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Cambio gomme: test pneumatici estivi 2017 Touring Club Svizzero (TCS)

Con l’approssimarsi della bella stagione, le giornate si allungano, le temperature aumentano e gli animali si risvegliano dal letargo, un po’ come succede agli automobilisti che, dopo i rigori dell’inverno, si ricordano che è tempo di passare alle gomme estive. In soccorso della categoria è arrivato il Touring Club Svizzero (TCS) con il suo annuale test pneumatici estivi, dei cui risultati è utile tener conto in vista dell’approssimarsi del cambio gomme. Puoi trovare i test completi alla fine dell’articolo.

Il test

Il test pneumatici estivi 2017 ha preso in esame 31 pneumatici, 16 appartenenti alla categoria 195/65 R15 91V, montati su automobili di taglia medio-piccola, e 15 modelli 215/65 R16 98/102H, adottati da SUV e fuoristrada. Gli pneumatici sono stati valutati in base alla tenuta su strade bagnate e asciutte, alla resistenza alla velocità e all’usura, al consumo di carburante e alla rumorosità. Gli pneumatici sono poi stati classificati nelle categorie “molto consigliato“, “consigliato“, “consigliato con riserva” o “non consigliato“. Ben 28 dei 31 pneumatici esaminati sono rientrati nelle prime due categorie e si sono rivelati quindi delle ottime scelte per il tuo prossimo cambio gomme: vediamoli nel dettaglio.

I migliori pneumatici 195/65 R15 91V

Pirelli Cinturato P1 Verde

Pirelli Cinturato P1 Verde

Tra i 16 pneumatici 195/65 R15 91V, solo 5 sono stati classificati come “molto consigliati“:

  • i Pirelli Cinturato P1 Verde, ottimi nelle prove di usura
  • i Bridgestone Turanza T001 e il Continental ContiPremium Contact 5, che condividono il miglior voto sul bagnato
  • i Goodyear EfficientGrip Performance
  • e infine gli Esa-Tecar Spirit 5HP.

Nella categoria “consigliati” troviamo invece:

  • i Nokian Line, per uno scarso comfort di rotolamento
  • i Dunlop Sport Blu Response, non eccellenti sul bagnato
  • i Vredestein Sportrac 5, per lievi cedimenti su asciutto e bagnato
  • gli Aeolus PrecisionAce 2 AH03 e i Kumho Ecowing ES01 KH27, deboli sull’usura
  • i Michelin Energy Saver+, i Sava Intensa HP, i Semperit Comfort-Life 2 e gli Hankook Ventus Prime 3 K125, poco performanti sul bagnato
  • e infine i Maxxis Premitra HP5

I risultati contrastanti dell’ultimo modello della categoria esaminato, gli pneumatici GT Radial Champiro FE1, gli hanno conferito il giudizio di “consigliato con riserva“.

I risultati degli pneumatici 215/65 R16 98/102H

Solo due pneumatici 215/65 R16 98/102H sono entrati nella categoria “molto consigliati“: si tratta dei Goodyear EfficientGrip SUV e dei Cooper Zeon 4XS Sport.

Sono invece “consigliati“, a causa delle scarse performance su asciutto o bagnato:

  • Goodyear EfficientGrip SUV

    Goodyear EfficientGrip SUV

    i Fireston Destination HP

  • i Nokian Line SUV
  • i Pirelli Scorpion Verde
  • i Semperit Comfort-Line 2 SUV
  • gli Uniroyal Rain Expert 3 SUV
  • i Barum Bravuris 4×4
  • i General Grabber GT
  • gli Apollo Apterra H/P
  • gli Hankook Dynapro HP2
  • i BF-Goodrich g-Grip SUV
  • i Bridgestone Dueler H/P Sport

Per via di carenze in frenata, i Michelin Latitude Tour HP devono accontentarsi di un “consigliati con riserva“, mentre le prestazioni insufficienti degli Yokohama Geolandar SUV li hanno resi “non consigliati“.

La sicurezza non finisce con un buon acquisto, ma quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; per aiutarti ho creato una guida che puoi scaricare gratuitamente da qui.

 

Allegati

Gomme silenziose?

