Tra le verifiche periodiche da effettuare sul proprio veicolo, il controllo della pressione degli pneumatici è imprescindibile. Infatti, solo delle gomme gonfiate alla giusta pressione sono in grado di garantire sicurezza e stabilità su qualunque tracciato.

A beneficiare di una pressione ottimale sono anche tempi di frenata e consumi. Utilizzando quotidianamente una vettura, le ruote di un veicolo sono destinate inevitabilmente a perdere pressione. Per tale motivo, è necessario procedere ad una verifica senza far trascorrere più di 2 o 3 mesi.

Gonfiare le gomme: il valore ottimale

Ma qual è la “giusta” pressione di una gomma?

Innanzitutto tieni presente che ogni produttore fornisce un’indicazione specifica della pressione per ognuno dei modelli proposti. Normalmente i valori sono compresi tra i 2 e i 2,4 bar (l’unità di misura della pressione negli pneumatici) anche se, in alcuni casi, è possibile arrivare fino a 3 bar. La pressione delle gomme anteriori e posteriori non deve necessariamente coincidere. Per scoprire la pressione ideale del tuo veicolo ti sarà sufficiente leggere quanto riportato sul libretto di circolazione.

Compressore e manometro: gli accessori indispensabili

Se non vuoi rivolgerti al gestore di una pompa di benzina per gonfiare gli pneumatici accertati di avere a disposizione un compressore ed un manometro. Potrai acquistare quest’ultimo in qualsiasi negozio specializzato in autoricambi, nell’officina di un gommista o, ancora, da un ferramenta, nei negozi dediti al bricolage o su internet. Scegliendo un manometro portatile risparmierai denaro ed entrerai in possesso di un accessorio leggero e semplice da trasportare.

Gonfiare le gomme dell'auto

Come gonfiare le gomme?

Prima di misurare la pressione accertati che il tuo veicolo sia sufficientemente “freddo”. Questo significa che, per ottenere una misurazione accurata, dovrai lasciarlo a motore spento per alcune ore. Soddisfatta tale condizione inizia le operazioni togliendo i tappi alle valvole degli pneumatici. Procedi gonfiando ogni ruota con la pompa del compressore, semplicemente collegando pompa e valvola e avviando il compressore stesso. Cerca di mantenere il tubo in posizione. Se non hai mai effettuato tale operazione in precedenza potresti avere qualche difficoltà nel direzionare perfettamente il flusso d’aria. Se noti che parte dell’aria tende a finire fuori dalla valvola fermati e riposiziona la pompa. Ricordati che, in molti casi, una dozzina di secondi sono sufficienti per riportare gli pneumatici alla pressione ottimale.

Gomma bucata? Affidati ad un kit di emergenza per il gonfiaggio

Quanto indicato nei precedenti paragrafi fa parte delle normali operazioni di manutenzione. In realtà, potresti avere la necessità di gonfiare una gomma anche in seguito di una foratura. In tali occasioni, il ruotino di scorta è la soluzione più comune, ma non tutti sono in grado di effettuare la sostituzione. Una persona anziana o una donna potrebbero avere difficoltà nel sollevare la ruota con il cric, e nello svitare i bulloni. Fortunatamente, il mercato propone dei kit appositi, attraverso i quali è possibile percorrere diversi chilometri prima di essere obbligati ad una sosta dal gommista. È una capsula formata da aria, azoto e CO2 a gonfiare gli pneumatici senza alcuna fatica. Se, fino a poco tempo fa, tale capsule erano unicamente usa e getta, ora è possibile ricaricarle anche avvalendosi di un compressore.

Ricorda inoltre che per qualsiasi dubbio sulle condizioni degli pneumatici della tua auto puoi sempre rivolgerti al tuo gommista di fiducia.

Fino a pochi anni fa gran parte degli automobilisti era solito non attribuire la giusta importanza al fattore sicurezza. Anche le persone abituate a guidare tutti i giorni avevano la tendenza a recarsi dal meccanico solamente quando l’auto diventava inservibile, oppure in caso di incidente.

La situazione, fortunatamente, sembra essere cambiata negli ultimi tempi, grazie ad una maggiore consapevolezza derivante da diverse campagne governative in tema di sicurezza stradale.
Particolarmente importante, in questo ambito, è la “salute” degli pneumatici, unico elemento della vettura ad essere a diretto contatto con il terreno. Specialmente in inverno, la scelta della gomma giusta è indispensabile, vista la possibile presenza di asfalto ghiacciato, bagnato o innevato.

Hai sentito parlare positivamente delle gomme da neve, ma sei finora rimasto legato alle tradizionali catene? Continua a leggere per avere indicazioni in merito alla scelta migliore.

