterie stradali italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare i guidatori sull’importanza delle gomme. Le precedenti edizioni dell’iniziativa avevano individuato nelle gomme lisce, in quelle danneggiate, non omologate o, ancora, non rispondenti a quanto richiesto dalla carta di circolazione, l’elemento che faceva scattare le sanzioni. Confrontando i risultati dei controlli 2017 con quelli degli anni precedenti, è emerso come il numero di infrazioni sia diminuito, evidente conseguenza della maggiore attenzione nell’acquisto delle gomme.

E per aiutarti a scegliere le gomme invernali più adatte alla tua auto puoi contattare uno dei nostri centri assistenza.

Con l’approssimarsi della bella stagione, le giornate si allungano, le temperature aumentano e gli animali si risvegliano dal letargo, un po’ come succede agli automobilisti che, dopo i rigori dell’inverno, si ricordano che è tempo di passare alle gomme estive. In soccorso della categoria è arrivato il Touring Club Svizzero (TCS) con il suo annuale test pneumatici estivi, dei cui risultati è utile tener conto in vista dell’approssimarsi del cambio gomme. Puoi trovare i test completi alla fine dell’articolo.

Il test

Il test pneumatici estivi 2017 ha preso in esame 31 pneumatici, 16 appartenenti alla categoria 195/65 R15 91V, montati su automobili di taglia medio-piccola, e 15 modelli 215/65 R16 98/102H, adottati da SUV e fuoristrada. Gli pneumatici sono stati valutati in base alla tenuta su strade bagnate e asciutte, alla resistenza alla velocità e all’usura, al consumo di carburante e alla rumorosità. Gli pneumatici sono poi stati classificati nelle categorie “molto consigliato“, “consigliato“, “consigliato con riserva” o “non consigliato“. Ben 28 dei 31 pneumatici esaminati sono rientrati nelle prime due categorie e si sono rivelati quindi delle ottime scelte per il tuo prossimo cambio gomme: vediamoli nel dettaglio.

I migliori pneumatici 195/65 R15 91V

Pirelli Cinturato P1 Verde

Pirelli Cinturato P1 Verde

Tra i 16 pneumatici 195/65 R15 91V, solo 5 sono stati classificati come “molto consigliati“:

  • i Pirelli Cinturato P1 Verde, ottimi nelle prove di usura
  • i Bridgestone Turanza T001 e il Continental ContiPremium Contact 5, che condividono il miglior voto sul bagnato
  • i Goodyear EfficientGrip Performance
  • e infine gli Esa-Tecar Spirit 5HP.

Nella categoria “consigliati” troviamo invece:

  • i Nokian Line, per uno scarso comfort di rotolamento
  • i Dunlop Sport Blu Response, non eccellenti sul bagnato
  • i Vredestein Sportrac 5, per lievi cedimenti su asciutto e bagnato
  • gli Aeolus PrecisionAce 2 AH03 e i Kumho Ecowing ES01 KH27, deboli sull’usura
  • i Michelin Energy Saver+, i Sava Intensa HP, i Semperit Comfort-Life 2 e gli Hankook Ventus Prime 3 K125, poco performanti sul bagnato
  • e infine i Maxxis Premitra HP5

I risultati contrastanti dell’ultimo modello della categoria esaminato, gli pneumatici GT Radial Champiro FE1, gli hanno conferito il giudizio di “consigliato con riserva“.

I risultati degli pneumatici 215/65 R16 98/102H

Solo due pneumatici 215/65 R16 98/102H sono entrati nella categoria “molto consigliati“: si tratta dei Goodyear EfficientGrip SUV e dei Cooper Zeon 4XS Sport.

Sono invece “consigliati“, a causa delle scarse performance su asciutto o bagnato:

  • Goodyear EfficientGrip SUV

    Goodyear EfficientGrip SUV

    i Fireston Destination HP

  • i Nokian Line SUV
  • i Pirelli Scorpion Verde
  • i Semperit Comfort-Line 2 SUV
  • gli Uniroyal Rain Expert 3 SUV
  • i Barum Bravuris 4×4
  • i General Grabber GT
  • gli Apollo Apterra H/P
  • gli Hankook Dynapro HP2
  • i BF-Goodrich g-Grip SUV
  • i Bridgestone Dueler H/P Sport

Per via di carenze in frenata, i Michelin Latitude Tour HP devono accontentarsi di un “consigliati con riserva“, mentre le prestazioni insufficienti degli Yokohama Geolandar SUV li hanno resi “non consigliati“.

La sicurezza non finisce con un buon acquisto, ma quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; per aiutarti ho creato una guida che puoi scaricare gratuitamente da qui.