Controllando gli pneumatici della tua auto hai scoperto che è giunto il momento di provvedere ad una loro sostituzione? Prima di procedere all’acquisto ricordati di valutare con attenzione una serie di elementi, soprattutto a livello di prestazioni. Se il comportamento in frenata, la tenuta di strada, la resistenza all’usura e l’influenza sul consumo di carburante vengono normalmente presi in considerazione perché legati al fattore sicurezza ad essere sottovalutata, in molti casi, è la silenziosità di marcia. Per sapere perché è essenziale dotare di gomme silenziose su qualsiasi veicolo continua a leggere questo articolo.

Il rotolamento degli pneumatici e l’inquinamento ambientale

Per rendersi conto dell’importanza della rumorosità da rotolamento è sufficiente ricordare come il rumore provocato dalle gomme di vetture che procedendo a soli 30 km/h risulti superiore a quello proveniente dal motore. La tendenza, nel mercato delle auto, è quella di proporre modelli sempre più pesanti, equipaggiati con pneumatici dall’ampiezza esasperata (o con carcassa rinforzata). Tale scelta ha portato il contatto tra questi ultimi e l’asfalto a generare rumori ancora più forti. Per tale motivo, il rumore ambientale è divenuto un problema comune a molte grandi città. Aumentando la velocità di crociera, il rumore generato dalle gomme viene percepito ancora più distintamente non solo da chi si trova a bordo, ma anche dai pedoni.

The Pirelli Noise Cancelling System utilizza una spugna poliuretanica per ridurre il rumore.

I fattori che determinano la rumorosità delle gomme

La bassa rumorosità degli pneumatici ha, inevitabilmente, riflessi positivi sulla qualità della guida. Quest’ultima è legata anche alla capacità delle gomme nell’assorbire eventuali irregolarità del fondo stradale e le vibrazioni trasmesse dallo stesso. L’efficacia, tuttavia, può variare in base alla qualità degli ammortizzatori e delle sospensioni.
Normalmente, un battistrada direzionale che non presenti spazi chiusi e con rilievi disposti in modo asimmetrico ed irregolare, scelte specifiche in tema di scanalature trasversali, e una mescola particolarmente morbida, portano a ridurre la rumorosità. Le gomme silenziose più performanti beneficiano di un livello di rumore fino a 3 volte inferiore a quello riscontrato sugli stessi veicoli equipaggiati con pneumatici comuni.

L’etichettatura europea degli pneumatici e l’indicazione del livello di rumorosità

Etichetta pneumatico C-B-70db classe 2

Se desideri conoscere la rumorosità delle gomme in dotazione sulla tua auto dovrai unicamente limitarti a leggere quanto riportato sulla relativa etichetta. Si tratta, infatti, di una delle informazioni che, a partire dal 2014, i produttori sono tenuti a presentare. Il rumore del modello di pneumatici viene rappresentato, rispettivamente, da 1, 2 o 3 onde sonore, affiancate dall’indicazione in decibel (dB). Se un’onda contraddistingue la gomma più silenziosa, 3 onde fanno riferimento ad uno pneumatico che, a livello di rumorosità da rotolamento, può essere definito di scarsa qualità. Io e la mia squadra siamo pronti a mettere a tua disposizione la nostra competenza in materia. Grazie all’esperienza maturata nel tempo ti forniremo i migliori consigli per procedere all’acquisto di gomme performanti sotto tutti i punti di vista, compresa la silenziosità. Potrai così metterti in viaggio con la tua famiglia in tutta sicurezza.

Però ricorda che un buon acquisto è solo il principio, e che quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; infatti anche la convergenza e la bilanciatura delle gomme sono molto importanti e vanno fatte con regolarità.

 

Pneumatico invernale: la sicurezza prima di tutto

Ciao e ben ritrovato su questo blog. Oggi parleremo di pneumatici invernali e di quanto siano importanti per la sicurezza dell’auto e dei suoi passeggeri. Ha nevicato, quest’anno, dalle tue parti? Beh, sappi che non è poi così importante: infatti, lo pneumatico invernale ti offre prestazioni migliori, rispetto a quello estivo, anche su terreni asciutti o semplicemente bagnati. Il fattore decisivo, infatti, è la temperatura. Scopriamo perché.

I vantaggi dei pneumatici invernali

Tutti noi siamo abituati a pensare al pneumatico invernale come alla semplice alternativa alle catene da neve; una soluzione, cioè, idonea ad affrontare le strade innevate, solitamente impercorribili con i pneumatici estivi.

Invece, le caratteristiche del pneumatico invernale vanno ben oltre la capacità di assicurare il giusto grip sulla neve. In particolare, questo tipo di gomme risulta più performante, rispetto ai pneumatici estivi, quando la temperatura ambientale scende sotto i 10°, qualunque siano le condizioni atmosferiche.