Le catene: pro e contro

I produttori di catene da neve hanno via via affinato le proprie proposte, arrivando ad offrire modelli sempre più pratici e semplici da montare.
Uno dei vantaggi delle catene è rappresentato dal fatto di poter essere applicate su qualsiasi pneumatico. Il loro impiego risulta estremamente utile quando sulla strada sono presenti ghiaccio e neve.
Tuttavia, la scelta deve essere effettuata con attenzione; non è sufficiente comprare il primo modello disponibile, magari approfittando di un’offerta allettante. Verifica sul libretto di manutenzione della tua auto prima di procedere all’acquisto. Auto sportive necessitano di catene diverse dai modelli ideali per le utilitarie. Allo stesso tempo, le catene dei SUV non si adattano ad altre tipologie di vetture. Prendere le misure degli pneumatici è fondamentale. Le catene da neve devono essere montate sulle ruote motrici; se possiedi un veicolo a trazione integrale leggi quanto riportato sul libretto d’uso; solo così sarai certo di montarle sull’asse giusto.

Catene neve

Due sono i punti deboli delle catene. Innanzitutto, devono essere utilizzate solo su strade innevate o ghiacciate. Questo significa che, partendo per un viaggio, non potrai montarle in “previsione” di una nevicata. Quando i primi fiocchi inizieranno a cadere ti dovrai fermare ai bordi della strada, mettere le 4 frecce, indossare il giubbottino, scendere ed effettuare l’operazione. Il secondo aspetto negativo è la ridotta velocità di marcia. Un’auto che sta circolando con le catene non può superare i 50 km/h; a tale velocità potrai percorrere anche 120 km su una strada tornata asciutta dopo una nevicata.

La rivoluzione ha un nome: pneumatici da neve

Un’alternativa alle catene che sta riscontrando sempre più favori è costituita dalle gomme da neve, o pneumatici invernali. Potrai sostituirli ai pneumatici estivi indipendentemente dalle condizioni stradali, purché questo avvenga nel periodo previsto dalle normative attualmente vigenti. È al di sotto dei 7° che le performance delle gomme estive si riducono notevolmente, rendendo indispensabile la loro sostituzione. Gli pneumatici invernali, grazie alla presenza della silice, si scaldano rapidamente. Inoltre, la configurazione a lamelle del battistrada consente a tali gomme di “aggrapparsi” al fondo stradale, evitando possibili slittamenti. Con il passare del tempo le case produttrici sono state in grado di eliminare anche due “difetti” di tali gomme, ossia il rumore di rotolamento e il fatto di richiedere una velocità di crociera piuttosto ridotta, seppur superiore a quella necessaria per le catene.

Da quanto riportato in questo articolo avrai dedotto che gli pneumatici da neve non rappresentano più soltanto un’alternativa alle catene risultando, in realtà, la scelta ideale. Solo quando lo strato di neve da affrontare è imponente, oppure nel caso di partenze in pendenza su fondi ghiacciati, ossia in situazioni molto rare, che le catene non hanno rivali.

Mi raccomando fai la scelta più giusta per la tua auto affinché la tua sicurezza e quella dei tuoi passeggeri sia garantita. Se vorrai puoi contattare il centro assistenza più vicino a te che potrà aiutarti e consigliarti al meglio.

Anche se non ti metti in viaggio molto spesso o non le usi da molto tempo, per continuare a guidare in sicurezza è proprio arrivato il momento di separarti dalle tue gomme usate.

Potresti pensare che, come avviene quando devi sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi, tu debba portare con te le tue vecchie gomme e pensare autonomamente al loro smaltimento. Andranno forse nel cassonetto dell’indifferenziato? Fortunatamente no, infatti non spetta a te sbarazzarti delle gomme che non usi più. Vediamo perché.

Dire addio alle gomme usate: facile e gratuito

Se hai acquistato le tue nuove gomme online e ti sei recato in un centro montaggi per la loro installazione o se hai comprato i pneumatici dal tuo gommista di fiducia, che ha provveduto lui stesso alla sostituzione, non fa differenza, è il tecnico che deve occuparsi di ritirare le vecchie gomme e indirizzarle ad un corretto smaltimento. Quest’operazione, peraltro, è gratuita, quindi diffida di chi ti chiede un contributo per il ritiro delle gomme non più utilizzabili.

La normativa, riportata nel Decreto Ministeriale Nr. 82 dell’11 Aprile 2011, stabilisce infatti che nel prezzo dell’acquisto delle nuove gomme sia incluso un contributo per il corretto smaltimento degli pneumatici fuori uso. Non è un contributo tale da gravare sul bilancio di famiglia, si tratta di circa 3 euro variabili in base al peso della singola gomma, ma è sufficiente perché non ti sia chiesto ulteriore denaro al momento di sostituire gli pneumatici.

