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La maggior parte delle persone, anche i più attenti alla sicurezza su strada e ai più esigenti per quanto riguarda le prestazioni della propria auto, è abituata a classificare gli pneumatici in base alle loro caratteristiche esterne. Solo chi ha avuto la possibilità di guardare delle gomme veramente rovinate può immaginare cosa nasconda la gomma che va a formare il battistrada e la spalla: un complesso reticolo di fili che costituisce l’anima stessa dello pneumatico.

La diversa disposizione dei fili che compongono la rete interna dà vita ad un’importante classificazione delle gomme, che si distinguono quindi in pneumatici convenzionali, radiali e cinturati. Ma cosa cambia, a livello di prestazioni, benessere su strada e durata nel tempo tra uno pneumatico radiale e un cinturato?

Interno di una gommaLa struttura interna delle gomme

Per valutare lo stato di usura e il tipo di gomme montate sulla nostra auto, siamo abituati a valutare il battistrada e la spalla dello pneumatico. Al di sotto dello strato superficiale, tuttavia, si trova la carcassa dello pneumatico, che ha lo scopo di trasmettere le forze di carico tra la ruota e il terreno. Dev’essere in grado di resistere alle forze che si sprigionano in momenti di particolare tensione, come la frenata e i repentini cambi di direzione, e di sopportare la pressione di gonfiaggio. La carcassa è costituita da fili di nylon di diverso spessore, che creano un’armatura. L’aumento della sezione dei fili e, di conseguenza, la diminuzione della loro densità, contribuisce ad aumentare la resistenza e la rigidità della carcassa. La differenza tra pneumatici convenzionali, cinturati e radiali sta tutta nella disposizione dei fili all’interno della carcassa.

Gli pneumatici convenzionali

Chiamati convenzionali poiché la direzione dei fili che compongono la loro carcassa è la più comune tra gli pneumatici in commercio, sono definiti anche “diagonali” proprio perché gli strati di fili che compongono l’armatura della gomma sono disposti diagonalmente gli uni rispetto agli altri. Questa caratteristica rende gli pneumatici tradizionali particolarmente resistenti all’usura e agli urti laterali e, quindi, adatti per transitare su terreni sconnessi. Nonostante la grande stabilità laterale, a causa delle forti sollecitazioni che si formano all’interno della carcassa durante il rotolamento, non sono adatti alle velocità elevate.

Gli pneumatici radiali

Negli pneumatici radiali, i fili di nylon attraversano da lato a lato la gomma e sono disposti in senso trasversale rispetto alla direzione di marcia. In questo modo, gli attriti interni sono notevolmente ridotti e le deformazioni dovute al rotolamento vengono ripartite in modo più omogeneo. Sono le gomme da corsa per eccellenza, ma sono in grado di garantire anche un’ottima stabilità e un’elevata aderenza su strada.

Gli pneumatici cinturati

Molto simili per prestazioni agli pneumatici radiali, quelli cinturati presentano una carcassa solcata da fili in diagonale, ma rinforzata da un intreccio posto sotto il battistrada, con un angolo di circa 15° rispetto alla direzione di rotazione. Questa “cintura” dà allo pneumatico una maggiore rigidezza, combinando quindi le prestazioni di resistenza agli urti e alle alte velocità.

Se sei in dubbio e non sai quali pneumatici scegliere per la tua auto chiedi sempre consiglio al tuo gommista di fiducia.