Per questo, è importante capire che è opportuno dotare la propria auto di pneumatici invernali anche in quelle zone a basso rischio di precipitazioni nevose, come il Sud Italia o le isole. Infatti, queste gomme sono in grado di assicurare una migliore tenuta di strada anche in assenza di neve, necessitando di un minore spazio di frenata.

Affronta la strada con un pneumatico invernale in sicurezza

Cosa rende i pneumatici invernali così speciali? La tecnologia che sta alla base di queste particolari gomme fa sì che esse riescano a raggiungere in brevissimo tempo una temperatura ottimale, per via delle numerose lamelle presenti sul battistrada (non a caso sono chiamati anche pneumatici termici).

In più, garantiscono un’ottima tenuta di strada in virtù della conformazione molto pronunciata dei loro tasselli e della profondità dei canali: queste caratteristiche assicurano un ottimo drenaggio dell’acqua, su superfici bagnate, e un’adeguata aderenza sui fondi nevosi.

In particolare, per quanto riguarda i percorsi innevati, la loro superficie irregolare, a differenza di quella liscia delle gomme estive, riesce a catturare la neve nella propria trama, assicurando una migliore aderenza sulla superficie.

Pneumatici invernali e catene da neve

Specifici test hanno evidenziato come, in condizioni di fondo innevato e di basse temperature, i pneumatici invernali riescano ad assicurare prestazioni di gran lunga migliori, non solo rispetto ai pneumatici estivi, ma anche alle classiche catene da neve.

Se è vero che queste hanno un costo decisamente più abbordabile, è anche vero che garantiscono un minore standard di sicurezza e sicuramente un minore comfort alla guida.

Pertanto, specialmente nei territori dove le nevicate sono più frequenti, i pneumatici invernali appaiono ormai come un investimento conveniente, rappresentando quindi una scelta imprescindibile.

Pneumatici invernali ed estivi

Non pochi automobilisti, soddisfatti delle ottime prestazioni dei pneumatici invernali durante la stagione fredda, scelgono di lasciare montate queste gomme anche d’estate.

Bisogna dire che, sebbene sia possibile circolare tranquillamente con un tale equipaggiamento anche con le alte temperature, le gomme estive in questo caso si rivelano sicuramente più performanti e quindi più sicure, assicurando spazi di frenata decisamente più contenuti.

Riassumendo, quindi, la scelta più opportuna sarebbe quella di avere sempre a disposizione un treno di gomme invernali ed uno di gomme estive, ed alternarli ogni sei mesi circa. Si tratta di una scelta che garantisce la massima sicurezza in auto, un valore da mettere sempre al primo posto quando si guida.

La scelta del pneumatico adatto alla stagione, è solo uno degli aspetti relativi alla sicurezza dell’auto. Quando si parla di sicurezza non bisogna pensare soprattutto al controllo e alla manutenzione; per aiutarti ho creato una guida che puoi scaricare gratuitamente da qui.

Guida alle gomme cinesi

Il moltiplicarsi dei siti destinati alla vendita degli pneumatici online sta lasciando ai consumatori una maggiore libertà di scelta. Negli ultimi anni, in particolare, sono aumentate le proposte provenienti dalle case produttrici di origine orientale; gli pneumatici cinesi, ad esempio, stanno riscuotendo un ottimo successo anche in Italia.
Pur essendo oggetto di diverse discussioni nei forum specializzati, il prezzo estremamente conveniente delle gomme cinesi sta spingendo sempre più persone all’acquisto. Devi cambiare le coperture della tua vettura e non sai se fidarti delle gomme realizzate in Cina? Per la maggior parte delle persone, parlare di gomme cinesi significa riferirsi ad articoli “low cost”, poco performanti se confrontati con marchi famosi negli Stati Uniti e in Europa. È proprio così? La dicitura “Made in China” deve metterti in allarme?

Innanzitutto, il termine “pneumatici cinesi”, inteso come articoli di scarsa qualità, viene erroneamente attribuito dalla maggior parte dei consumatori a tutte le gomme prodotte in Asia. In realtà, marchi come Hankook (sudcoreano) e Falken (giapponese), sono entrati a far parte della lista dei migliori pneumatici sul mercato.