Lo smaltimento delle gomme per officine e centri di montaggio

Una volta ritirate le tue gomme usate, spetta al gommista, all’autofficina o al centro di montaggio contattare l’azienda che si occupa dei rifiuti del territorio per indirizzare gli pneumatici al corretto smaltimento. Gli pneumatici infatti non possono essere portati nelle isole ecologiche né di certo abbandonati per strada: non solo si commetterebbe un reato, perché sono considerati rifiuti speciali, ma si mette in pericolo tutto l’ambiente. Le gomme infatti non sono biodegradabili e prendono fuoco molto facilmente. Per il benessere ambientale, quindi, è necessario che gli pneumatici usati o rotti siano affidati a ditte specializzate.

Smaltimento ruote auto nella discarica

E se devo buttare tutta la ruota?

A volte capita di non doversi disfare solo della gomma ma di tutta la ruota, ad esempio perché si è forata e l’abbiamo sostituita in autonomia. In questo caso, devi portare la ruota nell’isola ecologica del tuo comune, dove verrà indirizzata verso la forma di smaltimento più idonea.

Devi acquistare un nuovo set di gomme per il tuo veicolo, auto, camper o moto che sia? In questi frangenti, essere in grado di interpretare le sigle degli pneumatici è il modo migliore per operare una scelta ottimale, garantendo elevata sicurezza ai tuoi viaggi.

Una maggiore consapevolezza sulla marcatura sarà utile anche nel momento in cui ti troverai a dover montare le gomme invernali.

Infine, risparmierai tempo prezioso nel valutare i diversi modelli di gomme nella fase di acquisto.

In questo articolo ti indicheremo dove trovare le informazioni relative a larghezza, diametro, consumo, velocità massima consigliata, aderenza su asfalto bagnato e carico sopportabile.

Cos’è la marcatura UTQG

Alle sigle presenti sugli pneumatici (ad eccezione di alcune categorie, come le gomme 4×4 o i fuoristrada) è stata assegnato il nome di “marcatura UTQG”.

UTQG, in particolare, è l’acronimo di “Uniform Tire Quality Grading“. Richiesta dal Dipartimento dei Trasporti U.S.A, tale marcatura è obbligatoria per gli pneumatici commercializzati negli Stati Uniti. Considerando che quasi la totalità delle aziende produttrici ha in quello statunitense uno dei maggiori mercati, non deve stupire come tale sigla sia diffusa anche nel Vecchio Continente.

Comprare le gomme per l'auto

Misura delle gomme, larghezza nominale di sezione e serie

Innanzitutto, tieni presente che potrai risalire ad un’informazione fondamentale, la misura degli pneumatici, in due modi diversi, entrambi estremamente rapidi. Troverai l’indicazione sul fianco degli pneumatici, ma anche all’interno del libretto di circolazione.

Esaminando nel dettaglio la marcatura, il primo numero (di 3 cifre), fa riferimento alla larghezza nominale di sezione, espressa in millimetri. Il numero successivo identifica la serie dello pneumatico. Esprime, in misura percentuale, il rapporto tra altezza del fianco e larghezza di sezione. Quando tale rapporto è ridotto potrai beneficiare di una maggiore precisione di guida in curva; allo stesso tempo, però, a peggiorare è il comfort di guida.

Struttura della carcassa, indice di carico e categoria di velocità

La lettera successiva identifica la struttura della carcassa; la maggior parte delle gomme attualmente sul mercato presentano la “R”, ossia dispongono di struttura radiale. La lettera è accompagnata da un numero a due cifre. Si tratta del diametro del cerchio, espresso in pollici. A seguire, nella marcatura, è l’indice di carico (anch’esso espresso in forma numerica); quest’ultimo corrisponde al carico massimo sopportabile consentito sulla singola ruota.

L’ultima informazione presente nella sigla è la categoria di velocità, che identifica la velocità massima alla quale la gomma è in grado di portare il carico indicato. Sono presenti diverse categorie di velocità, che vanno da A a Y; ad ogni lettera corrisponde un equivalente (in km/h). Per fare un esempio, alla lettera “V” è associata una velocità massima di 240 km/h.

Speciali marcature per gli pneumatici invernali

Sempre in tema di marcature, non devono essere dimenticate quelle relative agli pneumatici invernali, ossia alle gomme realizzate per condizioni stradali tipiche della stagione fredda (asfalto ghiacciato, bagnato o innevato).
“M+S” (Mud & Snow) è una sigla che, in base a quanto stabilito dalla normativa europea, identifica le gomme da neve. “3PMSF” (acronimo di 3 Peaks Mountain Snow Flake), rappresentato graficamente da un fiocco di neve, è presente sugli pneumatici adatti a circolare in condizioni di neve “impegnative”.

