Frenata d'emergenza assistita in presenza di un pedone

Frenata assistita: un deciso passo in avanti per la sicurezza stradale

Nonostante le misure adottate negli ultimi anni in tema di sicurezza stradale siano state molte, il numero di morti e di feriti provocati dagli incidenti stradali non è diminuito secondo le previsioni. Da qui è nata la decisione, da parte della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece), di velocizzare il processo verso l’obbligatorietà della frenata assistita. Ne hai già sentito parlare? Tuttavia, ritieni le informazioni in merito a tale sistema piuttosto frammentarie? Continua a leggere per saperne di più.

Cosa ci attenderà nei prossimi anni: gli obiettivi perseguiti dalla Ue

Questa vera e propria svolta, fortemente voluta dalla Ue, porterà entro il 2022 all’adozione della frenata d’emergenza assistita su tutti i veicoli oggetto di nuova omologazione. E, trascorsi due anni da tale data, qualunque nuova auto immatricolata dovrà presentare questo sistema di frenata per poter essere venduta. In pratica, in caso di pericolo (leggasi un ostacolo che si para improvvisamente sulla strada), l’auto si arresterà automaticamente.

Ad oggi, di tutti i veicoli circolanti nei diversi Paesi Europei, solamente il 21% sta già sfruttando tale tecnologia innovativa.
In base agli studi effettuati finora sugli indicenti stradali, l’estensione a tutte le nuove vetture porterebbe ad una riduzione degli incidenti per una percentuale prossima al 27%; tradotto in numeri, la diminuzione di morti stradali sarebbe nell’ordine delle 8.000 unità.

Schiacciare il pedale del frenoIn cosa consiste la frenata d’emergenza assistita e quando entra in funzione

Qual è il fattore che, più di ogni altro, ha contribuito fino ad oggi ad aumentare il numero degli incidenti? La distrazione alla guida. Se lo ritieni improbabile considera che, in realtà, rappresenta un fenomeno frequente, soprattutto quando un veicolo viene condotto a velocità basse su strade urbane, o in condizioni di traffico elevato. Ed è proprio in tali occasioni che i sistemi Aebs sono in grado di intervenire con efficacia. In primis evitano i tamponamenti tra i veicoli, ma riescono anche a monitorare la vicinanza del veicolo (o del pedone) che precede l’auto. Valutato il rischio di collisione a scattare è un apposito allarme. Sia visivo che sonoro, tale allarme si prefigge l’obiettivo di avvisare il conducente. Qualora quest’ultimo non sia pronto a reagire, sarà la frenata d’emergenza ad entrare in funzione.

Anche nei casi in cui l’impatto sia inevitabile, avere in dotazione questo sistema è comunque positivo, limitando i danni derivanti dall’incidente. D’altro canto, la frenata d’emergenza ha tempi di reazione notevolmente ridotti rispetto a quelli di un essere umano, indipendentemente dall’esperienza di guida maturata.

Alcune indicazioni tecniche sul nuovo sistema

Finora abbiamo indicato obiettivi e funzionamento della nuova tecnologia. Entrando nei dettagli, occorre indicare come, a garantire la corretta gestione del meccanismo, è un sistema piuttosto complesso che ha nella presenza di una serie di sensori l’elemento cardine. Sono proprio i sensori a rilevare, in modo continuo, la velocità di crociera del veicolo e, allo stesso tempo, la presenza eventuale di ostacoli sul senso di marcia. Gli stessi sensori, per svolgere il proprio lavoro, fanno affidamento su 2 ulteriori elementi, posizionati nella parte frontale del veicolo: radar e telecamera.

La frenata  d’emergenza assistita dunque incrementa la sicurezza dei nostri spostamenti in auto. Ti ricordo inoltre che, a proposito di sicurezza, puoi scaricare la guida gratuita che ho preparato per te e che anche la condizione degli pneumatici possono influire notevolmente in caso di frenate brusche ed improvvise.

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