Tra i produttori che hanno scelto di progettare e di realizzare le gomme interamente in territorio cinese rientrano Hifly, Landsail e Longlong. Proprio il fatto di svolgere tutte le fasi in Cina ha permesso a questi marchi di vendere ai prezzi più bassi del mercato, riscontrando grande successo.

Non sono pochi neppure i grandi brand occidentali che, negli anni, hanno trasferito la produzione negli stati asiatici. Per tale motivo, anche su gomme di ottima qualità può apparire la dicitura “Made in China”.

Sempre in tempi recenti, alcune grandi case costruttrici di gomme hanno provveduto all’acquisto di piccoli marchi orientali (oppure attivi nell’Europa dell’est), sconosciuti ai più. Tra questi ultimi possono essere ricordati Kormoran, entrata a far parte del gruppo Michelin, Barum, ora appartenente alla Continental e Debica, acquisita da Goodyear. Sono tutte gomme di buona qualità.

Per quanto riguarda i dubbi sulla sicurezza delle gomme cinesi considera che, quando un prodotto entra in Europa, deve risultare conforme ai parametri di sicurezza stabiliti dall’Unione Europea. Quando l’etichetta europea dello pneumatico conferma la conformità, l’articolo è esente da difetti, e non è potenzialmente pericoloso. Se hai scelto di dare fiducia a gomme di produttori cinesi, invogliato soprattutto dal loro prezzo, fai attenzione ai consumi indicati sull’etichetta europea. Infatti, quanto risparmiato al momento dell’acquisto rischia di essere vanificato nel lungo termine. Evita di montare gomme che si usurino con eccessiva velocità, perché potrebbero costringerti ad un maggior consumo di carburante.

Se sei abituato a percorrere molti chilometri, e disponi di una vettura performante, meglio rivolgere la tua attenzione a marchi premium. Su una city car utilizzata solamente per recarti al lavoro, un set di gomme made in China può rivelarsi, invece, la scelta migliore. Se hai bisogno di ulteriori consigli o informazioni sul mondo degli pneumatici, contattaci pure liberamente!

Ricorda inoltre che la sicurezza non finisce con un buon acquisto, ma quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; per aiutarti a fare la scelta giusta,  puoi leggere l’articolo che ho scritto con i consigli su come scegliere le gomme per la tua auto.

Quali sono le mie? Capire come e dove guardare per scegliere le gomme

Le gomme della tua auto hanno ormai raggiunto un livello di usura tale da renderne necessaria la sostituzione? Se acquistare un set di pneumatici di buona qualità è fondamentale per viaggiare in sicurezza, prima di entrare in possesso di nuovi pneumatici fai attenzione a valutare anche altri fattori. In particolare, dovrai scegliere la giusta misura delle gomme per il tuo veicolo. Potrai limitarti a comprare pneumatici della stessa misura di quelli appena sostituiti ma, quando questi ultimi non corrispondono a quelli forniti in prima dotazione, leggi le indicazioni riportate sul libretto di circolazione. Il libretto, infatti indica tutte le misure omologate per l’auto presa in considerazione. Ad ogni modo, ogni pneumatico presenta una serie di informazioni specifiche, sotto forma di numeri e lettere. Conoscerne il significato ti darà una maggiore consapevolezza al momento dell’acquisto.

Le indicazioni relative alle misure delle gomme

La marcatura, ossia le informazioni presenti sul fianco delle gomme (accanto alla marca e alla gamma specifica), potranno apparirti poco intuitive ad un primo sguardo. In realtà, riassumono perfettamente (in pollici, millimetri e percentuali) le informazioni relative, tra le altre, a larghezza, altezza, diametro, metodo di costruzione, velocità e indice di carico.

La larghezza di sezione, in millimetri, è espressa attraverso un numero a 3 cifre, e si riferisce alla larghezza dello pneumatico, da un fianco all’altro (battistrada).
Con la serie (o spalla), invece, viene identificato il rapporto tra l’altezza del fianco e la stessa larghezza di sezione. Quando il rapporto è alto, elevato è anche il fianco. In questo caso, il valore ottenuto è espresso in forma percentuale.

La dimensione del cerchio viene misurata di pollici. L’indice di carico è espresso per mezzo di un numero (da 0 a 130). Se quest’ultimo è elevato, indica una maggiore capacità di carico della gomma. Infine, con la categoria di velocità viene designata la velocità massima che uno pneumatico può raggiungere trasportando un determinato carico in condizioni specifiche.