In questo articolo abbiamo chiarito quello che c’è dietro alle sigle che vediamo sulle gomme della nostra auto. Se però hai ancora dei dubbi o preferisci affidarti ad un esperto, puoi contattare uno dei nostri centri assistenza che ti seguiranno passo passo nella scelta degli pneumatici più adatti alla tua auto.

La crisi degli ultimi anni ha indotto molti consumatori a risparmiare sulle parti di ricambio della propria auto, dando grande impulso al mercato dell’usato. Sono sempre di più i guidatori che scelgono di affidarsi all’usato anche per sostituire le gomme.

Ma siamo sicuri che si tratti di un’opzione ideale quando si ha a che fare con un elemento fondamentale per la sicurezza a bordo?

E il risparmio ottenibile è reale o, spendendo solo qualche euro in più, è possibile acquistare pneumatici nuovi e  più affidabili?

Rivendite di pneumatici usati: fidarsi è bene?

In base ad una ricerca promossa dalla più nota associazione americana di produttori di pneumatici, la “Rubber Manufacturer’s Association“, è emerso che diversi rivenditori sono soliti operare senza rispettare quanto prescritto dagli standard di sicurezza.

Questo significa poter trovare sul mercato gomme usurate, oppure caratterizzate da danni evidenti ai quali non è stato posto rimedio.
Non si tratta di un problema recente se è vero che, già nei primi anni ’80, Michelin aveva messo in dubbio l’affidabilità degli operatori. Sempre Michelin ha evidenziato, in più di un’occasione, come uno pneumatico apparentemente in perfette condizioni possa celare difetti nella struttura interna.

Diversi rivenditori, inoltre, sono abili nel conquistare la fiducia dei clienti inducendoli a pensare che il prezzo delle gomme usate sia nettamente inferiore a quello richiesto per gli pneumatici nuovi. In realtà, confrontando le offerte, il risparmio è solo minimo, e in misura tale da non giustificare la bontà dell’affare.

Il battistrada: utilizza una moneta!

Un primo aspetto da valutazione in un set di gomme è lo stato del battistrada. Proprio le perfette condizioni di quest’ultimo, infatti, rappresentano un elemento imprescindibile se desideri guidare in tutta sicurezza e affrontare i viaggi in serenità.

Bcontrollare il battistrada pneumatico auto usato
Se stai valutando l’acquisto di un set di pneumatici usati, e non vuoi rischiare di incorrere in truffe o di montare sulla tua vettura un set che ti costringerà ad una sostituzione nel giro di qualche mese, misura lo spessore del battistrada. Sono solamente gli pneumatici dallo spessore minimo di 1,6 mm a garantire prestazioni sicure. Portare a termine questo controllo è piuttosto semplice, ma dovrai prestare attenzione a misurare le gomme in diversi punti, verificando che il consumo sia regolare. Ti sarà sufficiente disporre di una moneta, da inserire nelle fessure.

La mescola, la superficie irregolare e i fili esposti

Dal colore della gomma potrai ottenere informazioni in merito alle condizioni della mescola; quando quest’ultima si presenta di tonalità grigio chiara, meglio scegliere un altro set di gomme, oppure acquistarne uno nuovo ( se hai bisogno di un consiglio puoi rivolgerti ad uno dei nostri centri assistenza).
Passando il palmo di una mano sulla superficie della gomma non è raro avvertire delle “irregolarità”, che potrebbero nascondere il distaccamento del battistrada dalla carcassa, un fenomeno potenzialmente pericoloso.

Anche la presenza di fili esposti costituisce un campanello d’allarme da non sottovalutare, in quanto evidenzia un’usura eccessiva.

L’età di una gomma: il DOT

Alcune gomme usate sono messe in vendita dopo aver effettuato interventi di riparazione. In questo caso, è opportuno evitare gomme soggette a riparazioni mal eseguite, ma anche ad interventi vicini al fianco della gomma.
Infine, prima di acquistare una gomma usata, tieni conto del codice DOT (acronimo di “Department Of Transportation”). Si tratta di un codice composto da una successione di lettere e numeri che fornisce informazioni sull’età dello pneumatico. In particolare, le ultime 4 cifre fanno riferimento al mese e all’anno di produzione. Quando la gomma ha più di 5 o 6 anni di vita, meglio non portare a termine l’acquisto per scongiurare problemi di tenuta.

