Papà cambia gomma bucata dell'auto insieme alla famiglia

Pneumatici e sicurezza: il pericolo foratura

Uno degli imprevisti più temuti da chiunque possieda un veicolo, soprattutto quando si verifica in autostrada o in condizioni di traffico congestionato, è la foratura di uno pneumatico. Soprattutto trovandosi a procedere a velocità elevata il rischio di incorrere in un incidente è piuttosto alto. Inoltre, se sei abituato a viaggiare di notte, una gomma bucata ti costringerebbe a effettuare la sostituzione in una situazione di potenziale pericolo. Questo senza prendere in considerazione l’eventualità di condizioni atmosferiche avverse.

Hai mai sentito parlare di pneumatici Runflat? Ecco, in questi casi potrebbero rappresentare la soluzione ideale. Continua a leggere per saperne di più.

Runflat: quali sono le caratteristiche principali?

È stato il celebre produttore statunitense Bridgestone, negli anni ’80, ad ideare questi pneumatici, conosciuti anche come “autoportanti”. L’idea nacque per offrire una valida opzione alle persone affette da disabilità e, proprio per questo, impossibilitate a cambiare uno pneumatico forato. Cosa caratterizza questa particolare tipologia di gomme? Il fatto di riuscire a sostenere il peso della vettura anche in presenza di una perdita di pressione non indifferente. La gomma, infatti, tenderà a deformarsi in modo molto leggero, senza afflosciarsi. È proprio questo a permettere al guidatore di raggiungere il meccanico per provvedere alla riparazione.

I veicoli che montano tali pneumatici richiedono cerchioni specifici, progettati per non preformarsi anche se sottoposti ad urti molto forti. Inoltre, gli stessi cerchioni devono essere in grado di assicurare, a foratura avvenuta, il perfetto funzionamento dell’autovettura. I cerchi presentano, pertanto, dei risalti speciali, denominati Extended Hump (in breve EH), o Extended Hump + (EH+). Si trovano dietro il canale della ruota, e trattengono il tallone dello pneumatico a contatto con la balconata.

Sensori TPMS e rinforzi sulle spalle

Officina meccanicoDal 2015 è divenuto obbligatorio installare i sensori TPMS, cui è assegnato il compito di rilevare la pressione. Qualora quest’ultima presenti variazioni importanti l’automobilista verrà immediatamente allertato.
Il rinforzo sulla spalla dello pneumatico, dal canto suo, scongiura l’appiattimento dello stesso, rallentando la deformazione e, di conseguenza, rendendo più semplice il controllo del veicolo nei momenti successivi alla foratura.

Un aspetto negativo è rappresentato dalla maggiore rigidità rispetto alle gomme tradizionali, determinata dalla presenza di rinforzi interni. E questa rigidità può avere degli effetti negativi in termini di comfort.

Come comportarsi in caso di foratura?

Montando questi pneumatici, in caso di foratura la vettura ha la possibilità di percorrere fino ad un massimo di 30 km (più che sufficienti, normalmente, per raggiungere un gommista), ad una velocità che non superi gli 80 km orari. Un aspetto da non sottovalutare è l’assenza di limiti di tempo. Questo cosa significa? Che potrai anche parcheggiare la tua auto per qualche ora e, solo in seguito, riprenderla per condurla fino all’autofficina.

Fatto salvo quanto scritto finora, chi opta per l’acquisto di tali pneumatici dovrebbe procurarsi un kit di emergenza, composto da un compressore di piccole dimensioni e una bomboletta spray auto-sigillante.

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