Le altre sigle apposte sugli pneumatici

Quella finora indicate non sono le uniche sigle presenti sulle gomme. Un’altra sigla che potrai trovare sulla superficie di uno pneumatico è “OE”, acronimo di “Original Equipment“, traducibile in lingua italiana come “primo equipaggiamento”. Questa sigla viene utilizzata normalmente da quei costruttori che scelgono di montare sui propri modelli di autovetture degli pneumatici realizzati appositamente per tali veicoli. Un set di gomme sul quale è apposto “OE” è stato approvato dalla casa automobilistica che ha realizzato la vettura quale dotazione standard.

La marcatura UTQG (Uniform Tire Quality Grading), a sua volta, è presente su diversi pneumatici prodotti in territorio statunitense. Si tratta, infatti, di una marcatura richiesta dal Dipartimento dei Trasporti americano per determinate tipologie di gomme.

Peaks Mountain Snow Flake

Marcatura 3PMSF

Se sei alla ricerca di pneumatici invernali, sul fianco delle gomme appariranno delle marchiature apposite. La sigla “M+S” accerta di aver a che fare con uno pneumatico “da neve” in base alla regolamentazione europea. La sigla “3PMSF” (Peaks Mountain Snow Flake), invece, si trova sui modelli idonei per un utilizzo in condizioni di neve abbondante.

Ricorda inoltre che la sicurezza non finisce con un buon acquisto, ma quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; per questo ti consiglio di rivolgerti ad un esperto, contattando uno dei nostri centri assistenza.

Etichetta europea per pneumatici

La sicurezza stradale e l’Etichetta Europea

Ogni giorno ti trovi a percorrere decine di chilometri a bordo della tua vettura? Raggiungere il luogo di lavoro, portare i figli a scuola e uscire con gli amici sono il tuo pane quotidiano? Se hai a cuore la sicurezza di chi si trova a bordo dell’auto, prima di avviare il motore controlla lo stato delle gomme. Degli pneumatici in salute, infatti, sono essenziali per la tenuta di strada, per la maneggevolezza della guida e influenzano il consumo di carburante. Con il Regolamento UE 1222/2009, è stata introdotta l’Etichetta Europea. Non ne hai mai sentito parlare? Continua a leggere questo articolo; ti forniremo le principali nozioni in proposito.

Pneumatici e consumo di carburante

L’obiettivo dell’Etichetta Europea è duplice. Da un lato mira ad ottenere risultati importanti sul piano della sicurezza stradale; dall’altro, offre indicazioni utili volte alla salvaguardia dell’ambiente. L’efficienza delle gomme, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, si ottiene solo attraverso pneumatici di qualità. L’Etichetta Europea, in tale ambito, valuta le prestazioni degli pneumatici in merito a consumo di carburante, aderenza sul bagnato e rumorosità.

Consultando quanto riportato sull’etichetta ti sarà più semplice procedere all’acquisto di nuovi pneumatici. Troverai, innanzitutto, indicazioni sull’efficienza a livello di consumi di carburante. Le gomme rientrano in una delle 7 classi previste, alle quali sono state assegnate le lettere da A a G; la “A” premia gli pneumatici più efficienti, mentre la “G” comprende quelli meno performanti. Le gomme appartenenti alla categoria A consumano circa il 7,5% i meno rispetto a quelle inserite nella classe G. Ovviamente, anche altri fattori non presi in considerazione dall’Etichetta Europea possono influenzare i consumi.

L’aderenza sul bagnato e la rumorosità

Etichetta pneumatico C-B-70dB

Altro elemento preso in considerazione dall’Etichetta Europea è l’aderenza sul bagnato. Le classi sono sempre 7, contrassegnate dalle lettere da A (spettante agli pneumatici che garantiscono lo spazio di frenata minore) a G. Tra la prima e l’ultima classe le differenze in frenata sono evidenti; occorrono circa 20 metri in più per arrestare un’auto dotata di pneumatici rientranti nella categoria G.

Infine, ad essere ospitate sull’Etichetta Europea sono le classi relative al rumore esterno da rotolamento. In questo caso, ad indicare il livello di rumorosità sono delle barre nere. Tre barre contraddistinguono gli pneumatici più rumorosi, due quelli intermedi; una barra, infine, è assegnata agli pneumatici che presentano un livello di rumore inferiore di almeno 3dB rispetto al limite europeo obbligatorio.