 

 

Tra i contrattempi che possono coinvolgere chi si trova alla guida di un veicolo, la foratura è uno di quelli potenzialmente più pericolosi, soprattutto in quanto si tratta di un evento imprevedibile. In particolare, chi viaggia ad alta velocità, in caso di foratura, rischia di perdere il controllo della vettura, con ovvie conseguenze.

Oltre al fattore sicurezza occorre considerare che molte persone, pur possedendo la patente da diversi anni e guidando quotidianamente, non hanno la minima idea su come si effettui il cambio gomme. Nelle prossime righe troverai alcune indicazioni utili in merito al funzionamento del cric; seguendole potrai proseguire il tuo viaggio con la ruota di scorta.

Cric: molte versioni per un unico obiettivo

La scarsa praticità sull’utilizzo del cric è legata alla scelta di molte case automobilistiche di rinunciare a montare tali attrezzi sui modelli di nuova immatricolazione. Per ottimizzare il peso dei veicoli e, di conseguenza, ridurre i consumi, al posto del cric e del ruotino di scorta si opta ormai per un kit di emergenza per forature. Tuttavia, questa soluzione risulta efficace solo quando si ha a che fare con fori piuttosto piccoli.

Concentrando l’attenzione sui cric, tieni presente che il mercato propone ormai diverse tipologie; al cric idraulico si affiancano quello elettrico e la versione meccanica, oltre ad altri modelli impiegati più raramente. È il cric meccanico il più semplice dei tre. Conosciuto anche come cric “a losanga”, è il modello normalmente in dotazione sui veicoli. Ha l’innegabile vantaggio, grazie al suo ingombro molto contenuto, di poter essere inserito senza alcuna fatica sotto gran parte dei veicoli. Il cric idraulico (o a carrello), pur essendo più costoso, si rivela estremamente comodo.

Nonostante le differenze nei materiali, indipendentemente dalla versione scelta il procedimento per la sostituzione della ruota rimane praticamente il medesimo. L’obiettivo, infatti, è quello di sollevare il veicolo da terra per ottenere lo spazio necessario per smontare la gomma e montare quella di scorta.

Dalla scelta del luogo all’aggancio del cric: le operazioni fondamentali

Un uomo indossa il giubbotto catarifrangente e posiziona il triangolo prima di cambiare la gommaUn aspetto spesso trascurato, in una situazione improvvisa come la foratura di uno pneumatico, è la scelta del posto in cui dovrà aver luogo l’operazione di sostituzione. Mettersi in sicurezza è fondamentale. Pertanto, dovrai individuare e cercare di arrestare il veicolo in una strada pianeggiante, dotata di un fondo duro e non esposta al passaggio di altri veicoli.

Inoltre, prima di scendere dall’auto, ricordati di indossare il giubbotto catarifrangente. Una volta in strada, preleva dall’auto il triangolo di segnalazione e posizionalo davanti alla stessa, lasciando una distanza minima di 100 metri. Solo a questo punto potrai iniziare la procedura di sostituzione della gomma.

Fondamentale è individuare l’esatto punto di aggancio. A facilitare l’operazione è la presenza, in gran parte delle vetture, di più punti realizzati appositamente, posti ad una trentina di centimetri dalla ruota. Agganciato il cric sotto la scocca, dovrai azionarlo spingendo l’apposita manopola per sollevare la vettura. Quando il cambio gomme sarà concluso, utilizza il cric per riavvicinare la vettura al suolo, quindi sgancialo.

Dopo ogni cambio gomme “fai da te”, il mio consiglio è di passare dal tuo gommista di fiducia per un controllo o per acquistare degli nuovi pneumatici. Per aiutarti a scegliere gli pneumatici giusti e per tutti i controlli, puoi rivolgerti a uno specialista di fiducia scegliendolo in uno dei nostri centri assistenza.

Le vendite di pneumatici online, negli ultimi anni, sono cresciute progressivamente, tanto da far registrare, nei primi 6 mesi del 2017, un aumento pari al 30%. Questo è stato dettato soprattutto dai prezzi praticati dagli operatori che, almeno all’apparenza, sembrano essere molto competitivi. Ma è davvero così, o dietro ad offerte allettanti si nascondono pneumatici di scarsa qualità, o conservati in magazzino da diverso tempo?

A sua volta, il successo riscontrato ha portato ad un aumento del numero di siti specializzati nella vendita di pneumatici; non tutti, però, riescono a garantire la massima affidabilità. Che i canali tradizionali, gommisti in primis, siano ancora la scelta ideale per viaggiare sereni? Ricordati, infatti, che gli pneumatici rappresentano un elemento fondamentale per poter affrontare qualunque viaggio in assoluta sicurezza.