 

Allegati

Nonostante sia impossibile, al momento dell’acquisto di un set di pneumatici, riuscire a prevederne l’aspettativa di vita, sicuramente quest’ultima è legata alle modalità di conservazione delle gomme nei periodi di inutilizzo. Se devi procedere al cambio gomme, montando le invernali al posto delle estive (o viceversa), assicurati di adottare delle modalità di conservazione che possano aumentarne la durata mantenendone inalterate le prestazioni. Se non hai intenzione di impiegare un set di gomme per più di un mese, smontarlo dal veicolo alleggerirà la gomma dal peso, scongiurando eventuali danneggiamenti.

Le fasi iniziali, dallo smontaggio alla pulizia

Prima di procedere, ricordati di segnare con un gessetto la posizione delle singole gomme; con le lettere AD ed AS marcherai rispettivamente l’anteriore destra e sinistra (con PD e PS contrassegnerai il posteriore). Questo ti permetterà di invertire le anteriori con le posteriori la volta successiva; si tratta di un trucchetto che garantirà un’usura uniforme del battistrada, allungando la durata del treno gomme.
Una volta smontati, lava gli pneumatici con della semplice acqua, quindi procedi ad una loro asciugatura, necessaria per evitare problemi di ossidazione. Verifica anche che non siano presenti eventuali corpi estranei (o detriti) nelle scanalature.

Dove conservare gli pneumatici una volta smontati?

Per una conservazione ottimale, gli pneumatici non dovrebbero essere lasciati all’aperto. Infatti, il rischio è che la superficie possa seccarsi, dando luogo a delle screpolature da ozono, o determinate da agenti atmosferici.
Scegli un locale fresco e secco, al riparo dal sole, che possa beneficiare di ventilazione naturale. Posizionali lontano da eventuali fonti di calore (ad esempio generatori elettrici e condutture calde), e assicurati che la superficie sulla quale si verranno a trovare non presenti residui di sostanze pericolose per le gomme stesse (dalla benzina ai residui oleosi). Allo stesso tempo, verifica che nelle vicinanze non siano conservate sostanze chimiche, solventi, oggetti acuminati e qualsiasi altro materiale che sia in grado di provocare scintille o scariche elettriche.
Se non hai a disposizione un luogo chiuso, potresti rivolgerti ad un gommista; solitamente, questi ultimi mettono a disposizione il loro box per la custodia degli pneumatici.

Pneumatici con e senza cerchione: come cambiano le modalità di conservazione

Gli pneumatici possono essere conservati sia con il cerchione che senza. Nel primo caso predisponi dei ganci sui quali appendere le gomme (dovranno essere gonfie) o, in alternativa, custodiscili in posizione orizzontale, su degli scaffali, procedendo ad una variazione della posizione con periodicità mensile. Se prevedi di conservarli inutilizzati a lungo, prediligi la sistemazione in orizzontale sugli scaffali, accertandosi che la distanza di questi ultimi dalla pavimentazione sia almeno pari a 10 cm. Controllare periodicamente la pressione, cercando di mantenerla ai livelli indicati dal costruttore. Gli pneumatici senza cerchione, al contrario, non devono mai essere appesi; la posizione ottimale è quella verticale, sempre procedendo ad una loro rotazione periodica. Io e il mio team siamo a tua disposizione se desideri verificare le condizioni delle tue gomme e, nel caso, possiamo suggerirti uno dei gommisti della nostra rete per la loro sostituzione, assicurando la massima sicurezza a chi risiede a bordo della tua vettura.

Inoltre non perderti la’articolo con i consigli per le gomme estive 2017.

Ciao e ben ritrovato su questo blog. Oggi parleremo di pneumatici invernali e di quanto siano importanti per la sicurezza dell’auto e dei suoi passeggeri. Ha nevicato, quest’anno, dalle tue parti? Beh, sappi che non è poi così importante: infatti, lo pneumatico invernale ti offre prestazioni migliori, rispetto a quello estivo, anche su terreni asciutti o semplicemente bagnati. Il fattore decisivo, infatti, è la temperatura. Scopriamo perché.

I vantaggi dei pneumatici invernali

Tutti noi siamo abituati a pensare al pneumatico invernale come alla semplice alternativa alle catene da neve; una soluzione, cioè, idonea ad affrontare le strade innevate, solitamente impercorribili con i pneumatici estivi.

Invece, le caratteristiche del pneumatico invernale vanno ben oltre la capacità di assicurare il giusto grip sulla neve. In particolare, questo tipo di gomme risulta più performante, rispetto ai pneumatici estivi, quando la temperatura ambientale scende sotto i 10°, qualunque siano le condizioni atmosferiche.

Per questo, è importante capire che è opportuno dotare la propria auto di pneumatici invernali anche in quelle zone a basso rischio di precipitazioni nevose, come il Sud Italia o le isole. Infatti, queste gomme sono in grado di assicurare una migliore tenuta di strada anche in assenza di neve, necessitando di un minore spazio di frenata.