Considerazioni finali sull’Etichetta Europea

Da quanto scritto , risulta evidente l’utilità di uno strumento come l’Etichetta Europea. Ad ogni modo, tieni presente che le informazioni riportate sulla stessa si limitano a prendere in considerazione solo ad alcuni aspetti. Prima di procedere alla scelta delle gomme, fai attenzione a valutare anche altri elementi quali comportamento sull’asciutto (aderenza, manovrabilità e frenata), aderenza sulla neve, resistenza all’usura, prestazioni a velocità elevate e maneggevolezza.

Per approfondire puoi leggere l’articolo nel quale ti suggerisco come scegliere le gomme per la tua auto.

Gomme quattro stagioni… conviene?

Ami guidare, ma desideri farlo nella massima sicurezza? Le gomme, da questo punto di vista, rappresentano uno degli elementi più importanti, in quanto devono assicurare stabilità alla vettura indipendentemente dalle condizioni atmosferiche e da quelle del fondo stradale. Negli ultimi anni hai sentito molti pareri positivi sulle gomme quattro stagioni e desideri provarle? Oppure, semplicemente, vuoi evitare le consuete operazioni di montaggio e smontaggio del periodo invernale ed estivo? Io e il mio team ti presenteremo le caratteristiche principali dei pneumatici 4 stagioni, illustrandoti sia vantaggi che svantaggi. Al termine ti indicheremo i motivi per i quali riteniamo più conveniente l’acquisto di gomme invernali ed estive.

Dettaglio gomma M+S

I pneumatici “all seasons” sono ormai entrati a far parte dei listini delle maggiori case produttrici, rivelandosi un onesto compromesso. Nota è la loro capacità di adattarsi alle diverse condizioni atmosferiche e stradali. Grazie alle ultime tecnologie a disposizione, e ai materiali impiegati per le mescole, possono affrontare tratti innevati o ghiacciati senza mostrare comportamenti anomali in accelerazione e in frenata. Nei mesi più caldi, soprattutto su strade asciutte, le performance si mantengono buone, pur non facendo gridare al miracolo. Si rivelano meno efficaci, invece, su fondo stradale è bagnato.

Se sei abituato a tirare fuori l’auto dal garage solo per raggiungere il posto di lavoro, percorrendo un massimo di 20.000 km l’anno, questa tipologia di pneumatici può rappresentare la scelta ideale. In questo caso l’acquisto di 2 set (invernali ed estivi) non risulterebbe economicamente vantaggioso considerando il consumo ridotto del battistrada. La scarsa usura di quest’ultimo potrebbe infatti trarti in inganno, inducendoti ad utilizzare per troppo tempo gli stessi set di gomme. Pur usurandosi poco, l’inevitabile indurimento del battistrada nel tempo è destinato ad allungare gli spazi di frenata. Gli pneumatici 4 stagioni usati prevalentemente per gli spostamenti quotidiani in città finiscono per esaurirsi nell’arco di 2 o 3 anni, mantenendosi in buone condizioni. Al contrario, se sei abituato a percorrere molti km l’anno tra lavoro, vacanze e uscite del fine settimana, i set di gomme estive ed invernali sono preferibili. Optare per gomme 4 stagioni, in questo caso, potrebbe portare ad completo esaurimento entro 12 mesi.

Michelin CrossClimate

Ad accomunare molti dei modelli di gomme quattro stagioni presentati recentemente sul mercato è il disegno del battistrada direzionale (detto anche “a freccia” e derivato dagli pneumatici invernali), in grado di migliorare i risultati su neve e ghiaccio.
Il problema di tali pneumatici è che, nel caso di mancata inversione tra gomme anteriori e posteriori (ogni 10/15 mila km), assisterai nel tempo ad un peggioramento sia del livello di rumorosità che delle prestazioni.
Se hai deciso di procedere all’acquisto di pneumatici 4 stagioni per risparmiare, tieni presente che il loro costo risulta normalmente del 10-20% più elevato di quello dei set estivi o invernali. Inoltre, è vero che mostrano una buona capacità di adattarsi alle diverse condizioni (sia stradali che atmosferiche), ma la durata del battistrada è leggermente minore. Questi fattori mi inducono a consigliarti l’acquisto del doppio treno di gomme estivo/invernale.

Per comprendere meglio quali sono le gomme più adatte alla tua auto ti consiglio di leggere l’articolo “Quali sono le mie? capire come e dove guardare per scegliere le gomme“. Buona lettura!