Diffida delle offerte troppo convenienti

Se ritieni di non avere la competenza necessaria per poter portare a termine un acquisto di pneumatici online, considera che solo scegliendo siti affidabili potrai trovare il set caratterizzato dal miglior rapporto qualità/prezzo. Una scelta avventata, invece, si tramuterà in un acquisto destinato a regalare poche soddisfazioni.

Un consiglio utile è diffidare di quelle gomme presentate ad un prezzo eccessivamente basso. Il rischio, in questo caso, è di montare sulla tua auto pneumatici di scarsa qualità o, ancor peggio, non omologati. Vale davvero la pena risparmiare qualche euro , o è meglio rivolgersi ad un gommista esperto? Con un piccolo sovrapprezzo sarai certo di ottenere pneumatici di qualità, potendo usufruire anche del montaggio.

L’acquisto online di pneumatici: i punti deboli

Se alcune persone mettono in evidenza gli aspetti positivi dell’acquisto di pneumatici da Internet, molte altre si lamentano della qualità delle gomme ricevute, oltre che dell’assenza di un servizio di assistenza.
Il fatto di poter proporre dei prezzi competitivi è la diretta conseguenza dell’abbattimento dei costi normalmente associati ai negozi tradizionali.
I siti specializzati possono trarre beneficio da un rapporto diretto con i produttori, altro fattore che riduce il prezzo finale. La concorrenza sempre più serrata degli operatori ha portato molti di essi a proporre gomme di dubbia qualità, provenienti soprattutto dai Paesi orientali, al fine di ridurre ancora di più il prezzo. Il desiderio di limitare i costi porta, in diversi casi, a dei rallentamenti nella consegna degli ordini. Le 24/48 ore paventate da diversi siti si allungano notevolmente. Per quanto riguarda il montaggio, sono pochi gli operatori che possono contare su convenzioni con reti di gommisti.

Centri assistenza per acquisto pneumatici per auto

Gomme differenti per molteplici esigenze

Prima di acquistare online ricordati che una citycar ha esigenze diverse rispetto ad una familiare, ad un SUV e ad una berlina. La tua guida è sportiva? Utilizzi normalmente la vettura per spostarti nel traffico urbano quotidiano, o sei abituato a compiere lunghi viaggi? Annualmente il tuo chilometraggio non supera i 10-15.000 km? Stai cercando delle gomme invernali, oppure desideri un paio di pneumatici che possano garantirti una guida sicura in qualsiasi periodo dell’anno?

Esistono moltissime tipologie, dagli pneumatici sportivi alle gomme 4 stagioni. Scegliendo di rinnovare il set di pneumatici presso un gommista eviterai di acquistare gomme poco preformanti per la tua vettura o poco adatte al tuo stile di guida.
Per aiutarti a scegliere gli pneumatici giusti per la tua auto e viaggiare in tutta sicurezza puoi rivolgerti a uno specialista di fiducia scegliendolo in uno dei nostri centri assistenza.

Da anni, le campagne di sensibilizzazione aventi per oggetto gli pneumatici invernali hanno visto impegnate diverse associazioni di categoria, Assogomma e Federpneus su tutti. L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato quello di aumentare la consapevolezza dei consumatori finali sulle gomme, elemento cardine della sicurezza in auto. Per raggiungere con maggiore efficacia i risultati sperati sarebbero auspicabili degli interventi da parte di volti noti dello spettacolo.

Negli ultimi giorni, è stato il popolarissimo Gerry Scotti a dire la sua in merito, in una puntata del programma “Caduta Libera”.

L’appello di Gerry Scotti a favore dell’impiego delle gomme da neve

Gerry Scotti è da anni l’indiscusso protagonista, al pari di Paolo Bonolis, del palinsesto di Canale 5. Il suo programma preserale “Caduta Libera” continua ad ottenere da anni risultati lusinghieri. Tra le domande della puntata messa in onda l’11 ottobre, ne è spuntata una che ha preso in esame le gomme invernali. Nello specifico, ad una concorrente è stato chiesto quale fosse il nome comune adottato per indicare gli pneumatici invernali. Una volta ascoltata la risposta (“gomme da neve” ha indicato la concorrente) Scottia ha voluto ricordare l’importanza di tali gomme nei mesi invernali. Gerry ha indicato come tali gomme non siano utili solamente su tracciati innevati.

Utilizzo delle gomme invernali per auto

Il conduttore è sembrato particolarmente scandalizzato dal fatto che molte persone decidano di non acquistare gomme invernali per l’assenza di neve. In realtà, come lo stesso Scotti ha voluto sottolineare, questa tipologia di pneumatici si rivela estremamente utile anche sul ghiaccio e su strade bagnate, ovviamente limitando l’uso ai mesi invernali. Il conduttore ha concluso il suo veloce, ma significativo intervento, esortando il pubblico all’acquisto e all’utilizzo delle gomme da neve per garantire elevata sicurezza al guidatore e ai passeggeri.