Affronta la strada con un pneumatico invernale in sicurezza

Cosa rende i pneumatici invernali così speciali? La tecnologia che sta alla base di queste particolari gomme fa sì che esse riescano a raggiungere in brevissimo tempo una temperatura ottimale, per via delle numerose lamelle presenti sul battistrada (non a caso sono chiamati anche pneumatici termici).

In più, garantiscono un’ottima tenuta di strada in virtù della conformazione molto pronunciata dei loro tasselli e della profondità dei canali: queste caratteristiche assicurano un ottimo drenaggio dell’acqua, su superfici bagnate, e un’adeguata aderenza sui fondi nevosi.

In particolare, per quanto riguarda i percorsi innevati, la loro superficie irregolare, a differenza di quella liscia delle gomme estive, riesce a catturare la neve nella propria trama, assicurando una migliore aderenza sulla superficie.

Pneumatici invernali e catene da neve

Specifici test hanno evidenziato come, in condizioni di fondo innevato e di basse temperature, i pneumatici invernali riescano ad assicurare prestazioni di gran lunga migliori, non solo rispetto ai pneumatici estivi, ma anche alle classiche catene da neve.

Se è vero che queste hanno un costo decisamente più abbordabile, è anche vero che garantiscono un minore standard di sicurezza e sicuramente un minore comfort alla guida.

Pertanto, specialmente nei territori dove le nevicate sono più frequenti, i pneumatici invernali appaiono ormai come un investimento conveniente, rappresentando quindi una scelta imprescindibile.

Pneumatici invernali ed estivi

Non pochi automobilisti, soddisfatti delle ottime prestazioni dei pneumatici invernali durante la stagione fredda, scelgono di lasciare montate queste gomme anche d’estate.

Bisogna dire che, sebbene sia possibile circolare tranquillamente con un tale equipaggiamento anche con le alte temperature, le gomme estive in questo caso si rivelano sicuramente più performanti e quindi più sicure, assicurando spazi di frenata decisamente più contenuti.

Riassumendo, quindi, la scelta più opportuna sarebbe quella di avere sempre a disposizione un treno di gomme invernali ed uno di gomme estive, ed alternarli ogni sei mesi circa. Si tratta di una scelta che garantisce la massima sicurezza in auto, un valore da mettere sempre al primo posto quando si guida.

La scelta del pneumatico adatto alla stagione, è solo uno degli aspetti relativi alla sicurezza dell’auto. Quando si parla di sicurezza non bisogna pensare soprattutto al controllo e alla manutenzione; per aiutarti ho creato una guida che puoi scaricare gratuitamente da qui.

Il moltiplicarsi dei siti destinati alla vendita degli pneumatici online sta lasciando ai consumatori una maggiore libertà di scelta. Negli ultimi anni, in particolare, sono aumentate le proposte provenienti dalle case produttrici di origine orientale; gli pneumatici cinesi, ad esempio, stanno riscuotendo un ottimo successo anche in Italia.
Pur essendo oggetto di diverse discussioni nei forum specializzati, il prezzo estremamente conveniente delle gomme cinesi sta spingendo sempre più persone all’acquisto. Devi cambiare le coperture della tua vettura e non sai se fidarti delle gomme realizzate in Cina? Per la maggior parte delle persone, parlare di gomme cinesi significa riferirsi ad articoli “low cost”, poco performanti se confrontati con marchi famosi negli Stati Uniti e in Europa. È proprio così? La dicitura “Made in China” deve metterti in allarme?

Innanzitutto, il termine “pneumatici cinesi”, inteso come articoli di scarsa qualità, viene erroneamente attribuito dalla maggior parte dei consumatori a tutte le gomme prodotte in Asia. In realtà, marchi come Hankook (sudcoreano) e Falken (giapponese), sono entrati a far parte della lista dei migliori pneumatici sul mercato.

Tra i produttori che hanno scelto di progettare e di realizzare le gomme interamente in territorio cinese rientrano Hifly, Landsail e Longlong. Proprio il fatto di svolgere tutte le fasi in Cina ha permesso a questi marchi di vendere ai prezzi più bassi del mercato, riscontrando grande successo.

Non sono pochi neppure i grandi brand occidentali che, negli anni, hanno trasferito la produzione negli stati asiatici. Per tale motivo, anche su gomme di ottima qualità può apparire la dicitura “Made in China”.

Sempre in tempi recenti, alcune grandi case costruttrici di gomme hanno provveduto all’acquisto di piccoli marchi orientali (oppure attivi nell’Europa dell’est), sconosciuti ai più. Tra questi ultimi possono essere ricordati Kormoran, entrata a far parte del gruppo Michelin, Barum, ora appartenente alla Continental e Debica, acquisita da Goodyear. Sono tutte gomme di buona qualità.