Non è la prima occasione in cui un personaggio televisivo interviene per sensibilizzare gli spettatori su un tema cosi’ delicato, ma molte volte sottovalutato. Nel 2012 era stato Fiorello a pubblicare un video divenuto virale. In occasione della celebre nevicata sulla Capitale, Fiorello aveva ripreso diverse zone di Roma, affermando di essere in grado di muoversi nonostante la neve grazie ad un set di “sante gomme da neve”.

Le gomme invernali e la maggiore consapevolezza dei consumatori

È anche grazie a questi “appelli” che sembra essere cresciuta la consapevolezza degli automobilisti italiani sull’importanza degli pneumatici da neve. Se nel 2000 diverse indagini avevano fatto emergere un quadro sconfortante (nessuno degli intervistati aveva indicato come elemento cardine per la sicurezza stradale le gomme) oggi la situazione sembra essere decisamente cambiata.

Nel 2017, l’iniziativa “Vacanze Sicure” ha visto Polstrada impegnata in 10.000 controlli lungo diverse arterie stradali italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare i guidatori sull’importanza delle gomme. Le precedenti edizioni dell’iniziativa avevano individuato nelle gomme lisce, in quelle danneggiate, non omologate o, ancora, non rispondenti a quanto richiesto dalla carta di circolazione, l’elemento che faceva scattare le sanzioni. Confrontando i risultati dei controlli 2017 con quelli degli anni precedenti, è emerso come il numero di infrazioni sia diminuito, evidente conseguenza della maggiore attenzione nell’acquisto delle gomme.

E per aiutarti a scegliere le gomme invernali più adatte alla tua auto puoi contattare uno dei nostri centri assistenza.

Con l’approssimarsi della bella stagione, le giornate si allungano, le temperature aumentano e gli animali si risvegliano dal letargo, un po’ come succede agli automobilisti che, dopo i rigori dell’inverno, si ricordano che è tempo di passare alle gomme estive. In soccorso della categoria è arrivato il Touring Club Svizzero (TCS) con il suo annuale test pneumatici estivi, dei cui risultati è utile tener conto in vista dell’approssimarsi del cambio gomme. Puoi trovare i test completi alla fine dell’articolo.

Il test

Il test pneumatici estivi 2017 ha preso in esame 31 pneumatici, 16 appartenenti alla categoria 195/65 R15 91V, montati su automobili di taglia medio-piccola, e 15 modelli 215/65 R16 98/102H, adottati da SUV e fuoristrada. Gli pneumatici sono stati valutati in base alla tenuta su strade bagnate e asciutte, alla resistenza alla velocità e all’usura, al consumo di carburante e alla rumorosità. Gli pneumatici sono poi stati classificati nelle categorie “molto consigliato“, “consigliato“, “consigliato con riserva” o “non consigliato“. Ben 28 dei 31 pneumatici esaminati sono rientrati nelle prime due categorie e si sono rivelati quindi delle ottime scelte per il tuo prossimo cambio gomme: vediamoli nel dettaglio.

I migliori pneumatici 195/65 R15 91V

Pirelli Cinturato P1 Verde

Pirelli Cinturato P1 Verde

Tra i 16 pneumatici 195/65 R15 91V, solo 5 sono stati classificati come “molto consigliati“:

  • i Pirelli Cinturato P1 Verde, ottimi nelle prove di usura
  • i Bridgestone Turanza T001 e il Continental ContiPremium Contact 5, che condividono il miglior voto sul bagnato
  • i Goodyear EfficientGrip Performance
  • e infine gli Esa-Tecar Spirit 5HP.

Nella categoria “consigliati” troviamo invece:

  • i Nokian Line, per uno scarso comfort di rotolamento
  • i Dunlop Sport Blu Response, non eccellenti sul bagnato
  • i Vredestein Sportrac 5, per lievi cedimenti su asciutto e bagnato
  • gli Aeolus PrecisionAce 2 AH03 e i Kumho Ecowing ES01 KH27, deboli sull’usura
  • i Michelin Energy Saver+, i Sava Intensa HP, i Semperit Comfort-Life 2 e gli Hankook Ventus Prime 3 K125, poco performanti sul bagnato
  • e infine i Maxxis Premitra HP5

I risultati contrastanti dell’ultimo modello della categoria esaminato, gli pneumatici GT Radial Champiro FE1, gli hanno conferito il giudizio di “consigliato con riserva“.

I risultati degli pneumatici 215/65 R16 98/102H

Solo due pneumatici 215/65 R16 98/102H sono entrati nella categoria “molto consigliati“: si tratta dei Goodyear EfficientGrip SUV e dei Cooper Zeon 4XS Sport.

Sono invece “consigliati“, a causa delle scarse performance su asciutto o bagnato:

  • Goodyear EfficientGrip SUV

    Goodyear EfficientGrip SUV

    i Fireston Destination HP

  • i Nokian Line SUV
  • i Pirelli Scorpion Verde
  • i Semperit Comfort-Line 2 SUV
  • gli Uniroyal Rain Expert 3 SUV
  • i Barum Bravuris 4×4
  • i General Grabber GT
  • gli Apollo Apterra H/P
  • gli Hankook Dynapro HP2
  • i BF-Goodrich g-Grip SUV
  • i Bridgestone Dueler H/P Sport

Per via di carenze in frenata, i Michelin Latitude Tour HP devono accontentarsi di un “consigliati con riserva“, mentre le prestazioni insufficienti degli Yokohama Geolandar SUV li hanno resi “non consigliati“.

La sicurezza non finisce con un buon acquisto, ma quando si parla di sicurezza si parla soprattutto di controllo e manutenzione; per aiutarti ho creato una guida che puoi scaricare gratuitamente da qui.

 

Allegati

Nonostante sia impossibile, al momento dell’acquisto di un set di pneumatici, riuscire a prevederne l’aspettativa di vita, sicuramente quest’ultima è legata alle modalità di conservazione delle gomme nei periodi di inutilizzo. Se devi procedere al cambio gomme, montando le invernali al posto delle estive (o viceversa), assicurati di adottare delle modalità di conservazione che possano aumentarne la durata mantenendone inalterate le prestazioni. Se non hai intenzione di impiegare un set di gomme per più di un mese, smontarlo dal veicolo alleggerirà la gomma dal peso, scongiurando eventuali danneggiamenti.

Le fasi iniziali, dallo smontaggio alla pulizia

Prima di procedere, ricordati di segnare con un gessetto la posizione delle singole gomme; con le lettere AD ed AS marcherai rispettivamente l’anteriore destra e sinistra (con PD e PS contrassegnerai il posteriore). Questo ti permetterà di invertire le anteriori con le posteriori la volta successiva; si tratta di un trucchetto che garantirà un’usura uniforme del battistrada, allungando la durata del treno gomme.
Una volta smontati, lava gli pneumatici con della semplice acqua, quindi procedi ad una loro asciugatura, necessaria per evitare problemi di ossidazione. Verifica anche che non siano presenti eventuali corpi estranei (o detriti) nelle scanalature.

Dove conservare gli pneumatici una volta smontati?

Per una conservazione ottimale, gli pneumatici non dovrebbero essere lasciati all’aperto. Infatti, il rischio è che la superficie possa seccarsi, dando luogo a delle screpolature da ozono, o determinate da agenti atmosferici.
Scegli un locale fresco e secco, al riparo dal sole, che possa beneficiare di ventilazione naturale. Posizionali lontano da eventuali fonti di calore (ad esempio generatori elettrici e condutture calde), e assicurati che la superficie sulla quale si verranno a trovare non presenti residui di sostanze pericolose per le gomme stesse (dalla benzina ai residui oleosi). Allo stesso tempo, verifica che nelle vicinanze non siano conservate sostanze chimiche, solventi, oggetti acuminati e qualsiasi altro materiale che sia in grado di provocare scintille o scariche elettriche.
Se non hai a disposizione un luogo chiuso, potresti rivolgerti ad un gommista; solitamente, questi ultimi mettono a disposizione il loro box per la custodia degli pneumatici.

Pneumatici con e senza cerchione: come cambiano le modalità di conservazione

Gli pneumatici possono essere conservati sia con il cerchione che senza. Nel primo caso predisponi dei ganci sui quali appendere le gomme (dovranno essere gonfie) o, in alternativa, custodiscili in posizione orizzontale, su degli scaffali, procedendo ad una variazione della posizione con periodicità mensile. Se prevedi di conservarli inutilizzati a lungo, prediligi la sistemazione in orizzontale sugli scaffali, accertandosi che la distanza di questi ultimi dalla pavimentazione sia almeno pari a 10 cm. Controllare periodicamente la pressione, cercando di mantenerla ai livelli indicati dal costruttore. Gli pneumatici senza cerchione, al contrario, non devono mai essere appesi; la posizione ottimale è quella verticale, sempre procedendo ad una loro rotazione periodica. Io e il mio team siamo a tua disposizione se desideri verificare le condizioni delle tue gomme e, nel caso, possiamo suggerirti uno dei gommisti della nostra rete per la loro sostituzione, assicurando la massima sicurezza a chi risiede a bordo della tua vettura.

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