Per quanto riguarda i dubbi sulla sicurezza delle gomme cinesi considera che, quando un prodotto entra in Europa, deve risultare conforme ai parametri di sicurezza stabiliti dall’Unione Europea. Quando l’etichetta europea dello pneumatico conferma la conformità, l’articolo è esente da difetti, e non è potenzialmente pericoloso. Se hai scelto di dare fiducia a gomme di produttori cinesi, invogliato soprattutto dal loro prezzo, fai attenzione ai consumi indicati sull’etichetta europea. Infatti, quanto risparmiato al momento dell’acquisto rischia di essere vanificato nel lungo termine. Evita di montare gomme che si usurino con eccessiva velocità, perché potrebbero costringerti ad un maggior consumo di carburante.

Se sei abituato a percorrere molti chilometri, e disponi di una vettura performante, meglio rivolgere la tua attenzione a marchi premium. Su una city car utilizzata solamente per recarti al lavoro, un set di gomme made in China può rivelarsi, invece, la scelta migliore. Se hai bisogno di ulteriori consigli o informazioni sul mondo degli pneumatici, contattaci pure liberamente!

Ricorda inoltre che la sicurezza non finisce con un buon acquisto, ma quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; per aiutarti a fare la scelta giusta,  puoi leggere l’articolo che ho scritto con i consigli su come scegliere le gomme per la tua auto.

La sicurezza stradale e l’Etichetta Europea

Ogni giorno ti trovi a percorrere decine di chilometri a bordo della tua vettura? Raggiungere il luogo di lavoro, portare i figli a scuola e uscire con gli amici sono il tuo pane quotidiano? Se hai a cuore la sicurezza di chi si trova a bordo dell’auto, prima di avviare il motore controlla lo stato delle gomme. Degli pneumatici in salute, infatti, sono essenziali per la tenuta di strada, per la maneggevolezza della guida e influenzano il consumo di carburante. Con il Regolamento UE 1222/2009, è stata introdotta l’Etichetta Europea. Non ne hai mai sentito parlare? Continua a leggere questo articolo; ti forniremo le principali nozioni in proposito.

Pneumatici e consumo di carburante

L’obiettivo dell’Etichetta Europea è duplice. Da un lato mira ad ottenere risultati importanti sul piano della sicurezza stradale; dall’altro, offre indicazioni utili volte alla salvaguardia dell’ambiente. L’efficienza delle gomme, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, si ottiene solo attraverso pneumatici di qualità. L’Etichetta Europea, in tale ambito, valuta le prestazioni degli pneumatici in merito a consumo di carburante, aderenza sul bagnato e rumorosità.

Consultando quanto riportato sull’etichetta ti sarà più semplice procedere all’acquisto di nuovi pneumatici. Troverai, innanzitutto, indicazioni sull’efficienza a livello di consumi di carburante. Le gomme rientrano in una delle 7 classi previste, alle quali sono state assegnate le lettere da A a G; la “A” premia gli pneumatici più efficienti, mentre la “G” comprende quelli meno performanti. Le gomme appartenenti alla categoria A consumano circa il 7,5% i meno rispetto a quelle inserite nella classe G. Ovviamente, anche altri fattori non presi in considerazione dall’Etichetta Europea possono influenzare i consumi.

L’aderenza sul bagnato e la rumorosità

Etichetta pneumatico C-B-70dB

Altro elemento preso in considerazione dall’Etichetta Europea è l’aderenza sul bagnato. Le classi sono sempre 7, contrassegnate dalle lettere da A (spettante agli pneumatici che garantiscono lo spazio di frenata minore) a G. Tra la prima e l’ultima classe le differenze in frenata sono evidenti; occorrono circa 20 metri in più per arrestare un’auto dotata di pneumatici rientranti nella categoria G.

Infine, ad essere ospitate sull’Etichetta Europea sono le classi relative al rumore esterno da rotolamento. In questo caso, ad indicare il livello di rumorosità sono delle barre nere. Tre barre contraddistinguono gli pneumatici più rumorosi, due quelli intermedi; una barra, infine, è assegnata agli pneumatici che presentano un livello di rumore inferiore di almeno 3dB rispetto al limite europeo obbligatorio.

Considerazioni finali sull’Etichetta Europea

Da quanto scritto , risulta evidente l’utilità di uno strumento come l’Etichetta Europea. Ad ogni modo, tieni presente che le informazioni riportate sulla stessa si limitano a prendere in considerazione solo ad alcuni aspetti. Prima di procedere alla scelta delle gomme, fai attenzione a valutare anche altri elementi quali comportamento sull’asciutto (aderenza, manovrabilità e frenata), aderenza sulla neve, resistenza all’usura, prestazioni a velocità elevate e maneggevolezza.

Per approfondire puoi leggere l’articolo nel quale ti suggerisco come scegliere le gomme per la tua auto.